Il trionfo di Venere

da cartone di Carlo Cignani

Codice :  ARAROT0082956

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Il trionfo di Venere

da cartone di Carlo Cignani

Codice :  ARAROT0082956

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Dettagli Prodotto

da cartone di Carlo Cignani

Artista:  Carlo Cignani (1628-1719) Derivato da 

Titolo opera:  Il trionfo di Venere ovvero Il corteo nuziale di Arianna

Epoca:  XVIII Secolo - 1700

Soggetto:  Soggetto Allegorico/Mitologico

Tecnica artistica:  Pittura

Specifica tecnica:  Olio su Tela

Descrizione:
Olio su tela. Il dipinto è copia fedele dell' omonima opera realizzata da Carlo Cignani (1628-1719) per la Sala dell'Amore di Palazzo del Giardino di Parma, su commissione del duca Ranuccio II Farnese. Secondo diverse fonti in realtà il Cignani disegnò soli i cartoni dell'opera, ma la trasposizione su tela pare esser stata effettuata tra il 1678 e il 1680 da Marcantonio Franceschini (1648 - 1729) e Luigi Quaini (1643-1717), suoi allievi e successivamente collaboratori. I due artisti bolognesi, legati da un sodalizio artistico nel quale il primo dipingeva le figure e il secondo i paesaggi, collaborarono comunque con il Cignani a diverse sue opere, e insieme agli altri allievi furono spesso impegnati a riportare ad affresco i cartoni del maestro. I cartoni dell'opera divennero successivamente proprietà del console inglese a Venezia, Joseph Smith, bibliofilo e mecenate, che commissionò a Pietro Ercole Gherardi (1687 -1752) docente universitario, vicebibliotecario alla corte estense e collaboratore di Ludovico Antonio Muratori, una “Descrizione de' cartoni disegnati da Carlo Cignani e de' quadri dipinti da Sebastiano Ricci: posseduti dal signor Giuseppe Smith, console della Gran Bretagna, appresso la sereniss. Repubblica di Venezia, con un compendio delle vite dei due celebri professori”, edito presso Giambattista Pasquali nel 1749. In tale opera il Gherardi (o forse lo stesso Console Smith) descrive minuziosamente tale disegno preparatorio, “ un gran cartone bislargo, sul quale il prelodato Cignani figurò a chiaroscuro il Trionfo di Venere”. Il console Smith decise anche di fare intagliare e realizzare a bulino i disegni sia del Cignani che del Ricci, commissionando il lavoro al celebre incisore parigino Jean Michel Liotard, per poter “renderle (le opere) visibili anche a quelli che non potessero vedere gli originali”. La descrizione dell'opera è dettagliata in ogni sua figura e particolare. Nella grande scena campeggia al centro il carro dorato su cui siedono Venere e Cupido; il cocchio è trainato da quattro figurine, due putti e due piccoli satiri, sopra i quali vola un altro puttino alato e armato di arco; precede il carro un fanciullo che suona l'arpa a dieci corde, da taluni considerato la personificazione del Piacere. Intorno e sopra al carro, circondanti festosamente le divinità, danzano e volteggiano un gruppo di ninfe, alcune di terra, altre d'aria in quanto alate. Sotto le ruote del carro, da esse calpestate e coperte dal telo di un vessillo, si trovano diversi oggetti: un' insegna militare, l'aquila legionaria, una corona d'alloro, una spada, uno scudo, un libro, un compasso aperto, che potrebbero essere i simboli del trionfo dell'Amore sulla Guerra, sulle Arti e sulla Letteratura. Secondo altre interpretazioni, potrebbe trattarsi invece dei simboli del trionfo della dea Venere sulle altre due dee Giunone e Pallade, raffigurate tramite i loro simboli, nel giudizio di Paride. Secondo alcune valutazioni più recenti, i tre dipinti del Cignani della Sala dell'Amore di Palazzo Giardino a Parma riconducono tutti alle nozze di Bacco e Arianna, e quello che è stato tradizionalmente letto come un "Trionfo di Venere" si rivela in realtà come il "Corteo nuziale di Arianna", che ne è la protagonista. E' evidente difatti come la fanciulla raffigurante Arianna nelle altre due scene - e in particolare nella terza che corrisponde specificamente alle Nozze di Bacco e Arianna celebrate dalla dea dell'Amore - sia identica nel viso, nell'acconciatura di perle, nel manto blu alla presunta Venere del dipinto centrale. Secondo tale interpretazione allora, il giovanetto che precede il corteo non sarebbe più il Piacere ma Imeneo, raffigurato con i capelli biondi e una ghirlanda di “olente maggiorana” e con il “piede candido e col sandalo giallo”, come lo descrive Catullo nel carme 61. Il carro di Arianna è tirato da due satiri, tipici seguaci di Bacco, e da due amorini, sul cui capo le due ghirlande di edera sono un'ulteriore allusione al dio. E Cupido, che siede sul carro di fianco ad Arianna, punta verso di lei la sua freccia dorata, ad indicare il nuovo amore per Bacco, al quale allude anche la fiaccola accesa tra le mani della fanciulla. La ricchezza interpretativa e simbolica di quest'opera si può ritrovare nella copia da noi proposta, fedele all'originale in ogni suo dettaglio. L'opera è in prima tela e presenta tracce di restauro; lo studio del cretto e del telaio, di struttura nord-europea, colloca l'opera alla fine del '700 - inizi '800. Il dipinto è presentato in cornice della seconda metà dell' 800.

Condizione prodotto:
Prodotto in buone condizioni, presenta piccoli segni di usura.

Dimensioni cornice (cm):
Altezza: 114
Larghezza: 200
Profondità: 7

Dimensioni opera (cm):
Altezza: 94
Larghezza: 180

Informazioni aggiuntive

Pittura:
La pittura è l'arte che consiste nell'applicare dei pigmenti a un supporto come la carta, la tela, la seta, la ceramica, il legno, il vetro o un muro. Essendo i pigmenti essenzialmente solidi, è necessario utilizzare un legante, che li porti a uno stadio liquido, più fluido o più denso, e un collante, che permetta l'adesione duratura al supporto. Chi dipinge è detto pittore o pittrice. Il risultato è un'immagine che, a seconda delle intenzioni dell'autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte.

Olio su Tela:
La pittura a olio è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con basi inerti e oli.

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