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Stipo Ebano e Avorio
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ANMOAL0097140

Stipo Ebano e Avorio

XVII Secolo - 1600

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Stipo Ebano e Avorio

XVII Secolo - 1600

Stipo appartenente alla produzione napoletana, risalente al primo quarto del XVII secolo. Sul fronte presenta due ante (in origine un'unica anta a calatoia) che danno accesso alla parte interna, dove vi sono tre cassetti laterali che inquadrano un'anta che cela un vano e due piccoli cassetti, e un unico cassetto nella parte inferiore. I fianchi sono in ebano con filettature in avorio, mentre il piano superiore è in legno ebanizzato e decorato sempre con filettature in avorio; gli interni sono in abete. Il mobile è interamente intarsiato con riserve in avorio inciso. Nella parte interna, una greca a nastro corre tra i cassettini, il cui fronte è decorato con paesaggi abitati da viandanti o nei quali si svolgono scene di battaglia; nell'anta al centro è invece rappresentata una donna con un seno scoperto e una cornucopia straripante di fiori e frutti, probabilmente allegoria dell'Abbondanza. Anche le ante sono intarsiate con riserve in avorio con greche e festoni fogliacei, su una è rappresentata una santa martire con la palma e una colonna, presumibilmente santa Bibiana, mentre sull'altra una figura femminile che trattiene un'ancora, allegoria della speranza cristiana. Anche nella parte interna delle ante presenta riserve in avorio incise con figure femminili, una non meglio identificabile e una turrita, che solleva sopra il capo un anello, probabilmente allegoria della Fede; queste due sono state riadattate da stipo coevo, realizzato da una differente bottega, inserendole presumibilmente nel XIX secolo durante la trasformazione dell'anta unica in due ante.

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Allegoria dell'Amore
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ARARPI0097148

Allegoria dell'Amore

ARARPI0097148

Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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