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Ritratto Antico di Signora
ARAROT0156630
Ritratto Antico di Signora

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Ritratto Antico di Signora

Olio su tela. XIX secolo. Dignitosa e severa signora, in abito nero alleggerito dal colletto bianco. In cornice di fine '800.

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Ritratto Femminile
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Ritratto Femminile

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Ritratto Femminile

Olio su tela. Scuola francese di fine '800. In basso a sinistra è presente la firma P. Detanger, autore non noto. Intenso ritratto di gentildonna, severa e distinta. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice ridorata dei primi del '900.

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Mario Sturani
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Mario Sturani

Scena Boschiva 1926

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Mario Sturani

Scena Boschiva 1926

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso a destra. L'artista torinese Mario Sturani aderì negli anni giovanili al Movimento futurista. Dal 1927 iniziò la sua collaborazione con la manifattura di ceramiche Lenci, dove seppe rinnovare il repertorio formale e decorativo delle ceramiche Lenci in chiave antiretorica, rifuggendo gli stilemi dell'arte di regime. Pur nell'ambito della riproduzione seriale, Sturani seppe esprimere la libertà inventiva dell'ispirazione artistica: sulle superfici dei vasi, ad esempio, traspose i soggetti naturalistici a lui cari, trasfigurandoli a volte in toni favolistici; in altri casi un certo gusto déco, i ritmi dinamici d'ascendenza futurista o le scomposizioni cubiste, al pari delle eleganti stilizzazioni novecentiste. Tra il 1928 e il 1930 Sturani dipinse una serie di quadri di piccole dimensioni, dai toni intimisti, raffiguranti paesaggi o nature morte. Per oltre un trentennio Sturani svolse anche l'attività di entomologo, nell'ambito dell'Istituto di entomologia agraria dell'ateneo torinese, e i suoi studi furono ampiamente apprezzati anche dal mondo accademico per il valore scientifico e il rigore metodologico con il quale furono condotti. Il piccolo disegno qui presentato appartiene alla produzione giovanile di Sturani, ancor prima della collaborazione con la manifattura Lenci. In questo scorcio di campagna con boschi e cerbiatti, si ritrova la sua propensione a trasfondere in chiave favolistica i paesaggi che riproduce. In cornice a vista.

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Ritratto Femminile
ARAROT0154901
Ritratto Femminile

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Ritratto Femminile

Olio su tela. Un'elegante signora in nero, con raffinati pizzi bianchi al collo e ai polsi che schiariscono la mise, è seduta su una poltroncina rossa e si appoggia al piano in marno di un tavolinetto rotondo, ostentando gli anelli sulla mano. L'opera è presentata in cornice coeva ridorata.

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia
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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

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Grande Paesaggio con Scena di Caccia

La caccia al Cinghiale

Olio su tela. La scena, ambientata alle pendici di un monte, presso le rive di un fiume ove è intento all'opera un pescatore con la lenza, è centrata sul movimentato e ricco gruppo di figure di cacciatori, vestiti alla foggia di cavalieri, che armati di spade e lance e con l'aiuto dei cani, danno il colpo finale al cinghiale ormai ferito e agonizzante. Il grande formato evidenzia la committenza importante, sottolineata anche dall'abbinamento a dipinto simile. Lo stile rimanda alla pittura del nord-ovest italiano; quadri di tal formato e di tali soggetti, spesso in coppia, si trovavano diffusamente nei piccoli castelli piemontesi e lombardi: ad esempio, nell'inventario del 1739 del castello di Orio Canavese (a nord di Torino) sono descritti, nel salone centrale, “due quadri grandi bislonghi rapresentanti due caccie una del Cervo, e l'altra del Cinghiale senza cornici”, che poi si ritrovano, dopo vendite successive in altri inventari. Restaurato e ritelato. Presentato in cornice in stile.

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L'Assalto del Puma
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L'Assalto del Puma

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L'Assalto del Puma

Olio su tela. Cruenta scena che rappresenta il momento in cui un puma femmina assale due cani da guardia, che seppure sciolti dalla catena, soccombono all'attacco improvviso. Già restaurato e ritelato, necessita di pulizia. Presentato in cornice dorata in stile.

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Baldomero Galofre, attribuito a
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Baldomero Galofre, attribuito a

Nettuno, scorcio marino

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Baldomero Galofre, attribuito a

Nettuno, scorcio marino

Olio su tavola. Firmato e localizzato in basso a sinistra. Lo scorcio marino è una veduta dalla località della costa romana: sulla spiaggia rocciosa una figuretta di bambino gioca in ginocchio. In uno stile veloce ed efficace, il piccolo dipinto rimanda alla produzione di Baldomero Galofre, artista catalano che dal 1870 a l1882 visse a Roma, studiando all'Accademia Spagnola di belle Arti. E' presentato in cornice di inizio '900.

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Paesaggio con Figure
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Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Scuola italiana. Firmato G. Bossi in basso a destra. Il grande paesaggio propone a destra lo scorcio di un laghetto con cigni, in mezzo ad una verdeggiante campagna; sulla sinistra, una coppia sul sentiero sta accedendo ad una struttura architettonica, una dépendance della villa di cu si intravvede solo un angolo in alto. Suggestivo e di atmosfera bucolica, il dipinto è presentato in cornice dorata coeva.

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Giovanni Boni
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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

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Giovanni Boni

Scena d'Assedio

Olio su tela. Al di fuori delle fortificazioni di una città un condottiero, attorniato dai suoi soldati, si accinge ad accendere la miccia del cannone. L'esercito difende la cittadella al di fuori delle mura e i soldati scrutano l'orizzonte guardando verso il basso: ciò induce a collocare la scena sulle fortificazioni di una città, in particolare di quelle di Genova che si ergono sulle montagne retrostanti e dalle quali i genovesi difendevano la città dagli attacchi provenienti dal mare; la collocazione a Genova è avallata dallo stendardo che sventola sulle mura, la Croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) vessillo della Repubblica di Genova. La foggia delle armature, delle armi e delle vesti rimanderebbe all'assedio di Genova del 1522. Si tratta quindi della rappresentazione ottocentesca di un episodio storico, che rientra perciò in quella produzione pittorica diffusa ampiamente in Italia nel XIX secolo, ispirata al nuovo romanzo storico proposto dalla letteratura. Sul retro del telaio è riportato il nome G. Boni, insieme a un numero che rimanda alla partecipazione a mostra ufficiale. Giovanni Boni fu allievo dell'Accademia di Brera, in particolare seguace di Giuseppe Sogni, artista che tra i primi predilesse la pittura a soggetto storico nelle sue innovative declinazioni romantiche. Del Boni non si conosce molto, nè dal punto di vista biografico nè della sua produzione. Di sua sicura attribuzione si conosce solamente il Nudo d'uomo (Accademia dipinta) con cui vinse il primo premio per la Scuola del Nudo a Brera nel 1852. L'opera rende con efficacia espressiva le figure e il pathos della scena; i personaggi in primo piano sono molto ben caratterizzati nelle pose, nelle espressioni, nei dettagli degli abiti e delle armi, mentre poi le altre figure sfumano in secondo piano, suggerendo la presenza di un esercito numeroso. Il dipinto, ancora in prima tela, presenta piccole diffuse cadute di colore. E' presentato in cornice in stile.

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Ernesto Alcide Campestrini
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Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

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Ernesto Alcide Campestrini

Dal Terrazzo Lungomare Lavagna 1972

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data e l'ubicazione del paesaggio. L'artista milanese, figlio del famoso pittore Alcide Davide Campestrini, si dedicò alla natura morta, alla pittura di figura e al paesaggio alpino, con una tecnica legata alla scuola paterna ed alla tradizione tardo ottocentesca. In cornice in stile.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
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Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Paesaggio 1927

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro è presente cartiglio con l'indirizzo dello studio dell'artista e il titolo dell'opera; a matita è presente inoltre annotazione del proprietario (anch'egli pittore) "Dono dell'autore, 19-03-1930". Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle, memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. Il paesaggio qui presentato - uno scorcio collinare, con una ampia veduta che si apre dal sentiero sotto l'albero frondoso - appartiene al periodo del Noelqui ancora vicino al Divisionismo, in cui egli utilizzava una tecnica a pennellate piccole, quasi puntiformi, dando una maggiore luminosità e circondando ogni elemento o figura di una magica aura. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Noel Quintavalle (Noelqui)
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Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

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Noel Quintavalle (Noelqui)

Papaveri in Vaso 1948

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Composizione di papaveri in vaso, con Madonnina in ceramica sulla parete retrostante. Noel Quintavalle (noto con lo pseudonimo Noelqui), nativo di Ferrara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Milano, fu artista poliedrico. Laureato in architettura, si formò alle arti da autodidatta, ma dopo la grande guerra a cui partecipò attivamente, si distinse velocemente ed espose in numerose mostre nazionali e internazionali; nel frattempo svolse anche attività letteraria pubblicando vari volumi (satira, fiabe, novelle memorie della guerra) e si cimentò anche con la scultura e la xilografia. La sua produzione pittorica, iniziata come divisionista, fu poi influenzata dalla sintesi della pittura moderna. I soggetti a lui più cari furono il ritratto (con predilezione per le figure femminili particolari, quali le ballerine) e il paesaggio. E' degli anni '40 la sua produzione di soggetti floreali, legata al periodo in cui recuperò il bisogno di interiorità, avvicinandosi ai concetti estetici dell'arte del “Novecento”. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Paesaggio con Figure
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Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Su un sentiero di campagna è descritta una scena di seduzione: una giovane donna in piedi accenna a mostrare il proprio corpo all'uomo seduto a riposare con la compagna; mentre lui distoglie lo sguardo, la moglie fissa accorata la giovane meretrice, trattenendo il compagno per la mano. Sul sentiero spuntano altri viandanti. Forse di significato allegorico, il dipinto sottolinea il contrasto tra la freschezza, la luminosità e l'ardore del giovane corpo femminile, la cui bellezza viene ostentata, e la forma mal definita, infagottata, quasi nascosta dei corpi dei due anziani. Sul retro del dipinto è riportata a matita un'ipotesi di attribuzione a Giuseppe Gambarini (1680-1725). Nonostante la dubbia attribuzione, il dipinto è ben realizzato nella qualità pittorica e nella resa del soggetto. Restaurato e ritelato, è presentato in cornice antica riadattata.

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Natura Morta con Fiori
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Natura Morta con Fiori

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Natura Morta con Fiori

Olio su tela. La composizione floreale rientra nell'ampia produzione di tale soggetto che si diffuse in Italia e in Europa a partire dal XVII secolo, con scopi prettamente decorativi. Il dipinto qui proposto presenta tracce di restauri precedenti ed è stato ritelato, ma necessita di ulteriore pulizia. E' presentato in cornice antica rilaccata.

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli
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Paesaggio con Sosta dei Cavalli

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Paesaggio con Sosta dei Cavalli

Olio su tela. La grande scena è ambientata all'entrata di un villaggio in prossimità di una sosta per i cavalli: numerosi cavalieri sono fermi con le loro bestie, a cui provvedono i servitori e i villani che riempiono di fieno la mangiatoia; uno dei servitori, sulla destra, fa abbeverare gli animali nel corso d'acqua che scorre lì vicino. Di sfondo, le case del villaggio disposte lungo il fiume, che a destra sfocia poi nel paesaggio collinare. Si tratta di un'opera realizzata con grande probabilità da un autore fiammingo operante in Lombardia. Alcuni richiami del vestiario e della costruzione indicano per certo la contaminazione nord-europea, mentre altri particolari indicano la localizzazione lombarda di realizzazione. Il dipinto proviene da una prestigiosa dimora storica di famiglia nobile lombarda. Ancora in prima tela, presenta nella fascia più bassa alcuni tagli. E' presentato in sottile cornice coeva.

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Scorcio Portuale
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Scorcio Portuale

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Scorcio Portuale

Olio su tela. Firmato S. Ronzoni in basso a destra. L'artista propone una veduta presso il porto, con barchette ormeggiate alla banchina e i marinai intenti a caricare a spalla le merci; i tratti pittorici sono a pennellate larghe e senza contorni, i colori in poche gamme che sfumano le une nelle altre a creare un'atmosfera sospesa. Il dipinto è presentato in cornice in stile, con mancanze.

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Paola Dabbene
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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

Olio su tela. In basso a destra sigla D.B. Al retro presenti firma e data dell'opera. Gradevole opera della pittrice Paola Dabbene, esperta di "dog painting", che dipinge con diverse tecniche (olio, acrilico, pastello), anche su commissione, ritratti di cani, cavalli, natura "...quello che è parte della mia vita".

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Attilio Pratella ambito di
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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

Olio su tela. Firmato Att. Pratella in basso a destra. Al retro dichiarazione di attribuzione al paesaggista napoletano. Il soggetto è molto vicino alla produzione di Pratella, che predilesse le marine della baia di Napoli, sua città natale. Rientra peraltro in quell'ampio numero di dipinti la cui attribuzione è incerta, per una qualità stilistica non conforme alla mano del Pratella. Comunque di buona qualità e gradevole nell'atmosfera, il dipinto è presentato in cornice.

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Mosè e le Figlie di Jetro
ARARPI0093373
Mosè e le Figlie di Jetro

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Mosè e le Figlie di Jetro

Tempera su carta, applicata a faesite. L'episodio biblico raffigurato, narrato nel libro dell'Esodo, racconta di come il giovane Mosè, ancora alla corte del faraone d'Egitto, difende le sette giovani figlie del sacerdote Jetro, importunate da alcuni pastori madianiti mentre attingono acqua al pozzo. A seguito di questo suo intervento, Mosè riceverà in moglie una delle figlie di Jetro, Sefora. Soggetto ampiamente riproposto nell'arte, è qui presentato con un'attenzione particolare alla componente ritrattistica, con un'esacerbazione particolare dei tratti espressivi, sia nei volti che nelle pose, dei personaggi. La scena è molto movimentata, con la figura di Mosè centrale, vigorosa e combattiva, che divide in due il campo: alla sua sinistra le sette ragazze, ognuna caratterizzata da un comportamento diverso; alla destra i pastori importuni, che subiscono l'ira di Mosè. Di sfondo, un paesaggio tipico delle produzioni dl XVIII secolo, con una rovina architettonica dietro il pozzo. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Domenico De Bernardi
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Domenico De Bernardi

Paesaggio

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Domenico De Bernardi

Paesaggio

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presente timbro "Domenico De Bernardi -Besozzo", ad autentica. La pittura del De Bernardi si inserisce nel solco della tradizione paesaggistica lombarda di stampo otto-novecentesco. Egli visse sempre a Besozzo, suo paese natale della provincia di Varese, ma viaggiò parecchio, in Italia e fuori d'Italia raccogliendo impressioni e ricercando, per riviverli nella sua opera, paesaggi nuovi; in particolare raccolse nuove suggestioni da un viaggio in Libia negli anni trenta, dal quale tornò con una tavolozza più vivace e mediterranea. Il paesaggismo fu il genere che predilesse, ma fu spesso attratto anche, con risultati altrettanto significativi, dalla 'natura morta'. Il piccolo paesaggio qui presentato è uno scorcio di colline su cui svettano cime più alte sullo sfondo, forse proprio le zone prealpine d'origine dell'artista; un piccolo borgo riempie il centro della scena, nella quale spiccano in particolare i diffusi steccati delle coltivazioni. L'opera è presentata in cornice coeva.

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