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Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900: scopri tutta la collezione disponibile!

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Adrien Manglard (1695-1760)
ARTPIT0000867

Adrien Manglard (1695-1760)

Paesaggio con scena cavalleresca

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Adrien Manglard (1695-1760)

Paesaggio con scena cavalleresca

Olio su tela. Nel dipinto campeggia in primo piano una scena cavalleresca, probabilmente ispirata alla "Gerusalemme Liberata" del Tasso, che vede due guerrieri bardati con corazza ed elmo piumato, scudi imbracciati e spade sguainate, entrambi fiancheggiati da due dame, in procinto di affrontarsi in duello per il possesso di una cassetta posta al suolo tra i due contendenti; assistono alla contesa un terzo cavaliere con drappo rosso su un cavallo baio e un quarto in piedi di spalle, appoggiato a un doppio bastone, anch'essi in completa tenuta di guerra. La scena è ambientata in una gola montuosa con un torrione sulla destra, dinanzi a una "marina con il mare in tempesta" e una "veduta costiera" sullo sfondo. Il dipinto si inserisce con significativo rilievo nel catalogo di Adrien Manglard per la singolarità della scena figurativa abbinata alle conclamate doti di paesaggista, espresse queste ultime dal gusto della originale inventiva e della sua esplicazione prospettica, dalla resa sia delle rocce che delle onde e delle isole lontane. L'attribuzione al Manglard può essere confermata dai raffronti con diverse sue opere di simile ambientazione, essendo egli stato un affermato pittore di "marine", tanto in tempesta che in serene atmosfere di quiete. A tal scopo è possibile consultare la monografia di S. Maddalo (Adrien Manglard 1695-1760, Multigrafica editrice, Roma 1982) con particolare riferimento alle figure 34-39 e 41, incentrate su "marine" di simile ambientazione, tra cui il Ciclo di Palazzo Ducale Colorno, le tele del Museo Guéret e del Palazzo Boncompagni Ludovisi e l'affresco di Palazzo Chigi. In tali dipinti ritroviamo analoghi e talvolta quasi corrispondenti parametri inventivi, con una combaciante veste pittorica, della tela in oggetto. In essa va sottolineata in particolare la suggestiva resa del cielo tempestoso e del mare in burrasca, attestante l'attenta osservazione di questi fenomeni da parte del Manglard. Peraltro la sua validità anche come pittore di figura è comprovata da un esame generale del suo curriculum, tra cui in particolare la "Chiamata dei primi apostoli", databile al 1731. Nel dipinto è presente sigla AM sulla cassetta raffigurata in basso al centro. L'opera è accompagnata da expertise attributiva del prof. Giancarlo Sestieri. Restaurata e ritelata; è presentata in cornice in stile.

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Pietro Della Vecchia (1603-1678)
ARTPIT0000656

Pietro Della Vecchia (1603-1678)

Figura femminile con bambino

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Pietro Della Vecchia (1603-1678)

Figura femminile con bambino

Affascinante composizione di sicura autografia, confermata dai nostri esperti; il soggetto rientra nelle composizioni popolari di Pietro Della Vecchia, poliedrico ed affermato pittore veneziano, tanto apprezzato da essere insignito del titolo di "pitor ducal". Nato a Vicenza, la sua formazione si sviluppa attorno alle figure del Padovanino e di Carlo Saraceni, cogliendo le atmosfere e gli echi della pittura del '500 dei grandi maestri, tanto che il Boschini lo definì "simia de Zorzon". Non sono esenti i richiami alla pittura caraveggesca, ai chiari e scuri della pittura tenebrosa del Langetti e di altri grandi maestri incontrati nel soggiorno romano o presenti a Venezia. Elementi tutti reinterpetati da Della Vecchia in modo assolutamente originale e personale, utilizzando una pittura dai colori accesi ma ben lontana dagli esiti del colorismo veneto, con pennellata rapida e sicura. Si interessò alla filosofia, alla magia, alla matematica, anatomia ed ottica, tanto da costituire una propria accademia. L'opera descrive una figura femminile ed il capriccio di un bimbo di fronte ad una scala buia; immagine di realtà popolare o allegoria della vita? Possiamo qui apprezzare con tutta evidenza il tocco sicuro del pittore, per esempio nella mirabile definizione della camicia del piccolo, costruita con poche strisce di colore di diverso spessore, che danno il senso della movenza e della profondità. Il dipinto ad olio è stato restaurato e ritelato. Presenta mancanze reintegrate lungo tutto il bordo ed alcune lacune nelle parti centrali. Il dipinto proviene da collezione privata, ed è stato proposto nel catalogo d'asta Cambi "Dipinti antichi" del 29 Ottobre 2013, ma è stato ritirato prima di essere battuto per contestazioni di proprietà, ora definitivamente risolte.

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Pietro Della Vecchia (1603-1678)
ARTPIT0000655

Pietro Della Vecchia (1603-1678)

Compagnia di musici

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Pietro Della Vecchia (1603-1678)

Compagnia di musici

Affascinante composizione di sicura autografia, confermata dai nostri esperti; il soggetto rientra nelle composizioni "giorgionesche" di Pietro Della Vecchia, poliedrico ed affermato pittore veneziano, tanto apprezzato da essere insignito del titolo di "pitor ducal". Nato a Vicenza, la sua formazione si sviluppa attorno alle figure del Padovanino e di Carlo Saraceni, cogliendo le atmosfere e gli echi della pittura del '500 dei grandi maestri, tanto che il Boschini lo definì "simia de Zorzon". Non sono esenti i richiami alla pittura caraveggesca, ai chiari e scuri della pittura tenebrosa del Langetti e di altri grandi maestri incontrati nel soggiorno romano o presenti a Venezia. Elementi tutti reinterpetati da Della Vecchia in modo assolutamente originale e personale, utilizzando una pittura dai colori accesi ma ben lontana dagli esiti del colorismo veneto, con pennellata rapida e sicura. Si interessò alla filosofia, alla magia, alla matematica, anatomia ed ottica, tanto da costituire una propria accademia. L'opera rientra nel novero di quella ampia produzione che Della Vecchia sviluppò a partire dal quarto decennio del '600 ad imitazione delle opere dei grandi protagonisti del '500, ed in particolare Giorgione. Come notava però il Boschini già nel suo commento nell'edizione del 1660, "queste imitazioni non sono copie, ma astratti del suo intelletto", cioè creazioni originali ed autonome, come dimostra ad esempio l'ardita costruzione ravvicinata, che semplicemente vogliono riprendere l'atmosfera intellettuale neoplatonica dell'autore, così come veniva interpretata nel XVII secolo.Lo sviluppo è poi magistralmente risolto con pennellate larghe e veloci, nello stile autonomo e pronto di Pietro Della Vecchia. Il dipinto ad olio è stato restaurato e ritelato. Presenta mancanze e spaccature della tela, ed alcune integrazioni. Il dipinto proviene da collezione privata, ed è stato proposto nel catalogo d'asta Cambi "Dipinti antichi" del 29 Ottobre 2013, ma è stato ritirato prima di essere battuto per contestazioni di proprietà, ora definitivamente risolte.

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