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Novecento

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dimensioni opera


54 cm 168 cm

70 cm 174 cm

3 cm 6 cm
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Novecento

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di arte del Novecento disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute di artisti del 900 con cui arricchire gli ambienti della tua abitazione

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Vita nei campi
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ARTNOV0001589

Vita nei campi

arte etiope, 1935 ca.

ARTNOV0001589

Vita nei campi

arte etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta la vita quotidiana ed il suo fluire attraverso il lavoro nei campi, elemento centrale di sopravvivenza. Nella fila superiore vediamo la prima aratura, a cui segue, dopo l'arrivo delle piogge, una seconda preparazione del terreno. Nella seconda fila, vediamo estrarre le sementi dai granai; vengono portate in sacchi e seminate, con successiva ricopertura a zappa; la fila si chiude con lo spuntare delle piantine. Nella terza fila il contadino sorveglia e protegge dalle bestie selvatiche il seminato; segue la scena della raccolta e della battitura, che si chiude con il riporre nel granaio il frutto del lavoro. Nella quarta fila una donna prepara la farina, e cuoce una focaccia; lava poi i piedi al marito e lui la ricambia offrendole il primo boccone; la scena si conclude con tutta la famiglia a letto. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Hailè Selassie benedetto dalla Madonna
novità
ARTNOV0001587

Hailè Selassie benedetto dalla Madonna

arte etiope, 1935 ca.

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Hailè Selassie benedetto dalla Madonna

arte etiope, 1935 ca.

Ras Tafari Maconnen, incoronato imperatore Hailè Selassiè I, è tenuto in grembo dalla Madonna ed è benedetto dall'alto dallo Spirito Santo. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco , come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Scena romantica 1925
ARARNO0047648

Scena romantica 1925

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Scena romantica 1925

Olio su tavola ovale. Siglato in basso a sinistra. Sul retro presenti dedica, firma e data 1925. Raffigurata una scena galante in un giardino: l'ambientazione presenta richiami neoclassici, ma la tecnica pittorica è vicina all'impressionismo. Il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio'800. Lievi cadute di colore.

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Re Davide suona l'arpa
ARTNOV0001592

Re Davide suona l'arpa

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Re Davide suona l'arpa

La tela rappresenta re Davide mentre suona l'arpa. Raffigurato con fattezze etiopi, il dipinto sottolinea la discendenza diretta del popolo dalla stirpe davidica. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani perché ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Scena di battaglia
ARTNOV0001590

Scena di battaglia

arte etiope, 1935 ca.

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Scena di battaglia

arte etiope, 1935 ca.

Il dipinti, olio su tela, è in realtà molto probabilmente una scena che sovrappone diversi soggetti tipici e molto riprodotti nell'ambito dell'arte etiope tradizionale di inizio '900. Un tema ricorrente è quello della caccia agli schiavi. Un dipinto simile al nostro per disposizione delle scene e narrazione è al museo di Brema e riprende le vicende di Iyassu, principe della popolazione Amhara, che combatte dopo la morte di Menelik II il popolo dei Gimirra, che occupavano la parte sud dell'Etiopia. Il dipinto contrappone gli Amhara, vestiti, e con i comandanti con una sorta di cappello a frange, ai "barbari" Gimirra, seminudi, che vengono uccisi ed evirati. La spedizione si concluse con l'acquisizione di circa 20.000 nuovi schiavi. In realtà, nel nostro dipinto compaiono anche citazioni che rimandano all'azione di Ras Tafari, che nel 1928, dopo l'incoronazione a negus, reprime la rivolta degli Oromo, nella provoncia di Uollo. Una ulteriore citazione sta nella presenza di numerosi fucili, che ricordano la battaglia del 1930 con la definitiva sconfitta di Gugsa Oliè e la successiva nomina di Ras Tafari ad imperatore. Dunque il dipinto, realizzato all'incirca nel 1935 per un committente italiano, somma a nostro parere questi temi. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco, come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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La regina di Saba incontra re Salomone
ARTNOV0001591

La regina di Saba incontra re Salomone

arte etiope, 1935 ca.

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La regina di Saba incontra re Salomone

arte etiope, 1935 ca.

La tela rappresenta l'incontro tra la regina di Saba ed il re Salomone. La regina è rappresentata in trono, al centro della scena, ed alla sinistra compare il suo seguito, che porta ricchi doni al re. Salomone è seduto sul suo trono caratterizzato dall'immagine del leone sul fianco, con dietro schierata la sua corte. Nella parte sottostante i musici sottolineano il carattere di festa dell'incontro. Fa parte di un gruppo di sette opere, giunte in Italia alla fine degli anni '30; furono acquistate direttamente in loco , come abbiamo ricostruito dai carteggi e dalle foto di famiglia, dall'avvocato xxx, nonno dei proprietari, che fu inviato come legale rappresentante di una azienda di produzione italiana nel 1935 in Etiopia, e da qui venne scacciato nel 1938 dal generale Graziani, perchè ritenuto antifascista. Le tele rimasero nella collezione familiare, nel palazzo di famiglia, e vengono ora riproposto in tutta la loro forza espressiva. L'Etiopia ha una storia molto particolare: situata tra Africa ed Asia, e tra Mediterraneo ed Oceano Indiano, fu un crocevia e punto di incontro di differenti culture, stimolato anche dai costanti ed intensi flussi commerciali. Cinque secoli avanti Cristo si stabilizzò la dinastia Aksum; sotto questo regno, nel quarto secolo dopo Cristo, il cristianesimo venne istituito religione di stato, nella sua versione copta ortodossa. I testi sacri medioevali parlano anche però di un rapporto diretto con una delle dieci tribù ebraiche, rifugiatasi in Etiopia, dalle quali derivò la stirpe reale attraverso la regina di Saba. Ed infatti in Etiopia ancora oggi vive la stirpe dei Falascià, ebrei neri le cui prime notizie storiche risalgono al 600 dopo Cristo. L'Etiopia fu dunque un baluardo ebraico-cristiano, con influenze africane, ma da considerarsi quasi il lembo meridionale della cultura mediterranea.

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Paesaggio montano 1968
ARTNOV0002046

Paesaggio montano 1968

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Paesaggio montano 1968

Olio su compensato.In basso a sinistra presente firma B.Roncaglia con data 1968. Scorcio di vallata alpina con laghetto all'ombra degli abeti. Presentato in cornice.

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