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6 cm 319 cm

9 cm 696 cm

4 cm 166 cm

19 cm 122 cm

36 cm 55 cm
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Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto
ARTPIT0001472

Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto

Ritratto di Nobildonna

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Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto

Ritratto di Nobildonna

Olio su tela. Il ritratto a mezzobusto raffigura una gentildonna di famiglia nobile, come si desume dal ricco ed elegante abbigliamento ma soprattutto dalla medaglia che è ben messa in evidenza esattamente al centro dell'opera. La medaglia è quella dell'Ordine della Croce stellata, ordine cavalleresco femminile istituito dall'imperatrice Eleonora Gonzaga, vedova dell'imperatore Ferdinando III, e confermato da Clemente IX con bolla papale nel 1668, conferito solo a donne nobili. Nato a Genova ma formatosi artisticamente a Roma, il Delle Piane rivelò sin da giovane un'inclinazione per la ritrattistica. Assimilando la moda del ritratto alla francese (in particolare riferendosi alla produzione di Hiacynthe Rigaud e di Laguillère) e grazie alla sua capacità di cogliere le necessità celebrative del tempo, di adeguarsi alle nuove tendenze, di assecondare le smanie autocelebrative dei ricchi e potenti committenti, il Delle Piane portò nella pittura genovese una innovazione stilistica, caratterizzata dalla ricercatezza dei particolari e dalla mondanità delle figure, vestendo "quelle sue figure con drappi maestosi ed eleganti", cogliendole in "certe nuove, e spiritose movenze" . Dal 1707 divenne pittore di corte dei Farnese a Parma: nella sua produzione ritrattistica rientrano diversi loro ritratti, nonchè di altri importanti nobili e titolati, soprattutto genovesi e parmensi. L'opera del Delle Piane, attivo per oltre sessant'anni, fu estremamente ricca. Seppure cimentatosi anche in un'interessante produzione religiosa, di cui peraltro rimane molto poco, viene ricordato soprattutto per la produzione di ritratti: ve ne sono moltissimi, a lui attribuiti, in numerose case private. L'eleganza, l'ostentazione, il contrasto tra la posa severa e il gesto civettuolo, rientrano pienamente nelle caratteristiche interpretative del Delle Piane. Nel ritratto proposto L'eleganza, l'ostentazione, il contrasto tra la posa severa e il gesto civettuolo della mano che trattiene il manto,, rientrano pienamente nelle caratteristiche interpretative del Delle Piane. Il dipinto è presentato in cornice coeva a medaglione, argentata a mecca, sormontata da decoro intagliato a nastro annodato.

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Opera di Arman
ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

ARTCON0000756

Opera di Arman

10000 Cendrillons

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione è una composizione ironica intitolata 10000 Cendrillons, ossia 10000 Cenerentole. È costituita da sei paia di scarpe firmate Prada tagliate a metà, montate su tela e ricoperte di vernice. L'opera è concettuale e la sua interpretazione è legata alla comprensione della filosofia dell'artista e del periodo storico in cui ha operato. Rappresenta una visione personale e critica, alleggerita dal titolo canzonatorio, del consumismo dilagante. Arman opera la “dissacrazione” di un oggetto, la scarpa Prada, che è considerato un simulacro nel mondo della moda, un oggetto del desiderio. Dimostra con la sua opera come in fondo, una scarpa firmata a cui attribuiamo il valore di status symbol, non è altro che una scarpa e in ultimo un semplice oggetto che come ogni altro diventerà un rifiuto. L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.AN. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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Senza Titolo di Arman
ARTCON0000755

Senza Titolo di Arman

Jeté

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Senza Titolo di Arman

Jeté

Tecnica mista su tela. Armand Fernandez, in arte Arman, nasce a Nizza nel 1928. È ricordato come uno degli esponenti più significativi ed influenti del movimento artistico “Nouveau Réalisme”, la declinazione europea del New Dada americano. Il Nouveau Réalisme si sviluppa negli anni '60 in Francia attorno alla figura del critico Pierre Restany. Rappresenta un modo di fare arte anti convenzionale, che riprende molti aspetti delle avanguardie di inizio secolo, come ad esempio il relegamento di pittura e scultura a tecniche di secondo ordine. Per contro viene dato valore artistico ad oggetti di uso comune, appartenenti alla sfera quotidiana, che vengono presentati nelle opere esattamente nella loro oggettività, senza l'azione decontestualizzante che caratterizzava i ready-made di Duchamp. Il periodo del dopoguerra, caratterizzato da cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico viene rappresentato dagli esponenti del Nouveau Réalisme in maniera provocatoria e critica attraverso i suoi prodotti: oggetti in sovrabbondanza, prodotti di scarto, rifiuti scomodi e così via. Ogni artista declina questa filosofia in maniera personale ed originale; Arman è noto per le sue accumulazioni al limite dell'ossessivo. La sua opera prende le mosse dalle strade, dove raccoglie ciò che viene buttato, dimenticato. Gli oggetti inutilizzati, quello che è considerato spazzatura diventa protagonista delle sue “sculture”, inducendo il pubblico ad una riflessione sui risvolti della società consumistica. L'opera in questione consiste in un violino tagliato montato su tela riportata su tavola con tracce di colori misti. Il titolo è Jeté, in italiano "Gettato", il riferimento al mondo dei rifiuti è diretto ed immediato. Fa parte della serie "Colères" operazioni di "dissemblage", ossia di distruzione di strumenti musicali della tradizione borghese: violini, violoncelli, trombe e pianoforti che vengono smembrati, bruciati, o sezionati. In questo ciclo di lavori si palesa l'impulso distruttivo. Il gesto è importante, centrale nella filosofia del Nouveau Réalisme. Come disse lo stesso Arman “Credo che nell'azione della distruzione ci sia una volontà d'arrestare il tempo, di sospendere gli avvenimenti incollandoli, bloccandoli insieme nel poliestere..." L'opera proviene dallo studio dell'artista a New York ed è autenticata mediante email della Fondation A.R.M.A.N. che ne riporta il numero di archivio. La Fondation A.R.M.A.N. è attualmente l'unica istituzione avente il diritto di rilasciare certificazioni per le opere di Arman. È allegata inoltre fotografia dell'opera firmata dall'artista che indica il numero d'archivio, il titolo, le misure e la tecnica. Sul retro della fotografia è presente il timbro della Galleria d'Arte Dante Vecchiato che nei primi anni 2000 è stata il punto di riferimento per la distribuzione delle opere di Arman in Italia.

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