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700 € 15000 € Applica

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41 cm 183 cm

36 cm 214 cm

2 cm 6 cm
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Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900: questa sezione è la nostra Galleria con le eccellenze presenti nel nostro catalogo.



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Pier Francesco Cittadini, ambito di
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Pier Francesco Cittadini, ambito di

Ritratto di famiglia

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Pier Francesco Cittadini, ambito di

Ritratto di famiglia

Di notevole qualità compositiva, e fortemente orientata a lucida analisi psicologica, l'opera presenta tratti che rimandano all'opera di Pier Francesco Cittadini, detto il Milanese. Nato a Milano, precoce allievo di Daniele Crespi, si trasferì giovanetto a Bologna; seguì negli anni 1645-46 un periodo a Roma con successivo rientro a Bologna. Dagli anni '50 del '600 in poi si dedicò attivamente alla produzione di ritratti e nature morte, destinate a committenza privata. Proprio la sua prima formazione lombarda e quella romana, nell'ambito di Cerquozzi, ci danno conto della sua sensibilità moderna rispetto all'ambito classico bolognese, con spunti naturalistici degni non solo della migliore produzione lombarda ma anche della produzione ritrattistica spagnola, evidenti ad esempio nel celebre ritratto di famiglia conservato presso il castello di Dozza Imolese; in esso il forte contrasto luce-ombra accentua la concentrata introspezione denotando la profondità d'analisi del vero. Anche nel ritratto qui proposto, l'attenzione maggiore è posta non tanto alla superficie del prestigio e dell'apparire, sottolineato dalla qualità degli abiti, ma piuttosto alla verità dei sentimenti e del "dramma" proposto. Qui un uomo, evidentemente vedovo, compare ritratto con i suoi sei figli, ma di essi uno è deceduto, ed è quello a cui sta accarezzando la testa. Quasi sfocato, con fare rassegnato, il bimbo tiene in mano un bicchiere rovesciato, simbolo di vita versata. In primo piano, la figlia più grande mostra allo spettatore le sei carte, delle quali cinque sono fiori, come tali considera il genitore i propri figli, ed una è l'asso di picche. Questo rappresenta il figlio deceduto, che era gemello dell'altro ancora in vita, corrispondente invece all'asso di fiori. L'intima composizione domestica è arricchita dal notevole brano di natura morta costituito dal tappeto decorato a motivi floreali. Il dipinto è stato restaurato e ritelato e viene presentato in cornice in stile. Presenta minimi ritocchi ed integrazioni.

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Adrien Manglard, Paesaggio con scena cavalleresca
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Adrien Manglard, Paesaggio con scena cavalleresca

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Adrien Manglard, Paesaggio con scena cavalleresca

Olio su tela. Nel dipinto campeggia in primo piano una scena cavalleresca, probabilmente ispirata alla "Gerusalemme Liberata" del Tasso, che vede due guerrieri bardati con corazza ed elmo piumato, scudi imbracciati e spade sguainate, entrambi fiancheggiati da due dame, in procinto di affrontarsi in duello per il possesso di una cassetta posta al suolo tra i due contendenti; assistono alla contesa un terzo cavaliere con drappo rosso su un cavallo baio e un quarto in piedi di spalle, appoggiato a un doppio bastone, anch'essi in completa tenuta di guerra. La scena è ambientata in una gola montuosa con un torrione sulla destra, dinanzi a una "marina con il mare in tempesta" e una "veduta costiera" sullo sfondo. Il dipinto si inserisce con significativo rilievo nel catalogo di Adrien Manglard per la singolarità della scena figurativa abbinata alle conclamate doti di paesaggista, espresse queste ultime dal gusto della originale inventiva e della sua esplicazione prospettica, dalla resa sia delle rocce che delle onde e delle isole lontane. L'attribuzione al Manglard può essere confermata dai raffronti con diverse sue opere di simile ambientazione, essendo egli stato un affermato pittore di "marine", tanto in tempesta che in serene atmosfere di quiete. A tal scopo è possibile consultare la monografia di S. Maddalo (Adrien Manglard 1695-1760, Multigrafica editrice, Roma 1982) con particolare riferimento alle figure 34-39 e 41, incentrate su "marine" di simile ambientazione, tra cui il Ciclo di Palazzo Ducale Colorno, le tele del Museo Guéret e del Palazzo Boncompagni Ludovisi e l'affresco di Palazzo Chigi. In tali dipinti ritroviamo analoghi e talvolta quasi corrispondenti parametri inventivi, con una combaciante veste pittorica, della tela in oggetto. In essa va sottolineata in particolare la suggestiva resa del cielo tempestoso e del mare in burrasca, attestante l'attenta osservazione di questi fenomeni da parte del Manglard. Peraltro la sua validità anche come pittore di figura è comprovata da un esame generale del suo curriculum, tra cui in particolare la "Chiamata dei primi apostoli", databile al 1731. Nel dipinto è presente sigla AM sulla cassetta raffigurata in basso al centro. L'opera è accompagnata da expertise attributiva del prof. Giancarlo Sestieri. Restaurata e ritelata; è presentata in cornice in stile.

15.000,00€

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