Dipinto di Corrado Cagli - Inferi 1958

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Dipinto di Corrado Cagli

Inferi 1958

Codice: ARARCO0305898

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Caratteristiche

Inferi 1958

Artista:  Corrado Cagli (1910-1976)

Titolo opera:  Inferi

Epoca:  Contemporanea , XX Secolo - dal 1901 al 2000

Soggetto:  Composizione Astratta

Origine:  Italia

Tecnica artistica:  Pittura

Specifica tecnica:  Tecnica Mista

Descrizione : Inferi

Tecnica mista su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Corredata di autentica su foto. L'opera è stata esposta alla mostra antologica 1930 -1976 dedicata a Cagli, organizzata presso la Pinacoteca civica di Asti. Questa celebre opera astratta del pittore e scenografo italiano Corrado Cagli è caratterizzata da un linguaggio cromatico intenso (dal rosso al viola), giochi grafici lineari e simboli quasi geroglifici, che evocano il tormento e la sofferenza, tipici delle sue tematiche legate all'esperienza dei campi di concentramento. Essa riflette il suo stile unico, tra astrazione e figurazione. L'opera è presentata in cornice dei primi del '900, adattata.

Condizione prodotto:
Prodotto in buone condizioni, presenta piccoli segni di usura. Cerchiamo di presentare lo stato reale nel modo più completo possibile con le foto. Qualora alcuni particolari non risultassero chiari dalle foto, fa fede quanto riportato nella descrizione.

Dimensioni cornice (cm):
Altezza: 112
Larghezza: 163
Profondità: 7

Dimensioni opera (cm):
Altezza: 100
Larghezza: 150

Autentica su foto

Informazioni aggiuntive

Artista: Corrado Cagli (1910-1976)

Corrado Cagli, nato ad Ancona nel 1910, si interessò assai precocemente alla pittura e alcuni suoi disegni infantili furono pubblicati sul Corriere dei piccoli, a cui collaborava la madre. Autodidatta, realizzò nel 1928 un murale (ora distrutto) per il salone delle riunioni del gruppo rionale fascista Campo Marzio-Trevi, in via del Vantaggio, rappresentante Scene di vita nei campi, nelle palestre, nelle officine. Dell'attività giovanile resta ben poco, se si eccettuano alcune ceramiche e sculture del periodo 1929-30, quando ad Umbertide lavorò presso la fabbrica di ceramiche Rometti che poi diresse. Partecipò nel contempo a importanti iniziative come la II Mostra del Sindacato laziale e la Mostra del centenario della Società amatori e cultori di belle arti, nel 1930. Dal 1931 si dedicò con impegno alla pittura di cavalletto e nel 1932 espose, in una prima personale alla galleria di Roma di P. M. Bardi, insieme con A. Pincherle e poi, nello stesso anno, con G. Capogrossi e E. Cavalli con i quali, dopo questa mostra, costitui il Gruppo dei nuovi pittori romani. Nel 1932 compì un viaggio a Paestum e Pompei e, suggestionato dalla pittura romano-pompeiana, tradusse in immagini monumentali temi storici e classici. A Milano frequentò lo studio di A. Martini, dove lavorava Mirko Basaldella, divenuto poi inseparabile amico, collaboratore e cognato (ne sposò la sorella Serena). A Milano lo trattenne l'invito ufficiale a partecipare alla Triennale del 1933, per la quale realizzò l'affresco Preparativi per la guerra, nel vestibolo del nuovo palazzo d'esposizione. Ritornato a Roma, fu l'anima del gruppo di artisti che esponeva alla galleria Sabatello di via dei Babuino, aperta alle voci più nuove dell'arte come M. Marini, A. Donghi, A. Ziveri e P. Fazzini, suscitando peraltro l'ostracismo della critica militante con un quadro a soggetto politico. Dal 1933 collaborò con la rivista Quadrante: nel celebre articolo Muri ai pittori, comparso sul primo numero del maggio 1933, Cagli esaltava la funzione sociale e monumentale dell'arte e, più ancora, auspicava la collaborazione delle arti, in una visione "ciclica" della pittura che si coniugasse con la spiegazione razionale dell'architettura. Criticava il neoformalismo novecentista "classicheggiante e arcaico", contrapponendovi il "primordiale". Si inserì pertanto in un dibattito che coinvolse, tra gli altri, anche Mario Sironi il quale, nel Manifesto della pittura murale, apparso su La Colonna, a Milano, nel dicembre del 1933, privilegiava, nell'arte, la funzione sociale. Tra il 1934 e il 1935 accentuò le ricerche cromatiche in temi intimistici di vasi e nature morte, in gran parte esposti alla Biennale veneziana ed alla Sindacale laziale nel 1936, temi che si affiancano ad altri già trattati di battaglie o cacce. Realizzò una serie numerosa di disegni, tecnica che era per l'artista uno strumento liberatorio di tutte le sollecitazioni culturali ed intellettuali che egli continuava ad elaborare raggiungendo, spesso, note di virtuosismo nei nudi maschili, che rimandano alla cultura tardocinquecentesca. Dall'inizio del 1937 si intensificarono gli attacchi della stampa fascista contro di lui, ebreo, e vennero tacciate di degenerazione le opere con cui egli si presentò all'Esposizione internazionale di Parigi. In realtà le opere sono di un secretismo visionario colto e raffinato, dotate di una carica emozionale fortissima, specie nelle vedute romane, ma non rispettano i canoni di celebrazione monumentale ed acritica, con il loro corredo di simboli banali, ma riconoscibili, che ci si attendeva dall'arte ufficiale. L'apertura di una succursale newyorkese della galleria La Cometa ed i frequenti contatti con Parigi offrirono al Cagli, che pur aveva partecipato ancora ufficialmente, nel 1938, alla XXI Biennale di Venezia ed aveva esposto in gallerie private a Roma e a Firenze, la possibilità di lasciare, a fine anno, l'Italia. Dopo la sosta di un anno in Francia si trasferì a New York, presso la sorella Ebe. Espose alla julien Levi Gallery nel 1940, e l'anno dopo, divenuto cittadino americano, si arruolò nell'esercito e partecipò, in Europa, alla seconda guerra mondiale. Gli anni americani - a New York tornerà ancora dal 1946 al 1948 - furono densi di esperienze: dal Postcubismo all'espressionismo; in America si avvicino al collage e al frottage, studiò le teorie dei rapporti luminosi e dello spazio di Donchian e di Moebius, pur continuando a dimostrare un fortissimo senso realistico dei segno nei "disegni di guerra". Il duplice registro astratto-figurativo si intensifica nelle opere del dopoguerra. Tornato stabilmente in Italia dal 1948, partecipò alla Biennale veneziana di quell'anno. Riprese una turbinosa attività di disegnatore e di decoratore. Praticava la scultura con materiali poveri, realizzando la serie di Cicute, tra il 1950 e il 1955, con pezzi di canne, e modelli di "maschere" e "ritratti" fatti con cartoncini colorati, assemblati con punti metallici che, fusi in bronzo in pochi esemplari, tra il 1960 e il 1965, si qualificano come variazioni delle ricerche figurative che l'artista andava contemporaneamente elaborando. Tra il 1970 e il 1973, realizzò nella piazza di Gottinga un'opera monumentale, sul luogo della sinagoga incendiata dai nazisti nel 1938. L'attività del C. dal 1950 alla morte si caratterizza per la varietà degli interessi e delle ricerche. Svolse attività di scenografo con importanti registi e coreografi, di illustratore per importanti opere letterarie; in pittura elaborò immagini magicototemiche nel ciclo delle "tavolette", del 1954-55 di cui fa parte la serie degli Arlecchini. Seguono nel tempo le Carte del 1958-59 e le Siciliane del 1963-65, i Labirinti del 1966. Dopo il 1970 il Cagli ritornò con insistenza, specie nella grafica e nei pastelli, alla figurazione che, spogliata di prevalenti istanze sociali, si configura come perenne omaggio all'uomo. Corrado Cagli morì a Roma il 28 marzo 1976.

Epoca:

Contemporanea

E' difficile definire cos'è l'Arte Contemporanea, perché essa non corrisponde ad un periodo temporale né ad una corrente artistica unica e specifica. Secondo la suddivisione dell'arte in periodi storici, il periodo dell'Arte Contemporanea avrebbe inizio dal 1789, a conclusione dell'Arte Moderna, e con l'introduzione a quel secolo, il XIX, che vede comparire un mezzo di espressione figurata nuovo e rivoluzionario, la Fotografia, e che comincia a ricercare un modo diverso di guardare alla realtà e di rappresentarla, in particolare con l'Impressionismo, che sceglie di mediare la visione della realtà con il filtro dei sentimenti che essa evoca. D'altra parte tutto il XX secolo è permeato dall'insorgere di numerose correnti pittoriche, che cercano di interpretare le istanze del presente utilizzando nuovi mezzi di produzione e adattandosi ai tempi e ai modi di vivere e che filtrano la realtà attraverso sentimenti, visioni intimiste, interpretazioni metafisiche, generando diverse molteplici correnti pittoriche. Perciò molti ritengono che l'arte contemporanea sia quella modalità di espressione artistica che tende a coinvolgere nuovi strumenti di espressione che spaziano dalle performance, alla fotografia, dall'installazione, al video, dall'elaborazione digitale, al testo, partendo quindi da alcune correnti di avanguardia del XX secolo ed arrivando sino ai giorni nostri. Attenzione però: fino ad oggi non è mai scomparsa, in nessun secolo, nella produzione artistica pittorica una ampia rappresentanza di artisti che hanno scelto di rimanere fedeli alla tecnica pittorica più tradizionale, così come alla rappresentazione della realtà in modo più conforme e oggettivo possibile, che quindi si possono ritenere Contemporanei solo in un'accezione più temporale, cioè perché vissuti negli ultimi decenni del periodo storico in corso.

XX Secolo - dal 1901 al 2000

IL XX secolo è caratterizzato dal prevalere della borghesia sulla classe operaia e dalla scoperta che la vita continua ad essere una lotta per la sopravvivenza e per migliorarne la qualità. Il progresso tecnologico, anziché favorire tale sviluppo, diventa strumento di meccanizzazione e di inaridimento dell'uomo, che ha bisogno di cercare un “supplemento d'anima” e nuove forme per esprimerlo. Nascono pertanto tutta una serie di correnti artistiche che realizzano opere esprimendo l'interiorità dell'uomo, che evocano dall'intimo la realtà piuttosto che rappresentarla, e la raffigurano utilizzando, in libertà, le forme e i colori. Si hanno perciò, il Decadentismo con l'Art Nouveau, il Fauvismo di Matisse e Braque, il Cubismo di Picasso, poi ancora l'Espressionismo con Munch, l'Astrattismo di Kandinskij e la pittura Metafisica di Carrà e De Chirico. Numerose sono le correnti e i gruppi di artisti e intellettuali che utilizzano l'Arte come un Manifesto del loro pensiero, spesso anche con una connotazione politica.
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Soggetto: Composizione Astratta

Tecnica artistica: Pittura

La pittura è l'arte che consiste nell'applicare dei pigmenti a un supporto come la carta, la tela, la seta, la ceramica, il legno, il vetro o un muro. Essendo i pigmenti essenzialmente solidi, è necessario utilizzare un legante, che li porti a uno stadio liquido, più fluido o più denso, e un collante, che permetta l'adesione duratura al supporto. Chi dipinge è detto pittore o pittrice. Il risultato è un'immagine che, a seconda delle intenzioni dell'autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte.

Specifica tecnica: Tecnica Mista

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