Grande scultura collettiva di materiali eterogenei
e rimando singolo
a completamento del percorso artistico espositivo
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Gli artisti presenti:
Alberto Garuffio è nato a Bergamo nel
1979.
Il 2003 ha segnato il suo cammino
con l’ingresso nella fucina creativa del “The Bag Art Factory” di Milano.
“Senza spiegazioni è la sua continua ricerca del dubbio per trovare la verità (del suo modo di creare).
Scavare è il suo primo obiettivo che nasce dall’ascolto totale: dai silenzi, dalle parole degli anziani, dagli oggetti di uso comune, dai vecchi libri, dalla storia e
dalle vicende degli uomini, trae linfa per i suoi fantasmi e per le sue epifanie, mai scontate o scollegate da una profonda immersione nella bellezza.
Se per tutta la vita le persone cercano l’utero materno, simbolo di accoglienza senza condizioni, nella scultura di Alberto c’è la porta d’accesso alla vera comprensione universale.
Ma la chiave è sotto lo zerbino, nelle domande che, via via, si pone, da padre, carico di responsabilità.”
Emiliano Rubinacci è nato nel 1979 a
Buenos Aires, capitale argentina, che il fiume più lungo del mondo, il Rio della Plata, con tutta la sua acqua che scorre e preme, costringe a vivere tra balli, musiche ed emozioni.
“Senza spiegazioni è la sua capacità di
accumulare progetti, opere d’arte, follie, perfino il nulla. Perché la sua mente vigile immagazzina informazioni
che poi le sue mani curiose trasformano in filosofia e polvere aurea.
Così
è facile trovare nella sua Arte la vera pienezza che ci parla di corpi abbrac-ciati, di giochi sessuali, di corse tra
i prati, di cieli stellati, d’alchimia.
Ma non basta.
La sua nobiltà d’esteta
non dimentica gli errori e le disgrazie: i piccoli uomini che vivono sulla crosta terrestre, agiscono accettando che le fatiche non sempre vengano premiate, se
non da un sorriso carico di malinconia.
Questa mestizia, quando fa silenzio, la esalta con la scultura del cuore che
non conosce riposo, né peacemaker.”
Zeliko(Zelimir Baric) Zeta per gli amici, è nato nel 1975 a Novi Sad
nel nord della Serbia.
La sua città natale, bagnata dal Danubio, è da
sempre luogo d’incontro di popoli di culture diverse.
“Senza spiegazioni è la solennità che dona alla materia, la sua ribellione all’ovvio e al casuale, smussa le punte del passato/già vissuto e del fragile, dando importanza al non detto e allo
scorrere continuo del Tempo.
Nei suoi occhi ogni immagine ha un rituale, preciso e religioso, che chiede allo spettatore dove sta andando e soprattutto
se ha ancora la testa sopra il collo.
Così l’Arte che scolpisce, ha futuro perché ha la colonna vertebrale dei fossili che offrono energia e segno
all’impalcatura della vita. Ma regala
anche una ciotola di riso per sfamare
i sacerdoti e i pellegrini, durante
il lungo viaggio dell’interiorità.”