Lampada Luigi Caccia Dominioni

Anni 70

Codice:  MODILL0002006

non disponibile

Lampada Luigi Caccia Dominioni

Anni 70

Codice:  MODILL0002006

non disponibile
Dettagli Prodotto

Anni 70

Designer:  Luigi Caccia Dominioni

Produzione:  Azucena

Modello:  Porcino

Periodo:  1970 - 1979

Materiale:  Metallo Cromato

Descrizione:
Lampada da tavolo; metallo cromato, vetro.

Condizione prodotto:
Lampada in buone condizioni, presenta piccoli segni di usura.

Dimensioni (cm):
Altezza: 60

Dimensioni massime (cm):
Diametro: 42,5

Informazioni aggiuntive

Azucena:
Quella dell'Azucena è una storia nata dal dialogo tra produttore, architetto, artigiani e clienti. Tutto comincia nel 1947, quando un gruppo di giovani milanesi - Luigi Caccia Dominioni, Corrado Corradi Dell'Acqua, Ignazio Gardella, Maria Teresa e Franca Tosi - decide di avviare la produzione di mobili disegnati da alcuni di loro per potere disporre di un repertorio di arredi pronti, dai divani fino alle maniglie, dai tavoli ai fermaporte, per le case che vanno progettando. Sono mobili e oggetti 'sperimentali' che modificano la consuetudine, contemplando l'impiego senza preconcetti di materiali nuovi, spesso accostati a quelli tradizionali in modo del tutto sorprendente. Persino la realizzazione è laboriosa e complessa perché i loro componenti sono molteplici e possono provenire indifferentemente dall'industria o dall'artigianato. La lacca, l'ottone cromato lucido, il cristallo rivelano una costante ricerca di luminosità, di brillantezza, di trasparenze, nei materiali come nelle finiture e nei colori, per rifuggire da una convenzionale severa opacità. Gli arredi sono spesso chiamati in modo prosaico (Imbuto, Boccia, Fasce Cromate, Ventola, Toro) ad indicare, in una sintetica visione organicistica, una forma, un principio costitutivo; in altri casi i nomi sono ricavati dal toponimo (Arenzano, Bordighera, Sant'Ambrogio o San Siro) utilizzato per designare la specifica architettura che originariamente li conteneva e dava ragione del loro disegno. Alla base, dunque, di ogni singolo pezzo Azucena esiste una particolare condizione architettonica che esso continua a riverberare, riproducendo l'eco di una ragione d'essere. L'eco è riconoscibile anche nelle numerose varianti di materiali e rifiniture che Azucena concorda sempre con l'architetto e il cliente per corrispondere ad uno specifico interno; una varietà comunque progettata per condizioni nuove senza tradire mai l'identità dei mobili originari. Si tratta di una collezione unica che conta più di centocinquanta pezzi, certi mantenuti in vita da più di 50 anni, grazie ad una produzione a tutto campo che coinvolge artigiani italiani di altissimo livello. Il nome Azucena - mutuato dalla zingara del Trovatore, combattuta tra l'amore materno e quello figliale - esprime al meglio la filosofia di questa azienda milanese ormai storica, interprete, da un lato, di una colta sapienza artigianale e, dall'altro, generatrice di una razionalità della produzione in serie.

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