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160 € 10000 € Applica

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25 cm 115 cm

30 cm 187 cm

0 cm 13 cm

26 cm 38 cm
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Contemporanea

Dipinti, disegni, collage, serigrafie, litografie, sculture, manifesti di artisti italiani e internazionali: in questa sezione tutte le opere di Arte Contemporanea in vendita nel nostro catalogo online.

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Opera di Orfeo Tamburi
ARTCON0000776

Opera di Orfeo Tamburi

Le tavole

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Opera di Orfeo Tamburi

Le tavole

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Orfeo Tamburi è stato un poliedrico e prolifico artista italiano. Disegnatore, pittore e giornalista, si è cimentato persino nella recitazione (L'invidia di Roberto Rossellini). Nato a Jesi nel 1910, grazie ad una borsa di studio si trasferisce a Roma all'età di diciott'anni, dove si forma nell'ambito della Scuola Romana e già da giovanissimo prende parte alla vita artistica della città. Nel 1935 l'artista si reca a Parigi e scopre la pittura di Cèzanne definendola "la vera svolta della mia vita di pittore". Passa da uno stile caratterizzato da una visione lirica, quasi sentimentale ad una "più formalmente sentita e rigorosa", le forme si fanno più geometriche, le gamme dei colori vengono smorzate. Sia in Italia che all'estero l'opera di Tamburi riscuote molto successo, l'artista partecipa alle manifestazioni internazionali più importanti come La Biennale di Venezia e La Quadriennale di Roma. Negli anni '40 si trasferisce a Parigi dove la sua pittura si trasforma facendosi più inquieta, più personale. Il viaggio che egli compie nel '57 negli Stati Uniti ha un forte ascendente nella definizione del suo stile. Tamburi si avvicina alle ricerche informali, la realtà viene resa non più come dispensatrice di certezze ma come canale espressivo delle ansie e dubbi di un mondo (quello del dopoguerra) in crisi. Le serie "Le Finestre", "Le Saracinesche", "Le Porte Sbarrate", I Muri Dipinti", "Le Tavole", "Le Radici", "Le Crete" sono frutto di questa sperimentazione linguistica. L'opera in questione fa parte della serie "Le Tavole", che segna, a partire dagli anni '60, il momento di maggior avvicinamento alle esperienze informali. Tamburi indaga le possibilità espressive della materia e tenta di superare l'antitesi figurativo-non figurativo. I colori, sulle tinte del blu e del beige appaiono spenti, tendenti al cupo, suscitano un senso di inquietudine. Il figurativo sembra essere stato abbandonato in favore di una geometrizzazione della realtà, un appiattimento delle forme che non preclude però un notevole potere espressivo. L'opera è accompagnata da autentica su foto della galleria Mari Arte Contemporanea. In cornice.

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Opera di Arman
ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

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Opera di Arman

10000 Cendrillons

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione è una composizione ironica intitolata 10000 Cendrillons, ossia 10000 Cenerentole. È costituita da sei paia di scarpe firmate Prada tagliate a metà, montate su tela e ricoperte di vernice. L'opera è concettuale e la sua interpretazione è legata alla comprensione della filosofia dell'artista e del periodo storico in cui ha operato. Rappresenta una visione personale e critica, alleggerita dal titolo canzonatorio, del consumismo dilagante. Arman opera la “dissacrazione” di un oggetto, la scarpa Prada, che è considerato un simulacro nel mondo della moda, un oggetto del desiderio. Dimostra con la sua opera come in fondo, una scarpa firmata a cui attribuiamo il valore di status symbol, non è altro che una scarpa e in ultimo un semplice oggetto che come ogni altro diventerà un rifiuto. L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.AN. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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Senza Titolo di Arman
ARTCON0000755

Senza Titolo di Arman

Jeté

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Senza Titolo di Arman

Jeté

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione consiste in un violino tagliato montato su tela riportata su tavola con tracce di colori misti. Il titolo è Jeté, in italiano "Gettato", il riferimento al mondo dei rifiuti è diretto ed immediato. Fa parte della serie "Colères" operazioni di "dissemblage", ossia di distruzione di strumenti musicali della tradizione borghese: violini, violoncelli, trombe e pianoforti che vengono smembrati, bruciati, o sezionati. In questo ciclo di lavori si palesa l'impulso distruttivo. Il gesto è importante, centrale nella filosofia del Nouveau Réalisme. Come disse lo stesso Arman “Credo che nell'azione della distruzione ci sia una volontà d'arrestare il tempo, di sospendere gli avvenimenti incollandoli, bloccandoli insieme nel poliestere..." L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.A.N. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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