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DIPINTI DEL ‘900

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di arte del Novecento disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute di artisti del 900 con cui arricchire gli ambienti della tua abitazione

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Eliano Fantuzzi
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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Pannelli da Soffitto
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Pannelli da Soffitto

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Pannelli da Soffitto

Tempera su tela. Metà '900. I quattro grandi pannelli decorativi sono sagomati a delimitare foro centrale per lampadario. Sono decorati con un motivo a ghirlanda fogliacea, con frutti e nastri, che nei pannelli montati insieme realizza una corona; su ogni pannello compare poi un putto, intento a giocare sulla ghirlanda. Il motivo è di gusto neoclassico. Il decoro complessivo misura 350 x 240 cm.

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Scena di Genere di Alfonso Dumini
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Scena di Genere di Alfonso Dumini

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Scena di Genere di Alfonso Dumini

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Adolfo Dumini fu artista fiorentino che privilegiò le scene di genere, di gusto prettamente popolare. In questa scena, una donna in abito tradizionale suona il tamburello per la strada, mentre di fianco a lei il figlioletto porge il cappello per chiedere la questua. Gli abiti dai colori vivaci e la gestualità della donna vivacizzano la scena, sullo sfondo piuttosto cupo delle mura rocciose dell'abitato. Il dipinto è in buone condizioni.

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Dipinto Astratto di Renato Bontempi
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Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

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Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

Olio su cartone. firmato in alto al centro e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo. L'opera appartiene all'ultimo periodo del pittore di origini marchigiane Renato Bontempi, formatosi dapprima a Luca ma poi vissuto a Milano. Dall'iniziale produzione figurativa, il Bontempi si sposta progressivamente verso una pittura astratta, a cui appartiene appunto il quadretto qui proposto. In Cronice.

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Acquarello di Giuseppe Migneco
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ARARNO0168155
Acquarello di Giuseppe Migneco

Figura 1959

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Acquarello di Giuseppe Migneco

Figura 1959

Acquarello su carta. Firmato e datato in basso a destra. Giuseppe Migneco, di origini messinesi ma trasferitosi giovane a Milano, fu uno dei maggiori rappresentanti, insieme a Aligi Sassu, Renato Birolli, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, del gruppo di Corrente aperto alle avanguardie artistiche europee. A favore di una pittura di impegno sociale, indaga la realtà con occhio critico, oggettivo, storico. I suoi personaggi dai volti duri, squadrati, segnati dal duro lavoro e resi con toni accesi e forti, richiamano la sua Sicilia dai tratti violenti e netti, ma anche il realismo sociale dei muralisti messicani. Le sue opere girano il mondo. L'opera è presentata in cornice.

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Attilio Pratella ambito di
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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

Olio su tela. Firmato Att. Pratella in basso a destra. Al retro dichiarazione di attribuzione al paesaggista napoletano. Il soggetto è molto vicino alla produzione di Pratella, che predilesse le marine della baia di Napoli, sua città natale. Rientra peraltro in quell'ampio numero di dipinti la cui attribuzione è incerta, per una qualità stilistica non conforme alla mano del Pratella. Comunque di buona qualità e gradevole nell'atmosfera, il dipinto è presentato in cornice.

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Francesco Ghisleni
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Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

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Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Francesco Ghisleni fu artista bergamasco, che visse e lavorò nella sua città natale. Di lui si conoscono soprattutto paesaggi e vedute della sua terra natale. In quest'opera è proposto il ritratto di una giovane donna al maneggio. In cornice coeva.

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga
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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

Olio su tela. firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presenti ulteriori firma e data, e scritta autografa con il titolo dell'opera e localizzazione Milano. Artista milanese autodidatta, Giovan Francesco Gonzaga dichiarò "la mia vera maestra è la Natura", e ad essa fedele, si dedicò prevalentemente alle scene con i cavalli (passione ereditata dall'esperienza nel Savoia Cavalleria durante la guerra) ai paesaggi e alle nature morte, sempre raffigurati “en plein air”. Ha scritto di lui Vittorio Sgarbi: "La sapienza di Giovan Francesco Gonzaga sta nel disegno, che è forte e deciso..... Le immagini vibrano di inquietudine, nel segno della lotta dell'uomo contro se stesso, nell'inferno di una storia che sembra ripetere sempre lo stesso dramma. Ma se il disegno preparatorio è mirabile, il colore di questo artista ha una regalità e una sensibilità che provengono da una percezione musicale della cromia, dove la tavolozza si esprime in improvvisi, in variazioni e in ritmi pulsanti". Lo scorcio dello studio dell'artista qui presentato è ricco di colori, di luci, di vitalità; campeggia al centro un cesto di frutta, richiamo alla natura presente in tutte le opere dell'artista. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Figure in Giardino
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Figure in Giardino

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Figure in Giardino

Olio su tela. Scuola centro-europea. In basso a destra è presente firma non identificabile. Giovani donne e gentiluomini son ritratti seduti sull'erba in un sottobosco verdeggiante. Spiccano gli abiti a colori vivaci delle fanciulle, sul verde della natura che le circonda. Già sottoposto a restauro, il dipinto presenta alcune piccole cadute di colore. E' presentato in cornice coeva, che necessita di restauro per mancanze.

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Attilio Pratella ambito di
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ARARNO0093747
Attilio Pratella ambito di

Marina con Barche

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Attilio Pratella ambito di

Marina con Barche

Olio su compensato. Firmato Att. Pratella in basso a destra. Al retro dichiarazione di attribuzione al paesaggista napoletano. Il soggetto è molto vicino alla produzione di Pratella, che predilesse le marine della baia di Napoli, sua città natale. Rientra peraltro in quell'ampio numero di dipinti la cui attribuzione è incerta, per una qualità stilistica non conforme alla mano del Pratella. Comunque di buona qualità e gradevole nell'atmosfera, il dipinto è presentato in cornice.

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Paesaggio di Giuseppe Cavalleri
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Paesaggio di Giuseppe Cavalleri

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Paesaggio di Giuseppe Cavalleri

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Nel paesaggio boschivo si intravede una casetta ricoperta di neve, sullo sfondo un cielo rosso invernale. Opera del pittore Giovanni Cavalleri, detto il Rana. Autore di numerosi e pregevoli paesaggi montani. La tela presenta un lieve strappo centrale. In cornice guilloche coeva.

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu
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ARTNOV0001834
Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

Cartone originale, ad olio, per la preparazione della vetrata della chiesa di Viggiù (Varese), per la quale il maestro realizzò varie opere. Quest'opera è accompagnata da perizia su foto, firmata da Alessandro Grassi, maestro vetraio che, nel suo laboratorio di vetrate artistiche (che ha collaborato con numerosi architetti e artisti italiani e stranieri) ha poi realizzato le vetrate finali in collaborazione con il maestro. S.Ambrogio, patrono di Milano, è raffigurato nella sua veste di arcivescovo, nell'atto di negare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio I che si era macchiato di gravi delitti, pur professandosi cristiano. Opera in cornice.

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Re Davide suona l'Arpa
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Re Davide suona l'Arpa

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Re Davide suona l'Arpa

La tela rappresenta re Davide mentre suona l'arpa. Raffigurato con fattezze etiopi, il dipinto sottolinea la discendenza diretta del popolo dalla stirpe davidica. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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La Regina di Saba incontra Re Salomone
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ARTNOV0001591
La Regina di Saba incontra Re Salomone

Arte Etiope, 1935 ca.

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La Regina di Saba incontra Re Salomone

Arte Etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta l'incontro tra la regina di Saba ed il re Salomone. La regina è rappresentata in trono, al centro della scena, ed alla sinistra compare il suo seguito, che porta ricchi doni al re. Salomone è seduto sul suo trono caratterizzato dall'immagine del leone sul fianco, con dietro schierata la sua corte. Nella parte sottostante i musici sottolineano il carattere di festa dell'incontro. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco , come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Scena di Battaglia
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Scena di Battaglia

Arte Etiope, 1935 ca.

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Scena di Battaglia

Arte Etiope, 1935 ca.

Il dipinti, olio su tela, è in realtà molto probabilmente una scena che sovrappone diversi soggetti tipici e molto riprodotti nell'ambito dell'arte etiope tradizionale di inizio '900. Un tema ricorrente è quello della caccia agli schiavi. Un dipinto simile al nostro per disposizione delle scene e narrazione è al museo di Brema e riprende le vicende di Iyassu, principe della popolazione Amhara, che combatte dopo la morte di Menelik II il popolo dei Gimirra, che occupavano la parte sud dell'Etiopia. Il dipinto contrappone gli Amhara, vestiti, e con i comandanti con una sorta di cappello a frange, ai "barbari" Gimirra, seminudi, che vengono uccisi ed evirati. La spedizione si concluse con l'acquisizione di circa 20.000 nuovi schiavi. In realtà, nel nostro dipinto compaiono anche citazioni che rimandano all'azione di Ras Tafari, che nel 1928, dopo l'incoronazione a negus, reprime la rivolta degli Oromo, nella provoncia di Uollo. Una ulteriore citazione sta nella presenza di numerosi fucili, che ricordano la battaglia del 1930 con la definitiva sconfitta di Gugsa Oliè e la successiva nomina di Ras Tafari ad imperatore. Dunque il dipinto, realizzato all'incirca nel 1935 per un committente italiano, somma a nostro parere questi temi. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois
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ARTNOV0001479
Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois

Il giardino della casa di Camerano Casasco

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Acquarello di Nicola Aleksandrovic Benois

Il giardino della casa di Camerano Casasco

Acquarello ed inchiostro su carta. Firmato e datato 14 settembre 1952 in basso a sinistra; localizzazione in basso a destra. Sul retro presente titolo dell'opera del celebre scenografo, pittore e disegnatore russo, che dal 1935 fu lo scenografo principale del Teatro Alla Scala di Milano. In cornice a vista.

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Paesaggio con Figure
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ARARNO0104208
Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Scuola italiana. Firmato G. Bossi in basso a destra. Il grande paesaggio propone a destra lo scorcio di un laghetto con cigni, in mezzo ad una verdeggiante campagna; sulla sinistra, una coppia sul sentiero sta accedendo ad una struttura architettonica, una dépendance della villa di cu si intravvede solo un angolo in alto. Suggestivo e di atmosfera bucolica, il dipinto è presentato in cornice dorata coeva.

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Vita nei Campi
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Vita nei Campi

Arte Etiope, 1935 ca.

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Vita nei Campi

Arte Etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta la vita quotidiana ed il suo fluire attraverso il lavoro nei campi, elemento centrale di sopravvivenza. Nella fila superiore vediamo la prima aratura, a cui segue, dopo l'arrivo delle piogge, una seconda preparazione del terreno. Nella seconda fila, vediamo estrarre le sementi dai granai; vengono portate in sacchi e seminate, con successiva ricopertura a zappa; la fila si chiude con lo spuntare delle piantine. Nella terza fila il contadino sorveglia e protegge dalle bestie selvatiche il seminato; segue la scena della raccolta e della battitura, che si chiude con il riporre nel granaio il frutto del lavoro. Nella quarta fila una donna prepara la farina, e cuoce una focaccia; lava poi i piedi al marito e lui la ricambia offrendole il primo boccone; la scena si conclude con tutta la famiglia a letto. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Grande Paesaggio Marino
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ARARNO0167867
Grande Paesaggio Marino

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Grande Paesaggio Marino

Tempera su tela, applicata a compensato. Al centro della scena una barca a vela, per evitare l'impatto sulla vicina scogliera, lotta contro il vento, che genera grandi onde. Le gamme sfumate dell'azzurro e grigio, che connotano anche la parte terrestre, rendono omogeneo lo scorcio. In cornice.

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La Nike dal Sandalo Bassorilievo in Gesso
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ARARNO0165654
La Nike dal Sandalo Bassorilievo in Gesso

Italia Fine XX Secolo

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La Nike dal Sandalo Bassorilievo in Gesso

Italia Fine XX Secolo

Bassorilievo in gesso raffigurante Nike che si allaccia il sandalo. Copia da: "Frammento della balaustra scolpita del tempio di Athena". Manifattura Carpenter, etichetta al verso.

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