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Carlo Antonio Raineri, attribuibile a
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Carlo Antonio Raineri, attribuibile a

Gruppo di tre composizioni naturalistiche

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Carlo Antonio Raineri, attribuibile a

Gruppo di tre composizioni naturalistiche

Tempera su carta applicata a tela. Le composizioni raffigurano differenti uccelli e farfalle che volano su fiori, anch'essi vari. In buone condizioni, è presente qualche piccola macchia d'umidità. Presentate in cornici coeve.

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Guido SomelIi
ARARNO0123359
Guido SomelIi

Vecchie Case sul Mugnone

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Guido SomelIi

Vecchie Case sul Mugnone

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e il titolo. L'artista fiorentino Guido Somelli, che si formò come autodidatta, esordì giovanissimo nella sua città, per arrivare presto a partecipare a mostre ed esposizioni italiane ed estere. La sua produzione tende, come egli stesso disse, alla "buona pittura, senza specializzazioni di soggetto, persuaso che la verità è pura bellezza e poesia e che lo studio dell'arte non ha fine che con la vita". Ricorrenti sono i paesaggi e gli scorci di Firenze e delle campagne circostanti, come quello qui presentato, uno sorcio di campagna lungo il Mugnone, torrente tributario dell'Arno. L'opera è presentata in cornice.

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Ritratto di Giovane Donna 1858
ARAROT0118961
Ritratto di Giovane Donna 1858

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Ritratto di Giovane Donna 1858

Matita, carboncino e biacca su carta. Firmato (Amalia Bianchi?) e datato in basso a destra. Molto efficace l'utilizzo dei diversi pigmenti pittorici, che creano giochi di chiaro-scuri e ben sottolineano gli elementi della figura. Il ritratto è presentato in cornice ottocentesca lignea, abbellita da inserti in cuoio a foggia di foglie e fiori, con alcune piccole cadute e mancanze.

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San Domenico di Guzman
ARARPI0128700
San Domenico di Guzman

ARARPI0128700
San Domenico di Guzman

Olio su cartone. Scuola ispanica. Il santo spagnolo Domenico di Guzman (1170-1221), fu un predicatore e fondatore dell'Ordine dei frati predicatori, comunemente associato anche all'Inquisizione. Iconograficamente viene raffigurato con la veste bianca e il manto nero del suo ordine; in questa rappresentazione di mano e gusto popolare, egli indossa anche il cilicio e la stola, porta con una mano l'ostensorio ,con l'altra regge una statua della Madonna con Bambino, i temi della sua predicazione. Il santo è collocato in un contesto rurale: ai due lati due chiese, ai suoi piedi figure di contadini con armenti, e di pescatori, segno delle genti a cui predicava. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Maddalena Penitente
ARARPI0128702
Maddalena Penitente

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Maddalena Penitente

Olio su rame. La Maddalena, avvolta nei suoi lunghi capelli con i quali copre la sua nudità, volge gli occhi al cielo ove si affacciano angeli. Intorno a lei un paesaggio brullo. Il dipinto è presentato in cornice del '900.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
ARARNO0126880
Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro è presente cartiglio con l'indirizzo dello studio dell'artista e il titolo dell'opera; a matita è presente inoltre annotazione del proprietario (anch'egli pittore) "Dono dell'autore, 19-03-1930". Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle, memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. Il paesaggio qui presentato - uno scorcio collinare, con una ampia veduta che si apre dal sentiero sotto l'albero frondoso - appartiene al periodo del Noelqui ancora vicino al Divisionismo, in cui egli utilizzava una tecnica a pennellate piccole, quasi puntiformi, dando una maggiore luminosità e circondando ogni elemento o figura di una magica aura. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Scorcio Portuale
ARARNO0118043
Scorcio Portuale

ARARNO0118043
Scorcio Portuale

Olio su tela. Firmato S. Ronzoni in basso a destra. L'artista propone una veduta presso il porto, con barchette ormeggiate alla banchina e i marinai intenti a caricare a spalla le merci; i tratti pittorici sono a pennellate larghe e senza contorni, i colori in poche gamme che sfumano le une nelle altre a creare un'atmosfera sospesa. Il dipinto è presentato in cornice in stile, con mancanze.

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Ubaldo Oppi
ARARNO0056496
Ubaldo Oppi

Il suonatore di zampogna

ARARNO0056496
Ubaldo Oppi

Il suonatore di zampogna

Olio su compensato. Anni '30 circa. Firmato in basso a destra e al retro. Ubaldo Oppi, bolognese di nascita, ebbe una vita, anche artisticamente, molto travagliata: studiò pittura prima a Vienna poi girando l'Europa, fermandosi a lungo a Parigi dove frequentò Picasso; rientrò poi a Venezia cominciando a esporre. Nel 1915 partì per il fronte, nel corpo degli alpini, e combatté fino al 1918, quando venne deportato a Mauthausen. Nel primo dopoguerra Oppi, stabilitosi a Milano, si avvicinò attraverso Margherita Sarfatti al Movimento dei Sette pittori del novecento italiano, al quale però rimase legato solo per breve periodo. Fu presente a numerose Biennali a Venezia e all'estero, nel febbraio 1926 prese parte alla I Mostra del Novecento italiano, allestita nel palazzo della Permanente di Milano. Nel 1928 maturò la sua conversione al cattolicesimo, che introdusse il soggetto religioso nella sua produzione pittorica, fino ad allora incentrata soprattutto sul quadro di figura e la ritrattistica. Scoppiata la guerra, nel 1941 riprese servizio nell'esercito, ma ben presto i problemi di salute lo riportarono a Vicenza, ove morì il 25 ottobre 1942. L'opera proposta è un soggetto di genere, il vecchio suonatore ripreso di primo piano. E' presentata in cornice coeva, da restaurare.

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Giuseppe Valsecchi
ARARNO0117342
Giuseppe Valsecchi

Due Paesaggi Montani

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Giuseppe Valsecchi

Due Paesaggi Montani

Dipinti a olio su compensato. Entrambi firmati in basso. Al retro si trovano ulteriore firma, con i titoli, che identificano le località ritratte, e le date. La più grande (44 x34 cm), del 1947, raffigura Valle Cordevole (Bellluno); la seconda (39.5 x 35), del 1962, raffigura La Grignetta dal Pian dei Resinelli. L'artista lecchese Giuseppe Valsecchi, pur avendo condiviso l'impegno umano e sociale del movimento milanese di Corrente (a cui aderirono artisti quali Guttuso, Treccani, Sassu), non trascurò una vena più altamente evocativa ed intimistica che si coglie sia nella produzione di ritratti che in quella dei paesaggi, ispirati dalle vedute dalle finestre delle sue abitazioni.

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Ernesto Alcide Campestrini
ARARNO0122037
Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

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Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data e l'ubicazione del paesaggio. L'artista milanese, figlio del famoso pittore Alcide Davide Campestrini, si dedicò alla natura morta, alla pittura di figura e al paesaggio alpino, con una tecnica legata alla scuola paterna ed alla tradizione tardo ottocentesca. In cornice in stile.

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Natura Morta con Fiori
ARARPI0107500
Natura Morta con Fiori

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Natura Morta con Fiori

Olio su tela. La composizione floreale rientra nell'ampia produzione di tale soggetto che si diffuse in Italia e in Europa a partire dal XVII secolo, con scopi prettamente decorativi. Il dipinto qui proposto presenta tracce di restauri precedenti ed è stato ritelato, ma necessita di ulteriore pulizia. E' presentato in cornice antica rilaccata.

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Madonna Orante
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Madonna Orante

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Madonna Orante

Olio su tela. Monogramma in basso. Al retro in alto sul telaio è presente il nome dell'autrice, una pittrice amatoriale, con la data di realizzazione, la dedica ad un'amica e il riferimento di ispirazione, una Madonna di Luca della Robbia. In discrete condizioni, il dipinto è presentato in cornice dorata di fine '800.

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Rodolfo Paoletti
ARARNO0120480
Rodolfo Paoletti

Gondole a Venezia

ARARNO0120480
Rodolfo Paoletti

Gondole a Venezia

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Scorcio di calle veneziana con gondola che parte dal piccolo molo. Nato e formatosi artisticamente a Venezia, da famiglia di artisti, Paoletti si trasferì successivamente a Milano, ove continuò la sua carriera dedicandosi, oltre che alla pittura, all'illustrazione di riviste. Il tema veneziano rimase peraltro ricorrente nella sua produzione pittorica: mantenendo il legame con la pittura vedutista veneziana di fine '800, Paoletti traduce in forme di colore e luce gli scorci della sua città. In cornice coeva.

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Edgard Farasyn
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Edgard Farasyn

Scena di Lavoro sulla Spiaggia

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Edgard Farasyn

Scena di Lavoro sulla Spiaggia

Olio su tela. Firmato in basso a destra. L'imponente scena descrive l'impresa di tirare a riva una barca con un traino di cavalli: le sei possenti bestie sono le protagoniste, dislocate a coppie su diversi piani, mentre alcuni pescatori provvedono a sistemare le funi di traino; mare, cielo e spiaggia si pongono su tre linee parallele, che sfumano anche cromaticamente l'una nell'altra; perpendicolare a queste linee, il pennone della barca, che realizza l'unione tra i tre elementi. Edgar Pierre Jozef Farasyn (il suo nome appare anche come "Edgard Farasyn" e "Edgard Farasijn".) artista belga formatosi ad Anversa ove poi lavorò, fu pittore, acquarellista, incisore, grafico. I Inizialmente dipinse scene per bambini, ma dal 1885 passò alla pittura all'aria aperta, dipingendo molte scene cittadine e nel vecchio mercato del pesce di Anversa, ma anche molti paesaggi campestri e vedute dei villaggi. Attratto dal mare, vi soggiornò regolarmente, realizzando molte scene realistiche della vita dei pescatori e delle loro famiglie. I suoi primi lavori si caratterizzavano per uno stile realistico, con colori piuttosto grigi e cupi, e con un'atmosfera rigorosa. Successivamente egli passò ad un uso più luminoso del colore e ad una rappresentazione sottile della luce. L'opera qui presentata per le notevoli dimensioni (inusuali per l'artista), fanno pensare ad un lavoro per una committenza importante. E' presentato in ricca cornice dorata di inizio '900.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
ARARNO0126882
Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Composizione di papaveri in vaso, con Madonnina in ceramica sulla parete retrostante. Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. E' degli anni '40 la sua produzione di soggetti floreali, legata al periodo in cui recuperò il bisogno di interiorità, avvicinandosi ai concetti estetici dell'arte del “Novecento”. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Alessandro Papetti
SELECTED
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ARTCON0000751
Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

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Alessandro Papetti

Molo 12, 2014

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. Ulteriore firma, data e titolo al retro. Nato e formatosi a Milano, dove tuttora lavora, Alessandro Papetti ha cominciato sin dagli anni '80 e continua tuttora ad esporre in mostre e gallerie prima in Italia e poi all'estero, sia in Europa che negli Stati Uniti. Dal 1995 la sua attività si svolge tra Milano e Parigi. La produzione artistica di Papetti si è svolta per tematiche: partito con la serie di Ritratti negli anni '80 e '90, si è dedicato successivamente, nel XXI secolo, ai Reperti (interni di fabbrica) e all'Archeologia industriale, al ciclo dell'Acqua, per approdare poi ai Paesaggi, agli Interni e alla serie dei Cantieri navali, a cui appartiene l'opera proposta. Porti industriali, bacini di carenaggio e giganteschi scafi, corpi di navi espressi nella loro grandezza e nella loro fragilità, vengono presentati attraverso pennellate frenetiche e pastose, a tratti materiche, con l'intento di "uscire" dalla realtà, di porsi nei confronti del “contenitore” con un atteggiamento psicologico differente, a ricercare una dimensione dell'esistenza inafferrabile. L'opera è presentata in cornice.

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Paesaggio con Figure
ARARNO0104208
Paesaggio con Figure

ARARNO0104208
Paesaggio con Figure

Olio su tela. Scuola italiana. Firmato G. Bossi in basso a destra. Il grande paesaggio propone a destra lo scorcio di un laghetto con cigni, in mezzo ad una verdeggiante campagna; sulla sinistra, una coppia sul sentiero sta accedendo ad una struttura architettonica, una dépendance della villa di cu si intravvede solo un angolo in alto. Suggestivo e di atmosfera bucolica, il dipinto è presentato in cornice dorata coeva.

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Allegoria dell'Amore
SELECTED
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ARARPI0097148
Allegoria dell'Amore

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Allegoria dell'Amore

Olio su tela. Scuola nord-europea. Si tratta di una divertente scena allegorica dell'amore profano, che vuole dimostrare come tutte le persone, di qualunque ceto sociale e di tutte le età, possono cadere nella trappola dell'innamoramento. Lo sfondo della tela è occupato da una enorme nassa, la rete a canestro usata in alcuni tipi di pesca, sopra l'imbocco della quale siede un putto violinista, intento a suonare; la nassa è affollata di coppie, mentre una sfilata di altre cammina davanti ad essa per raggiungerne l'entrata. Tra di esse vi sono coppie di anziani e di giovani, coppie di ricchi e di poveri, nobili, borghesi e proletari: tutti hanno espressioni liete e leggere, si lanciano sguardi innamorati o guardano benevolmente alla felicità degli altri. All''interno della nassa è presente addirittura una coppia di reali, che corrispondono per fattezze e abbigliamento all'elettore palatino della Renania, Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e alla seconda moglie Anna Maria Luisa de'Medici. Al retro del dipinto è presente un'etichetta che riporta una storica attribuzione a Jan Frans Douven (1656-1727): l'artista olandese che dal 1682 si trasferì a Düsseldorf come pittore ufficiale alla corte dell'elettore palatino della Renania, realizzando soprattutto scene della vita quotidiana del principe e della sua seconda moglie. L'etichetta confermerebbe quindi l'ambito di attribuzione ad artista del XVII-XVIII secolo del nord-Europa. Il dipinto proviene da collezione storica milanese. Presenta tracce di restauri e un rattoppo. In cornice in stile.

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu
ARTNOV0001834
Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

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Bozzetto per vetrata di Aligi Sassu

Sant'Ambrogio

Cartone originale, ad olio, per la preparazione della vetrata della chiesa di Viggiù (Varese), per la quale il maestro realizzò varie opere. Quest'opera è accompagnata da perizia su foto, firmata da Alessandro Grassi, maestro vetraio che, nel suo laboratorio di vetrate artistiche (che ha collaborato con numerosi architetti e artisti italiani e stranieri) ha poi realizzato le vetrate finali in collaborazione con il maestro. S.Ambrogio, patrono di Milano, è raffigurato nella sua veste di arcivescovo, nell'atto di negare l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio I che si era macchiato di gravi delitti, pur professandosi cristiano. Opera in cornice.

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Giovanni Boni
ARAROT0116058
Giovanni Boni

Scena d'Assedio

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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

Olio su tela. Al di fuori delle fortificazioni di una città un condottiero, attorniato dai suoi soldati, si accinge ad accendere la miccia del cannone. L'esercito difende la cittadella al di fuori delle mura e i soldati scrutano l'orizzonte guardando verso il basso: ciò induce a collocare la scena sulle fortificazioni di una città, in particolare di quelle di Genova che si ergono sulle montagne retrostanti e dalle quali i genovesi difendevano la città dagli attacchi provenienti dal mare; la collocazione a Genova è avallata dallo stendardo che sventola sulle mura, la Croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) vessillo della Repubblica di Genova. La foggia delle armature, delle armi e delle vesti rimanderebbe all'assedio di Genova del 1522. Si tratta quindi della rappresentazione ottocentesca di un episodio storico, che rientra perciò in quella produzione pittorica diffusa ampiamente in Italia nel XIX secolo, ispirata al nuovo romanzo storico proposto dalla letteratura. Sul retro del telaio è riportato il nome G. Boni, insieme a un numero che rimanda alla partecipazione a mostra ufficiale. Giovanni Boni fu allievo dell'Accademia di Brera, in particolare seguace di Giuseppe Sogni, artista che tra i primi predilesse la pittura a soggetto storico nelle sue innovative declinazioni romantiche. Del Boni non si conosce molto, nè dal punto di vista biografico nè della sua produzione. Di sua sicura attribuzione si conosce solamente il Nudo d'uomo (Accademia dipinta) con cui vinse il primo premio per la Scuola del Nudo a Brera nel 1852. L'opera rende con efficacia espressiva le figure e il pathos della scena; i personaggi in primo piano sono molto ben caratterizzati nelle pose, nelle espressioni, nei dettagli degli abiti e delle armi, mentre poi le altre figure sfumano in secondo piano, suggerendo la presenza di un esercito numeroso. Il dipinto, ancora in prima tela, presenta piccole diffuse cadute di colore. E' presentato in cornice in stile.

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