Ribalta con Alzata

Codice:  ANTRIB0000125

non disponibile

Ribalta con Alzata

Codice:  ANTRIB0000125

non disponibile
Dettagli Prodotto

Stile:  Barocchetto (1720-1770)

Epoca:  XVIII Secolo - 1700

Origine:  Lombardia, Italia

Essenza principale:  Noce

Materiale:  Acero Massello , Bronzo , Ciliegio Massello , Impiallacciatura di Noce

Descrizione:
Mobile a due corpi. Nella base una cassettiera leggermente mossa con quattro cassetti di cui uno sottile collocato sotto l'anta a ribalta; l'alzata è composta da due ante sagomate nella parte superiore a seguire il movimento della cimasa architettonica. L'arredo impiallacciato in noce presenta le classiche cornici ebanizzate che racchiudono riserve in ciliegio in cui sono inserite ad intarsio le maschere della commedia dell'arte finemente incise. Nei fianchi si alternano intarsi di strumenti musicali alle figure di Arlecchino, Pulcinella e Brighella; nei cassetti le riserve laterali presentano intarsi paesaggistici, quelle centrali ripetono una figura seduta. Quattro maschere riempiono i pannelli delle ante dell'alzata, tra cui riconosciamo Pantalone, il Capitano, Meneghino e Balanzone. Lo spazio centrale dell'anta a ribalta è dedicato alla figura femminile di Colombina, nelle due riserve laterali troviamo due cesti di fiori. L'interno dell'anta a ribalta presenta uno scarabattolo con 10 cassettini e segreti intarsiati con motivi architettonici. Tutto il mobile presenta anche intarsi floreali su tutta la superficie, mentre nella cimasa troviamo intarsiato un volatile. Interni in abete, pomoli in bronzo.

Condizione prodotto:
Il mobile non ha mai subito modifiche e si trova in prima patina.

Dimensioni (cm):
Altezza: 241
Larghezza: 107
Profondità: 54

Informazioni aggiuntive

Note storico bibliografiche:
Questo arredo, da collocare nell'ultimo quarto del XVIII sec. per la presenza dei due cestini fioriti già di gusto neoclassico, risulta essere di indubbia produzione lombarda per la forma, la costruzione, l'uso dei legni e delle cornici ebanizzate. Tuttavia presenta delle peculiarità che fanno pensare ad un influenza piemontese, in particolar modo nelle parti intarsiate particolarmente curate nell'incisione, nel gusto di riempire ad intarsio floreale i montanti e traverse ma anche nelle riserve a cornicette nere che, nella forma, ricordano i motivi delle formelle a ragnatela piemontese. L'intarsio dello scarabattolo presenta fortissime analogie con una produzione di mobili piemontesi che lo studioso Roberto Antonetto¹ analizza e raggruppa nel suo volume; tra questi arredi troviamo la pratica di recuperare arredi intarsiati delle produzioni di Augsburg, talvolta parti degli stipi, talvolta il solo rivestimento ad intarsio, per utilizzarlo a rivestire mobili piemontesi. Anche nel nostro mobile lo scarabattolo sembra realizzato col recupero di tarsie probabilmente di qualche stipo più antico di Augsburg. Se poi sia un mobile di confine tra Lombardia e Piemonte o un ebanista piemontese trasferitosi in Lombardia non ci è dato di sapere. Insolito ma di pieno gusto settecentesco è l'omaggio alla commedia dell'arte nell'intarsio esterno del mobile. ¹Antonetto Roberto, Il mobile piemontese del settecento, ed. Allemandi 2010, 2 voll., vedi pagg.94-97 vol.II

Barocchetto (1720-1770):
Con questo termine si designa, per quanto specificatamente attiene alla mobilia, una parte della produzione eseguita in Italia nel periodo di tempo compreso tra l'epoca rococò e la prima fase del neoclassicismo. Si caratterizza per l'impianto formale e decorativo ancora rigidamente in adesione ai dettami cari al periodo barocco (da cui il termine barocchetto) e alle mode Luigi XIV e tuttavia vi si colgono i nuovi tempi nell'adozione di volumetrie più contenute, moduli decorativi più eleganti, spesso direttamente ispirati alla moda francese, ma sempre eseguiti con rigorosi principi di simmetria ornamentale. La tendenza ad assimilare novità formali e volumetriche ma non a recepirne l'elaborazione ornamentale trova naturale spiegazione in Italia nel fatto che in questo secolo la grande aristocrazia conosce un irrefrenabile declino politico e economico. Se nel secolo precedente vi fu gran profusione di arredi destinati a ornare dimore di recente costruzione, per mostrare con orgoglio la potenza della famiglia committente, nel Settecento si bada piuttosto ad aggiornare il palazzo con la sola mobilia strettamente necessaria alle nuove esigenze imposte dalla moda o da necessità funzionali. Si mantiene il vecchio apparato scenografico e il nuovo non deve troppo contrastare.

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