Tazza e piattino, Gio Ponti

Codice:  MODOGG0000467

180,00
Spedizione: da 40,00€ a 90,00 €

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Dettagli Prodotto

Designer:  Gio Ponti

Periodo:  1930 - 1939

Paese produzione:  Italia

Materiale:  Terracotta

Descrizione:
Piattino da dolce e tazza in terraglia a decorazione policroma con scene raffiguranti la mietitrice e il garzone. Sotto i piatti, logo 'Ermione-San Cristoforo'.

Condizione prodotto:
Prodotto in buone condizioni, presenta piccoli segni di usura.

Dimensioni (cm):
Altezza: 6
Diametro: 15

Dimensioni massime (cm):
Diametro: 18,5

Informazioni aggiuntive

Gio Ponti:
Gio (Giovanni) Ponti nacque a Milano nel 1891, e si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1921, dopo aver interrotto gli studi a seguito della sua partecipazione alla prima guerra mondiale. Inizialmente aprì lo studio assieme all'architetto Emilio Lancia (1926-1933), per poi passare alla collaborazione con gli ingegneri Gioacchino Luigi Mellucci (1927), Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini (1933-1945). Nel 1923 partecipò alla I Biennale delle arti decorative tenutasi all'ISIA di Monza e successivamente fu coinvolto nella organizzazione delle varie Triennali, sia a Monza che a Milano. Negli anni venti comincia la sua attività di designer all'industria ceramica Richard Ginori, e rielabora complessivamente la strategia di disegno industriale della società; con le ceramiche vince il "Gran Prix" all'Esposizione di Parigi del 1925. In questi anni la sua produzione è improntata più ai temi classici ed è vicino al movimento Novecento, che si contrappone al razionalismo del Gruppo 7. Sempre negli stessi anni inizia anche la sua attività editoriale: nel 1928 fonda la rivista Domus, testata che non abbandonerà più, salvo che nel periodo 1941-1948 (in cui dirige la rivista Stile). Domus assieme a Casabella, rappresenterà il centro del dibatto culturale dell'architettura e del design italiani della seconda metà del Novecento. L'attività di Ponti negli anni trenta si estende: organizza la V Triennale di Milano nel 1933, disegna le scene ed i costumi per il Teatro alla Scala, ed è partecipe dell'associazione del Disegno Industriale ADI, essendo tra i sostenitori del premio "Compasso d'oro" promosso dai magazzini La Rinascente. Riceve tra l'altro numerosi premi sia nazionali che internazionali e così nel 1936, quando la sua professionalità è affermata, diventa professore di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, cattedra che manterrà sino al 1961. Nel 1951, si unirà allo studio insieme a Fornaroli, l'architetto Alberto Rosselli ed intanto sia il design che l'architettura di Ponti diventano in questi anni più innovative abbandonando i frequenti riallacci al passato neoclassico. È qui che inizia il periodo di più intensa e feconda attività sia nell'architettura che nel design, negli anni cinquanta, infatti, verranno realizzate alcune delle sue opere più importanti. Appartiene a questo periodo la costruzione, a Forlì, su incarico di Aldo Garzanti, del complesso, progettato nel 1953 e terminato nel 1957, che comprende sia l'Hotel della Città et de la Ville sia il Centro Studi Fondazione Livio e Maria Garzanti. L'edificio si segnala per i suoi spioventi invertiti, le finestre esagonali, gli spazi aperti ed il respiro fra i corpi. Gio Ponti morirà a Milano nel 1979. -

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