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300 € 26000 € Applica

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6 cm 319 cm

12 cm 696 cm

2 cm 180 cm

20 cm 150 cm

35 cm 56 cm
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Camillo Procaccini, ambito di
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ARARPI0076629

Camillo Procaccini, ambito di

Adorazione dei Pastori

ARARPI0076629

Camillo Procaccini, ambito di

Adorazione dei Pastori

Olio su tela. La scena dell'adorazione si sviluppa intorno alla centralità della Sacra Famiglia, verso la quale convergono diversi pastori e pastorelle, con flauti, pecore, cani; tra essi anche, in alto a sinistra, un'altra famiglia che giunge a dorso d'asino, quasi un'anticipazione della fuga in Egitto; in alto a destra si intravvede, all'esterno dell'edificio, un angelo che annuncia la nascita ad altri pastori. L' opera, di bella qualità, è identica nel soggetto al dipinto conservato presso i Musei Civici di Pavia, donato alla città nel 1838 dal legato Malaspina e anch'esso riferito all'ambito di Camillo Procaccini. Il nostro e' pressochè identico anche nelle dimensioni al gemello di Pavia, se non per pochi centimetri in più imputabili all'aumento della dimensione del telaio in fase di restauro, che ha comportato la necessità di uno "stiramento" della tela su di esso lungo il bordo, come si evidenzia da una analisi dei bordi. Questa analogia di soggetto e di dimensioni, oltre che la medesima collocazione temporale, depongono a favore dell'appartenenza dei due dipinti alla stessa bottega. Entrambi rimandano peraltro alla "Adorazione dei pastori" di sicura autografia di Camillo Procaccini, tra le più vivide della sua produzione, conservata nella chiesa di Sant'Alessandria in Zebedia a Milano, che pur con un'evidente differenza nello svolgimento più verticale e nella disposizione delle figure, presenta la stessa impostazione scenica e la stessa modalità di realizzazione delle altre due tele gemelle. Balza all'occhio soprattutto l'uguaglianza compositiva del gruppo centrale della Sacra Famiglia, così come la medesima identità di alcuni personaggi, quali il pastorello con il cane nell'angolo in basso a sinistra, ma anche il volto di un suonatore di flauto, quello in secondo piano a destra nelle due opere gemelle con quello quasi nascosto a sinistra nell'opera di S. Alessandro. Nell'opera qui proposta come nella gemella di Pavia, l'evidente realismo della scena che dettaglia i ruoli dei personaggi, la plasticità intensa di ogni figura, mai statica anche quando è ferma e intrecciata alle altre in un gioco di sovrapposizioni e contrasti di colore, le scene di sfondo a scopo didascalico, ben si collocano nell'adesione del Procaccini al programma di Controriforma promosso dal Cardinal Borromeo a Milano, ove l'artista parmense visse e lavorò a lungo. Il dipinto è stato precedentemente restaurato e ritelato.

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