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L'Assalto del Puma
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L'Assalto del Puma

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L'Assalto del Puma

Olio su tela. Cruenta scena che rappresenta il momento in cui un puma femmina assale due cani da guardia, che seppure sciolti dalla catena, soccombono all'attacco improvviso. Già restaurato e ritelato, necessita di pulizia. Presentato in cornice dorata in stile.

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia
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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

Olio su tela. La scena, ambientata alle pendici di un monte, presso le rive di un fiume ove è intento all'opera un pescatore con la lenza, è centrata sul movimentato e ricco gruppo di figure di cacciatori, vestiti alla foggia di cavalieri, che armati di spade e lance e con l'aiuto dei cani, danno il colpo finale al cinghiale ormai ferito e agonizzante. Il grande formato evidenzia la committenza importante, sottolineata anche dall'abbinamento a dipinto simile. Lo stile rimanda alla pittura del nord-ovest italiano; quadri di tal formato e di tali soggetti, spesso in coppia, si trovavano diffusamente nei piccoli castelli piemontesi e lombardi: ad esempio, nell'inventario del 1739 del castello di Orio Canavese (a nord di Torino) sono descritti, nel salone centrale, “due quadri grandi bislonghi rapresentanti due caccie una del Cervo, e l'altra del Cinghiale senza cornici”, che poi si ritrovano, dopo vendite successive in altri inventari. Restaurato e ritelato. Presentato in cornice in stile.

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Alessandro Papetti
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ARTCON0000751

Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

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Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. Ulteriore firma, data e titolo al retro. Nato e formatosi a Milano, dove tuttora lavora, Alessandro Papetti ha cominciato sin dagli anni '80 e continua tuttora ad esporre in mostre e gallerie prima in Italia e poi all'estero, sia in Europa che negli Stati Uniti. Dal 1995 la sua attività si svolge tra Milano e Parigi. La produzione artistica di Papetti si è svolta per tematiche: partito con la serie di Ritratti negli anni '80 e '90, si è dedicato successivamente, nel XXI secolo, ai Reperti (interni di fabbrica) e all'Archeologia industriale, al ciclo dell'Acqua, per approdare poi ai Paesaggi, agli Interni e alla serie dei Cantieri navali, a cui appartiene l'opera proposta. Porti industriali, bacini di carenaggio e giganteschi scafi, corpi di navi espressi nella loro grandezza e nella loro fragilità, vengono presentati attraverso pennellate frenetiche e pastose, a tratti materiche, con l'intento di "uscire" dalla realtà, di porsi nei confronti del “contenitore” con un atteggiamento psicologico differente, a ricercare una dimensione dell'esistenza inafferrabile. L'opera è presentata in cornice.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
ARARNO0126880

Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro è presente cartiglio con l'indirizzo dello studio dell'artista e il titolo dell'opera; a matita è presente inoltre annotazione del proprietario (anch'egli pittore) "Dono dell'autore, 19-03-1930". Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle, memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. Il paesaggio qui presentato - uno scorcio collinare, con una ampia veduta che si apre dal sentiero sotto l'albero frondoso - appartiene al periodo del Noelqui ancora vicino al Divisionismo, in cui egli utilizzava una tecnica a pennellate piccole, quasi puntiformi, dando una maggiore luminosità e circondando ogni elemento o figura di una magica aura. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Ritratto femminile
ARAROT0124264

Ritratto femminile

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Ritratto femminile

Olio su tela. Il ritratto della gentildonna, sobria in nero, è proposto in un esterno inconsueto, che la vede seduta su un masso spoglio, con lo sfondo di cime rosate e cielo azzurro, a conferire un'atmosfera romantica. Il dipinto è presentato in cornice dorata di inizio '900.

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Ritratto di Giovane Donna
ARAROT0130703

Ritratto di Giovane Donna

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Ritratto di Giovane Donna

Olio su tela. Ritratto di una giovane donna della borghesia, con il capo cinto da una ghirlanda di roselline e l'abito della festa, ripresa in esterno e girata di tre quarti, con il capo volto all'indietro a guardare il pittore. In prima tela, l'opera presenta alcune piccole cadute di colore e un piccolo foro. E' presentata in cornice dorata di fine '800, riadattata.

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Ritratto di Giovane Donna 1858
ARAROT0118961

Ritratto di Giovane Donna 1858

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Ritratto di Giovane Donna 1858

Matita, carboncino e biacca su carta. Firmato (Amalia Bianchi?) e datato in basso a destra. Molto efficace l'utilizzo dei diversi pigmenti pittorici, che creano giochi di chiaro-scuri e ben sottolineano gli elementi della figura. Il ritratto è presentato in cornice ottocentesca lignea, abbellita da inserti in cuoio a foggia di foglie e fiori, con alcune piccole cadute e mancanze.

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Carlo Balestrini
ARAROT0126393

Carlo Balestrini

Nel Parco 1909

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Carlo Balestrini

Nel Parco 1909

Olio su tela. Firma, data e localizzazione a Milano in basso a sinistra. L'artista milanese Carlo Balestrini predilesse, nella sua produzione di impronta impressionista, due soggetti: gli scorci di Milano e della sua periferia popolare, e i cavalli, raffigurati sia in campagna che nei parchi cittadini. Anche in quest'opera è proposto uno scorcio di un parco in autunno, con figure di personaggi a passeggio. La tela presenta un piccolo buco centrale e segni di sporco.

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Scorcio Portuale
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Scorcio Portuale

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Scorcio Portuale

Olio su tela. Firmato S. Ronzoni in basso a destra. L'artista propone una veduta presso il porto, con barchette ormeggiate alla banchina e i marinai intenti a caricare a spalla le merci; i tratti pittorici sono a pennellate larghe e senza contorni, i colori in poche gamme che sfumano le une nelle altre a creare un'atmosfera sospesa. Il dipinto è presentato in cornice in stile, con mancanze.

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Paesaggio con Figure
ARARNO0104208

Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Scuola italiana. Firmato G. Bossi in basso a destra. Il grande paesaggio propone a destra lo scorcio di un laghetto con cigni, in mezzo ad una verdeggiante campagna; sulla sinistra, una coppia sul sentiero sta accedendo ad una struttura architettonica, una dépendance della villa di cu si intravvede solo un angolo in alto. Suggestivo e di atmosfera bucolica, il dipinto è presentato in cornice dorata coeva.

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Ritratto di Gentiluomo
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Ritratto di Gentiluomo

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Ritratto di Gentiluomo

Olio su tela. Scuola centro-europea. Efficace ritratto di gentiluomo, che pur nella posa austera, è vivacizzato dal gioco di colori che si impone allo sguardo: spicca la seta fiorata del panciotto, con lo jabot in pizzo bianco, circondato dai colori degli altri tessuti, il verde della marsina, il blu e ocra del manto. Risaltano infine l'incarnato roseo del viso e il rosso della bocca. Già restaurato e ritelato. E' presentato in cornice di fine '800.

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Allegoria dell'Amore
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ARARPI0097148

Allegoria dell'Amore

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Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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Giovanni Boni
ARAROT0116058

Giovanni Boni

Scena d'Assedio

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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

Olio su tela. Al di fuori delle fortificazioni di una città un condottiero, attorniato dai suoi soldati, si accinge ad accendere la miccia del cannone. L'esercito difende la cittadella al di fuori delle mura e i soldati scrutano l'orizzonte guardando verso il basso: ciò induce a collocare la scena sulle fortificazioni di una città, in particolare di quelle di Genova che si ergono sulle montagne retrostanti e dalle quali i genovesi difendevano la città dagli attacchi provenienti dal mare; la collocazione a Genova è avallata dallo stendardo che sventola sulle mura, la Croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) vessillo della Repubblica di Genova. La foggia delle armature, delle armi e delle vesti rimanderebbe all'assedio di Genova del 1522. Si tratta quindi della rappresentazione ottocentesca di un episodio storico, che rientra perciò in quella produzione pittorica diffusa ampiamente in Italia nel XIX secolo, ispirata al nuovo romanzo storico proposto dalla letteratura. Sul retro del telaio è riportato il nome G. Boni, insieme a un numero che rimanda alla partecipazione a mostra ufficiale. Giovanni Boni fu allievo dell'Accademia di Brera, in particolare seguace di Giuseppe Sogni, artista che tra i primi predilesse la pittura a soggetto storico nelle sue innovative declinazioni romantiche. Del Boni non si conosce molto, nè dal punto di vista biografico nè della sua produzione. Di sua sicura attribuzione si conosce solamente il Nudo d'uomo (Accademia dipinta) con cui vinse il primo premio per la Scuola del Nudo a Brera nel 1852. L'opera rende con efficacia espressiva le figure e il pathos della scena; i personaggi in primo piano sono molto ben caratterizzati nelle pose, nelle espressioni, nei dettagli degli abiti e delle armi, mentre poi le altre figure sfumano in secondo piano, suggerendo la presenza di un esercito numeroso. Il dipinto, ancora in prima tela, presenta piccole diffuse cadute di colore. E' presentato in cornice in stile.

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S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate
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ARARPI0057281

S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate

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S. Paolo Eremita e S. Antonio Abate

Olio su tela. Scuola lombarda. Il dipinto raffigura in primo piano sulla sinistra, all'ombra di alberi frondosi, i due santi seduti sopra dei massi, che dividono un pane; S. Paolo rivestito tradizionalmente di pelli d'animale, S. Antonio abate con l'abito dell'ordine e in mano il libro di preghiere. I due santi sono stati spesso raffigurati insieme perchè presentano molti tratti in comune: entrambi vissuti nel terzo secolo, entrambi egiziani, giovanissimi lasciarono tutte le loro proprietà per dedicarsi ad una vita di completa solitudine, vivendo in preghiera e povertà. Sant'Antonio Abate è stato uno dei più famosi eremiti nella storia della Chiesa. Anche San Paolo l'Eremita visse tutta la sua vita nel deserto in completa solitudine, secondo la narrazione agiografica nutrito solo dal pane che un corvo regolarmente gli portava. All'avvicinarsi della sua morte fu visitato da Sant'Antonio Abate, con il quale appunto condivise questo pane. In questa raffigurazione, il contesto paesaggistico non rimanda alle terre desertiche dell'Egitto, ma sono collocati piuttosto in un paesaggio nordico, alpino. Sulla destra un paesaggio eremitico, seppur verdeggiante e con un piccolo corso d'acqua in basso a destra. Il dipinto, già restaurato e ritelato, presenta una crettatura molto evidente. E' presentato in cornice in stile.

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Andrea Scacciati, ambito di
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Andrea Scacciati, ambito di

Composizioni con fiori e frutta

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Andrea Scacciati, ambito di

Composizioni con fiori e frutta

Olio su tela. Si tratta di una ricca composizione di fiori, presentati in vaso di metallo sbalzato, ai pedi del quale vi sono alcuni frutti (fichi ,pesche, ciliegie). Di ambito toscano, l'opera rimanda all'opera di Andre Scacciati, figura di punta della pittura di natura morta a Firenze in età tardobarocca. Molto amato dai Medici e dalle più note famiglie patrizie toscane, lo Scacciati fu autore di opere di altissima qualità stilistica, dedicate in prevalenza a composizioni floreali, caratterizzate da una sapiente capacità pittorica ed esaltate da intensi effetti cromatici. L'opera, restaurata e ritelata, è presentata in cornice in stile.

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La Fuga in Egitto
ARARPI0095612

La Fuga in Egitto

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La Fuga in Egitto

Olio su tela. Scuola italiana. La scena ricca di figure, propone la Sacra Famiglia in cammino verso l'Egitto, guidata da un Angelo e dall'alto assistita da altri angioletti. Inserite in un classico paesaggio italiano, le figure sono raffigurate in una dimensione molto terrena: il Bambino, seppur aureolato, dorme tranquillo in braccio alla Madre; Maria, che indossa un inconsueto copricapo da pellegrina, incrocia lo sguardo con il suo sposo Giuseppe, il quale mentre con un gesto tenero (le poggia una mano sul ginocchio) la sta rassicurando, dialoga intanto con l'Angelo da cui si fa indicare la strada. Ritelato, il dipinto presenta alcune cadute di colore che necessitano di restauro. E' in cornice adattata, di fine '800- inizio '900.

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Ritratto maschile
ARARPI0066399

Ritratto maschile

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Ritratto maschile

Olio su tela. Scuola lombarda. Il dipinto, già attribuito a Sofonisba Anguissola e come tale proposto in asta alla Casa d'Aste Hampel il 26/06/2014, ha in effetti tutte le caratteristiche pittoriche che rimandano alla mano della pittrice cremonese Sofonisba Anguissola (1530 ca.- 1625), che fu ritrattista affermata ed apprezzata, tanto che lavorò quattordici anni alla corte di Spagna. In tutti i ritratti da lei realizzati, risalta notevole la capacità espressiva e l'intensità degli sguardi dei personaggi, che rivelano i "moti dell'anima". Il dipinto proposto è stato reintelato nel XIX secolo ed è presentato in cornice dorata del XVIII secolo; sul retro di essa è presente piccola etichetta d'epoca di inventario di una collezione.

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Madonna Orante
ARARNO0120541

Madonna Orante

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Madonna Orante

Olio su tela. Monogramma in basso. Al retro in alto sul telaio è presente il nome dell'autrice, una pittrice amatoriale, con la data di realizzazione, la dedica ad un'amica e il riferimento di ispirazione, una Madonna di Luca della Robbia. In discrete condizioni, il dipinto è presentato in cornice dorata di fine '800.

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli
ARARPI0117714

Paesaggio con Sosta dei Cavalli

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli

Olio su tela. La grande scena è ambientata all'entrata di un villaggio in prossimità di una sosta per i cavalli: numerosi cavalieri sono fermi con le loro bestie, a cui provvedono i servitori e i villani che riempiono di fieno la mangiatoia; uno dei servitori, sulla destra, fa abbeverare gli animali nel corso d'acqua che scorre lì vicino. Di sfondo, le case del villaggio disposte lungo il fiume, che a destra sfocia poi nel paesaggio collinare. Si tratta di un'opera realizzata con grande probabilità da un autore fiammingo operante in Lombardia. Alcuni richiami del vestiario e della costruzione indicano per certo la contaminazione nord-europea, mentre altri particolari indicano la localizzazione lombarda di realizzazione. Il dipinto proviene da una prestigiosa dimora storica di famiglia nobile lombarda. Ancora in prima tela, presenta nella fascia più bassa alcuni tagli. E' presentato in sottile cornice coeva.

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Grande Ritratto di Nobildonna
ARARNO0117731

Grande Ritratto di Nobildonna

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Grande Ritratto di Nobildonna

Olio su tela. La giovane donna, elegantemente vestita, è rappresentata a grandezza naturale in piedi all'interno di un giardino, presumibilmente quello della propria residenza nobiliare. Il quadro infatti proviene da una importante famiglia nobile lombarda, alla quale la ragazza apparteneva. Il dipinto è presentato in cornice coeva in legno arricchito con fregi in cuoio dorato, a foglie e racemi.

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