Arte

Contemporanea

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22 cm 201 cm

26 cm 270 cm

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Contemporanea

In queste sezione puoi trovare tutte le opere di arte contemporanea in vendita nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende dipinti, disegni, collage, serigrafie, litografie, sculture, manifesti di artisti italiani e internazionali. Tutti pezzi unici con cui potrai arredare la tua abitazione

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Giuseppe Viola
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ARARCO0129057

Giuseppe Viola

Natura morta da via Casseria

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Giuseppe Viola

Natura morta da via Casseria

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro sul telaio è presente il titolo. Giuseppe Viola, pittore di origini siciliane ma nato e cresciuto anche artisticamente a Milano, ove poi ha sempre lavorato, dopo una prima fase di nature morte e paesaggi milanesi, ha iniziato a realizzare mix di sabbie, colore, colle, che lo hanno portato a creare volti dal sapore vissuto, paesaggi marini che prendono vita con la sabbia. Da quel momento le sue opere dall'impatto materico rappresenteranno l'unicum per la sua produzione. Nel 1968 conosce Dino Buzzati: è con lui che nel 1969 dà vita al "Manifesto dell'Imagismo pittorico", divenendo caposcuola di quella corrente, appunto l'Imagismo, nata dalla trasposizione della poetica imagista di Ezra Pound (1885-1972) rimasta confinata sino ad allora e per un cinquantennio nel mondo letterario. L'Imagismo vuole rompere con ogni schema e ogni forma di linearità di espressione. Da quel momento ha inizio per Viola la produzione delle opere “collage”, che lo hanno portato a realizzare opere dalle forme geometriche utilizzando radica, vetro, pelle, plastica. Dal 1980 ha cominciato a cimentarsi anche con la scultura. Viola ha sempre mantenuto il legame con la sua terra d'origine, che ha raccontato anche nelle sue opere. Il dipinto proposto è presentato in cornice.

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Ritratto Felino
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ARARNO0127590

Ritratto Felino

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Ritratto Felino

Olio su tela. Grande ritratto del muso di un gatto, che rientra nella produzione di ritratti di animali, attualmente molto in voga, volta a sottolineare l'amore per gli amati compagni di vita. soprattutto degli animali domestici. Di forte impatto decorativo, è ben realizzato e molto realistico.

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Paolo Barrile
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ARARCO0127588

Paolo Barrile

Composizione di Riquadri Astratti 2002-2003

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Paolo Barrile

Composizione di Riquadri Astratti 2002-2003

Acrilico su tela. Si tratta di una composizione, realizzata dopo la produzione, di dodici tele quadrate (30 x 30 cm), ognuna delle quali porta al retro la data di realizzazione (anni 2002-2003), il numero di serie e il titolo; la maggior parte sono intitolate "Scrittura", giocando sulla proposta di giochi di lettere e di parole. Paolo Barrile, artista ambientalista comportamentale, si distingue per una pittura fortemente materica, che utilizza per portare messaggi di forte impatto ecologico e ambientalista; in particolare è l'artista del Messaggio Terra e dell'Arte Amplificata, in cui esprime la sua "follia ecologica" su scala planetaria. La serie "Scrittura" appartiene al suo periodo delle scritture e dei graffiti (1993-2005): in queste sue opere Barrile parte dalle tag più belle che trova per la strada, scritte di getto, e le riprende con amore, disponendole con i suoi colori e i suoi equilibri compositivi, con l'intento di salvare e tramandare ai posteri i grafiti con cui i giovani riempiono le mura delle città. Le dodici tele sono scomponibili e presentabili in ri-composizioni differenti.

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Paolo Barrile
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ARARCO0127587

Paolo Barrile

Stan Diggei senza Denaro 1996

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Paolo Barrile

Stan Diggei senza Denaro 1996

Tecnica mista su tavola. A retro presenti firma, titolo e data di realizzazione. Paolo Barrile, artista ambientalista comportamentale, si distingue per una pittura fortemente materica, che utilizza per portare messaggi di forte impatto ecologico e ambientalista; in particolare è l'artista del Messaggio Terra e dell'Arte Amplificata, in cui esprime la sua "follia ecologica" su scala planetaria. L' opera presentata appartiene al suo periodo delle scritture e dei graffiti (1993-2005): in queste sue opere Barrile parte dalle tag più belle che trova per la strada, scritte di getto, e le riprende con amore, disponendole con i suoi colori e i suoi equilibri compositivi, con l'intento di salvare e tramandare ai posteri i grafiti con cui i giovani riempiono le mura delle città. Anche in questa opera Barrile riprende un graffito urbano firmato e lo ripropone secondo la sua personale interpretazione. Con cornice.

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Felice Canonico
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Felice Canonico

Stratosfera 1962

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Felice Canonico

Stratosfera 1962

Olio su tela. Al retro presenti titolo, data e firma dell'artista. Presente cartiglio di provenienza dalla Galleria Falchi di Milano. Felice Canonico nasce a Messina, ove esordisce da autodidatta , facendosi notare all'interno del circuito delle esposizioni cittadine; segue poi un periodo di formazione a Firenze con Ardengo Soffici e Pietro Annigoni. Dal '51 al '60, collabora con i maggiori cantieri dell'edilizia messinese. Trasferitosi a Milano, frequenta la galleria Blu, entrando in contatto con gli artisti più innovativi dell'epoca: Fontana, Burri, Vedova, Borlotti, Santomaso. Espone a Roma, Venezia, Parigi, Londra, Stoccarda, Copenaghen, Los Angeles, vincendo pure diversi premi. Nella sua lunga e versatile attività sperimenta le più diverse e alternative tecniche artistiche. L'opera è presentata in cornice.

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Emanuele Luzzati
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Emanuele Luzzati

Bozzetti per Costumi

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Emanuele Luzzati

Bozzetti per Costumi

Tempera su carta. Firmati in basso, i quattro bozzetti, presentati su due fogli fronte e retro, sono corredati del titolo del nome del personaggio e dal titolo dell'opera. Due propongono i costumi per "Il volpone" di Ben Jonson, gli altri due quelli di Fenisa e del Capitano Osorio, personaggi dell'opera "L'amo di Fenisa " di Lope de Vega. I due disegni sul retro presentano in alto la secca dicitura matita "No", evidentemente perchè disegni scartati dall'artista. Straordinaria è stata l'eclettica attività di Emanuele Luzzati, illustratore, scenografo, costumista, decoratore, maestro in ogni arte applicata; è stato anche due volte candidato al Premio Oscar per due film di animazione. Interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale (dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti) per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali, grazie alla ricchezza del suo mondo fantastico, all'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, Luzzati è stato uno degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo. I bozzetti sono presentati in cornice con doppio vetro.

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Mario Rossello
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Mario Rossello

Senza Titolo 1961

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Mario Rossello

Senza Titolo 1961

Olio su cartone. Firmato e datato in basso a destra. Ceramista, pittore e scultore di origine savonese, Mario Rossello dopo un inizio figurativo post cubista si avvicina alla pittura astratta; nei primi anni '50 frequenta Milano e i suoi artisti e partecipa nel 1957 alla mostra presso la Galleria San Fedele di Milano "Arte nucleare". Sul finire degli anni '60 prende una strada più astrattista per poi approdare alla serie dei robot, e sul finire degli anni '70 si dedica all'opera che lo ha più caratterizzato, gli Alberi. A Milano il suo nome rimane legato alla corrente Nuova figurazione. Opera presentata in cornice.

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Opera di Ugo Nespolo
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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

Pannello ad intarsi colorati con acrilici. Firmato e datato in basso a sinistra. Sul retro ulteriore firma, data e il titolo. Opera giovanile, appartiene al periodo di esordio dell'artista.

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Bernard Aubertin
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Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

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Bernard Aubertin

Dessin de feu, 1974

Applicazione di fiammiferi bruciati su cartone metallo. Al retro è presente etichetta di Galleria Centro di Brescia con i dati dell'opera e la firma dell'artista. Aubertin è considerato il " pittore monocromo", che focalizzò le sue ricerche artistiche sul colore rosso, inteso come fuoco, energia: a partire dal 1958 cominciò a realizzare le sue celebri tele monocrome rosse, i cosiddetti Tableaux Feu (quadri fuoco), animandole con svariati elementi, con chiodi (Tableaux Clous), fil di ferro (Tableaux Fil de Fer), fiammiferi (Parcours d'Allumettes) e svariati materiali, dai ceri, alle reti di ferro. Nella sua concezione metafisica della pittura, attraverso il rosso egli intese trasporre sulla tela l'energia dell'anima, l'essere spirituale. A partire dagli anni '60 Aubertin introdusse nel suo repertorio anche il fuoco, la manifestazione fisica del suo colore rosso. Produsse quindi molteplici composizioni astratte usando fiammiferi che, una volta accesi, creavano variazioni spontanee generate dalla natura della fiamma. Tra gli anni '80 e gli anni '90 la sua produzione artistica si volse alle performances in cui egli stesso dava alle fiamme pianoforti e automobili, mentre negli ultimi anni il colore rosso dei monocromi venne sostituito dal bianco, dal nero e dall'oro. L'opera è corredata di Autentica rilasciata dall'Archivio opere Bernard Aubertin, con N. Archiviazione DFEA47-1000237523.

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Giuseppe Ajmone
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Giuseppe Ajmone

Nudo, 1964

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Giuseppe Ajmone

Nudo, 1964

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra; titolo e ulteriore data al retro. Giuseppe Ajmone, artista della Valsesia formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stato uno dei firmatari del Manifesto del Realismo del 1946. Oltre alle nature morte e ai paesaggi, dominanti nel suo primo periodo artistico, Ajmone si interessa al filone dei nudi che caratterizzeranno gran parte della sua produzione pittorica realizzata dalla metà degli anni Sessanta ad oggi. In cornice.

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Nikas Safronov
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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

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Nikas Safronov

San Giorgio 1992

Olio su tavola. Firmato in basso a destra. Al retro in cirillico presenti il titolo, la data e la localizzazione a Bergamo. L'artista lituano, che attualmente vive e lavora tra Mosca, l'Italia e il Regno Unito, è considerato uno dei più importanti artisti russi contemporanei. Nella sua ampia produzione si trovano paesaggi, nature morte, molti ritratti di personaggi famosi e le sue composizioni surreali, espressione di una sua peculiare "visione onirica" della realtà. Anche in questa tavola, seppur nello stile delle icone tradizionali, viene proposta la raffigurazione del famoso San Giorgio in una chiave surreale che rimanda a De Chirico, ove al drago viene sostituito un'oca, la testa del santo è un uovo, di contorno vi sono figure di maghe..... un'interpretazione chiaramente poco ortodossa! La tavola presenta una fenditura verticale. L'opera è presentata in cornice.

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Bill Davis
ARARCO0114447

Bill Davis

Fiore Urbano 2016

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Bill Davis

Fiore Urbano 2016

Tecnica mista: su legno dipinto fiore in tessuto in un campo geometrico. Firmato e datato al retro. L'artista dice di sè: "E' il grande amore per l'arte che mi ha spinto a concretizzare emozioni e visioni coloristiche che da sempre vivevano nella mia vivace immaginazione. Suggestioni che derivano da varie influenze pittoriche che ho rivisitato in una personale interpretazione".

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Bill Davis
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Bill Davis

Serratura Indiscreta 2019

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Bill Davis

Serratura Indiscreta 2019

Tecnica mista: opera su plexiglas con inserti in tessuto e rifiniti con oli. Firmato e datato al retro. L'artista dice di sè: "E' il grande amore per l'arte che mi ha spinto a concretizzare emozioni e visioni coloristiche che da sempre vivevano nella mia vivace immaginazione. Suggestioni che derivano da varie influenze pittoriche che ho rivisitato in una personale interpretazione".

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Bill Davis
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Bill Davis

Omaggio a Nannarella 2017

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Bill Davis

Omaggio a Nannarella 2017

Tecnica mista: su base di legno, vernici sgocciolate e carta. Firmato e datato al retro. L'artista dice di sè: "E' il grande amore per l'arte che mi ha spinto a concretizzare emozioni e visioni coloristiche che da sempre vivevano nella mia vivace immaginazione. Suggestioni che derivano da varie influenze pittoriche che ho rivisitato in una personale interpretazione".

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Pierluigi Rolando
ARARCO0114351

Pierluigi Rolando

Citadel 2001

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Pierluigi Rolando

Citadel 2001

Scultura a tecnica mista: ferro, legno e fotografie. Designer di fama internazionale, Pierluigi Rolando, laureato in ingegneria tessile e affermatosi primariamente nell'industria tessile del cashmere nell'azienda di famiglia, crea capi da lui stesso definiti “sculture in cashmere modellate sul corpo umano”. All'inizio degli anni '70 passa al design con collezioni per lo sport attivo e contribuisce alla nascita della Fila. Nel tempo libero alterna interessi scultorei a interessi pittorici; inventa figure in polistirolo espanso e collages in legno, cartone e materiali vari. Ma la scultura è da sempre la sua grande passione: per quarant'anni l'arte è “vissuta istericamente nei ritagli di tempo", ma dal 1993 Rolando sceglie di dedicarsi interamente solo ad essa. Utilizzando materiali diversi come terracotta, ferro di recupero, legno, propone soggetti vari, con volti grotteschi dalle espressioni tese e sofferenti, mani forti e caricaturali, simboli di antiche ed eroiche gesta di un'epoca lontana, personaggi delle religioni e della mitologia. Il suo universo visionario è popolato da guerrieri, condottieri ed imperatori, cavalli-totem e creature immaginarie; la sua arte è suggestiva, fiabesca, incantata. La cittadella qui presentata, che ben esprime questa passione per la mescolanza di materiali molto diversi tra loro, è stata creata dopo il tragico crollo delle Torri gemelle di New York, nel settembre 2001: le due torri, simboli della modernità, si ergono ancora intatte all'interno di una lastra di metallo contorta e di degrado e disfacimento, realizzato attraverso una lastra di metallo contorta. La scultura è presentata in teca in plexiglas.

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Bill Davis
ARARCO0114437

Bill Davis

Fantasia a Quadretti 2020

ARARCO0114437

Bill Davis

Fantasia a Quadretti 2020

Tecnica mista: su supporto di legno dipinto tanti riquadri contenenti fantasie di tessuto e oli. Firmato e datato al retro. L'artista dice di sè: "E' il grande amore per l'arte che mi ha spinto a concretizzare emozioni e visioni coloristiche che da sempre vivevano nella mia vivace immaginazione. Suggestioni che derivano da varie influenze pittoriche che ho rivisitato in una personale interpretazione".

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Nevio Bedeschi
ARARCO0111044

Nevio Bedeschi

Senza Titolo 1969

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Nevio Bedeschi

Senza Titolo 1969

Tecnica mista su faesite. Firmato e datato al retro. Nell'opera spicca in basso a destra il volto nel casco della tuta di un astronauta: l'anno di realizzazione rimanda al primo ammaraggio sulla luna, e l'opera vuol essere quindi un omaggio a tale evento unico nella storia. La ricerca pittorica di Nevio Bedeschi Bedeschi, originario di Faenza, miscela spesso elementi del reale con un espressionismo astratto, ma fin dagli esordi si egli apre a quelle riflessioni sul sociale che caratterizzeranno la sua attività più significativa nel tempo. Nella seconda metà degli anni Sessanta la sua ricerca si definisce: tra memoria e cronaca la figura umana o brani di natura risultano in conflitto con geometrizzazioni simbolo di alienazione, solitudine e isolamento. Oltre che pittore, Bedeschi è stato grafico: eseguito opere a tiratura limitata e ha illustrato libri di racconti, fiabe e poesie per alcune collane editoriali. L'opera è presentata in cornice.

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Opera di Arman
SELECTED
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ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

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Opera di Arman

10000 Cendrillons

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione è una composizione ironica intitolata 10000 Cendrillons, ossia 10000 Cenerentole. È costituita da sei paia di scarpe firmate Prada tagliate a metà, montate su tela e ricoperte di vernice. L'opera è concettuale e la sua interpretazione è legata alla comprensione della filosofia dell'artista e del periodo storico in cui ha operato. Rappresenta una visione personale e critica, alleggerita dal titolo canzonatorio, del consumismo dilagante. Arman opera la “dissacrazione” di un oggetto, la scarpa Prada, che è considerato un simulacro nel mondo della moda, un oggetto del desiderio. Dimostra con la sua opera come in fondo, una scarpa firmata a cui attribuiamo il valore di status symbol, non è altro che una scarpa e in ultimo un semplice oggetto che come ogni altro diventerà un rifiuto. L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.AN. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia. Il prodotto, per usura dei materiali utilizzati, presenta segni di deterioramento (sbriciolamento dei tacchi delle scarpe), che richiedono interventi di restauro e ripristino.

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5.000,00€

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Composizione astratta
ARTCON0000684

Composizione astratta

Il resto

ARTCON0000684

Composizione astratta

Il resto

Tecnica mista su tela. Al retro il titolo "Il resto" e firma non identificata. Montato su pannello di plexiglass e con doppia cornice.

Prenotato

500,00€

Prenotato
Composizione di Giannetto Fieschi
ARTCON0000825

Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

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Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

Tecnica mista su tela. Firmato in alto a destra. In basso a destra presente dedica e data 1966. Al retro il titolo. Giannetto Fieschi, pittore italiano di nobili origini nato in Val Brembana ma formatosi artisticamente a Genova, ha intrapreso, durante i suoi lunghi soggiorni all'estero (Parigi, Barcellona New York), studi di semantica grafica. Dopo un inizio informale-spaziale ha recuperato l'elemento figurativo anticipando tendenze dell'arte pop. Nelle sue composizioni introduce forti suggestioni surreali di segno decadente e di poetica escatologico-emblematica, affrontando temi che vanno dalla violenza, alla conoscenza e all'eros. Si è occupato di ogni forma d'arte , compresa l'arte postale, di calligrafia, è autore di libri di disegni e di saggi sull'arte sacra contemporanea e sul valore etico della pittura murale: è considerato l'intellettuale dell'arte. L'opera proviene da una importante collezione bresciana. E' presentata in cornice.

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