Dispareri in materia d'architettura, e prospettiva di Martino Bassi architetto milanese
Caratteristiche
Autore: Martino Bassi
Editore: Appresso Giuseppe Galeazzi Regio Stampatore
Luogo di stampa: Milano
Anno pubblicazione: 1771
Condizione prodotto:
Esemplare in buone condizioni. Legatura piuttosto usurata e scollata in mezza pelle con angoli e piatti marmorizzati: titoli dorati sbiaditi e filetti a secco al dorso. Abrasioni diffuse ai bordi, agli angoli e al dorso: in particolare le cerniere risultano compromesse al punto da lasciar intravedere la legatura sottostante. Tagli irregolari, bruniti; tagli di testa particolarmente scuriti. Formula collazionale: [π]4, A-Q4. Carte in generale ben conservate con ampi margini. Da segnalare: timbro di possesso al frontespizio, che si presenta piuttosto brunito; timbro di possesso ed annotazione a matita alla carta seguente; minime annotazione a matita e pastello rosso in B, B2 e N2; disegno a pastello rosso al margine laterale in Q; annotazioni a pastello rosso al margine laterale in M4; verso di P2 e recto di P3 sporchi, con tracce nere e macchie brune. Alcuni angoli esterni delle carte risultano in minima parte mancanti. Allegate, unite al fondo del volume e ripiegate, 13 tavole calcografiche. Testo in Lingua Italiana.
Per chi fosse interessato, disponibili ulteriori fotografie.
Pagine: (8),126,(2)
Formato: In ottavo
Dimensioni (cm):
Altezza: 25
Larghezza: 21
Descrizione
Leggiamo dal frontespizio: "Coll'aggiunta degli Scritti del medesimo (Martino Bassi) intorno all'insigne tempio di S. Lorenzo Maggiore di Milano. Dati in luce con alcune sue Annotazioni da Francesco Bernardino Ferrari, Ingegnere, ed Architetto Collegiato della stessa Città". Il volume è un'opera di Martino Bassi, architetto italiano di origini milanesi attivo nel Rinascimento (1542–1591 circa), pubblicata per la prima volta a Brescia nel 1572. Raccoglie un carteggio epistolare fittizio tra l'architetto Martino Bassi e alcuni dei più celebri architetti dell'epoca, tra i quali Palladio, Vignola, Vasari e Bertani, in cui l'autore critica le capacità del collega Pellegrino Tibaldi, allora architetto responsabile della Fabbrica del Duomo di Milano. Tibaldi fu poi allontanato a seguito delle proteste nel 1585. Tra le 13 splendide tavole ripiegate in fine volume Prospetto, spaccato e pianta della Basilica di San Lorenzo e una pianta del Duomo di Milano.
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