Specchio Kartell

Anni 60-70

Codice:  MODCOM0001482

non disponibile

Specchio Kartell

Anni 60-70

Codice:  MODCOM0001482

non disponibile
Dettagli Prodotto

Anni 60-70

Designer:  Anna Castelli (1920-2006)

Produzione:  Kartell

Periodo:  1960 - 1969 , 1970 - 1979

Paese produzione:  Italia

Materiale:  Materiale Plastico

Descrizione:
Specchio a parete con cornice in materiale plastico.

Condizione prodotto:
Prodotto in buone condizioni, presenta piccoli segni di usura.

Dimensioni (cm):
Altezza: 120
Larghezza: 60
Profondità: 2

Informazioni aggiuntive

Anna Castelli (1920-2006):
Anna Castelli Ferrieri (Milano, 6 agosto 1920 - 22 giugno 2006) è stata una designer italiana. Il padre Enzo era un'intellettuale, editore e fondatore della rivista Convegno, che aveva dato vita ad un circolo culturale, che frequentava casa Castelli, attorno a figure quali Luigi Pirandello, Umberto Saba e Eugenio Montale. Lauretasi nel 1943 cura nel 1947 l'allestimento della mostra mobile per la Triennale di Milano. Tra il 1959 e il 1973 collabora, ed in seguito ne diviene associata, con Ignazio Gardella, orientato tra il razionalismo e il movimento organico. Tra le opere realizzate vi sono gli uffici di Alfa Romeo ad Arese, di Tecnitub a Podenzano, di Castek a Milano, e di Kartell a Binasco. Cura il restauro e la ricostruzione di edifici storici, tra cui il Chiostro del Bramante a Milano e Palazzo Benci a Firenze, e si occupa di urbanistica con i piani regolatori di Milano, Torino e Genova, e di alcune aree a Vicenza, Pugniochiuso, Stintino, Iran (Sharestenak (Iran) e in Algeria. A partire dal 1966 collabora con Kartell, fondata dal marito nel 1949. Vincitrice del Compasso d'oro, dal 1984 al 1986 insegna Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, e dal 1985 al 1992 è docente alla Domus Academy. Anna Castelli Ferrieri è presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale (ADI) dal 1969 al 1971, socia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e socia fondatrice del Movimento di studi per l'architettura (MSA). Nel 1990 fonda il gruppo di progettazione ACF Officina accanto ai suoi ex-allievi. Si spegne infine il 22 giugno 2006 Si spegne infine il 22 giugno 2006.

Kartell:
Kartell è un'azienda italiana fondata nel 1949 a Noviglio, in provincia di Milano, che produce mobili e oggetti di disegno industriale ricercato in plastica. L'azienda fu fondata da Giulio Castelli, un ingegnere chimico che cominciò la propria attività producendo accessori per le auto e casalinghi in plastica. Il successo del marchio si è consolidato negli anni sessanta, un periodo particolarmente positivo per il design italiano. La consacrazione a livello internazionale è arrivata nel 1972 con la partecipazione ad una mostra presso il Museum of Modern Art di New York dedicata all'arredamento made in Italy, e i pezzi presentati in quell'occasione, disegnati da Gae Aulenti, Ettore Sottsass e Marco Zanuso, fanno tuttora parte della collezione permanente del museo. Negli anni novanta iniziò una collaborazione duratura con diversi designer di fama internazionale, tra cui Antonio Citterio, Ron Arad, Vico Magistretti, Philippe Starck, Piero Lissoni e molti altri. Nel 1999 inoltre Kartell ha fondato l'omonimo museo, che raccoglie ed espone più di 1000 creazioni. A diversi prodotti Kartell sono stati conferiti premi internazionali, tra cui il Compasso d'Oro, il premio assegnato annualmente dall'ADI (Associazione per il Disegno industriale), considerato il più importante premio al mondo nel settore. La particolarità di Kartell è l'utilizzo della plastica in arredamento in un modo del tutto originale e con l'uso di tecnologie di lavorazione tradizionalmente usate in altri settori industriali. I prodotti Kartell sono totalmente prodotti in Italia, anche se il maggiore mercato di vendita è costituito dagli Stati Uniti. Tra i prodotti più famosi e di maggior successo ci sono le serie di sedute Maui di Magistretti, la sedia trasparente in soli due pezzi La Marie, le poltroncine Eros e la serie di sedie monopezzo a stampaggio rotazionale "Ghost" e Bubble di Starck, la libreria Bookworm di Ron Arad.

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