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La Continenza di Scipione
ARARPI0135940

La Continenza di Scipione

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La Continenza di Scipione

Olio su tavola. Scuola nord-europea del XVII secolo. La scena raffigura un episodio della vita di Scipione narrato da Tito Livio e da Valerio Massimo. Publio Cornelio Scipione, poi noto come Scipione l'Africano, nel 209 a.C. durante la campagna di Spagna, dopo la presa di Cartagena ricevette come omaggio personale una bellissima vergine, che si trovava nel gruppo degli ostaggi. Ma egli, ascoltando le suppliche della sua famiglia, la rispettò rimandandola ai genitori e al fidanzato, con l'unica raccomandazione che il suo promesso sposo si adoperasse per la pace tra Roma e Cartagine. Nella raffigurazione Scipione è al centro, seduto sul suo trono, e si rivolge a sinistra, ai genitori supplici della fanciulla, mentre con un gesto clemente, indica loro di riprendersi la figlia, in piedi a destra, affiancata dal fidanzato. All'intorno , soldati e seguaci del re. La scena è ricca di figure, luminosa e colorata, e sottolinea la positività del re, personaggio centrale e potente, ma capace di mitezza e clemenza. Il dipinto, restaurato, è stato rinforzato al retro con listelli lignei. E' presentato in cornice in stile.

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Madonna con Bambino e Santi Dipinto del XVII secolo
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Madonna con Bambino e Santi Dipinto del XVII secolo

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Madonna con Bambino e Santi Dipinto del XVII secolo

Olio su tela. Scuola lombarda del XVII secolo. La grande scena presenta al centro la Madonna seduta che propone il seno al Bambin Gesù, il quale invece si allunga a cercare di cogliere un frutto dal cesto che gli porge S.Giovannino, in piedi sotto di loro; all'intorno, cinque figure di Santi, riconoscibili dagli attributi iconografici. Da sinistra si hanno: S.Paolo, che impugna la spada, Sant' Anna, che veglia amorevolmente sulla figlia e il nipote, San Pietro con in mano le chiavi del Regno, San Giuseppe con il suo bastone e un attrezzo da falegname alla cintola, e infine, ultimo a destra, San Carlo Borromeo, la cui presenza nell'opera avalla la committenza lombarda. Il dipinto proviene peraltro da collezione privata di una famiglia lombarda, della quale fa parte sin dal XIX secolo. L'opera è ancora in prima tela e con telaio originale; presenta al retro alcuni piccoli rattoppi e segni di rattoppi pregressi. E' presentato in cornice di fine '800.

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Olio su Tela, Veduta di Frascati
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Olio su Tela, Veduta di Frascati

Achille Etna Michallon, ambito di

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Due Putti Giovanni Pietro e Carlo Carra
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Due Putti Giovanni Pietro e Carlo Carra

1640-1650 ca.

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Busto di gentiluomo
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Busto di gentiluomo

Claude Munier

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Natura morta, Bartolomeo Arbotori
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Natura morta, Bartolomeo Arbotori

La predicazione di San Giovanni Battista
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La predicazione di San Giovanni Battista

Bottega di Fans Francken II

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Mentore Silvani
ARAROT0147772

Mentore Silvani

Paesaggio Innevato con Figure 1872

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Mentore Silvani

Paesaggio Innevato con Figure 1872

Olio su tela. Firmato, datato 1872 e localizzato Parma in basso a destra. E' un grande paesaggio invernale di forte impatto scenico, che ben si inserisce nel tradizionalismo scenografico proprio della pittura di Mentore Silvani, artista nativo di Traversetolo (Parma), pittore paesaggista ma noto anche come scenografo. Nella scena, spruzzata del bianco di una breve nevicata che crea quella tipica atmosfera invernale rarefatta e silenziosa, tra alberi spogli e secchi, si snoda una strada sterrata percorsa da un viandante; a destra una costruzione diroccata con il lavatoio ove attinge acqua una donna; al centro una colonnina su cui è montata un'immagine sacra. Formatosi nella sua città natale, il Silvani partecipò alle esposizioni dell'Incoraggiamento di Parma a partire dal 1864 , ed è prevalentemente nella sua città che si ritrovano oggi le sue opere (presso il Comune di Parma, la Galleria Nazionale , il Liceo artistico Paolo Toschi) ; espose peraltro anche a Milano (1872) e a Firenze (1875). Formatosi come scenografo alla scuola di Gerolamo Magnani, il Silvani svolse tale incarico a Parma ma anche a Venezia a partire dal 1871. La sua produzione pittorica, che annovera paesaggi prevalentemente rurali della campagna parmense, è sempre caratterizzata dalla fedeltà al dato reale. L'opera qui proposta è presentata in cornice coeva.

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Deposizione di Cristo nel sepolcro
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ARARPI0197806

Deposizione di Cristo nel sepolcro

Pittore lombardo (Giuseppe Meda?) 1560-1570 ca.

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Disegno, Volta della Sala delle Aquile
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Disegno, Volta della Sala delle Aquile

Domus Aurea Vincenzo Brenna

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Eroine dell'Antichità Allegoria di Notte e Aurora di Francesco Conti
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Eroine dell'Antichità Allegoria di Notte e Aurora di Francesco Conti

Francesco Conti

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Madonna in trono con Bambino tra angeli e i santi
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Madonna in trono con Bambino tra angeli e i santi

Santi di Tito (Borgo San Sepolcro 1536 – Firenze 1603), 1560-1570 ca. Olio su tavola

Dipinto di Luigi Brignoli
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Dipinto di Luigi Brignoli

La nascita di Venere 1935

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Dipinto di Luigi Brignoli

La nascita di Venere 1935

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra sulla tela laterale sinistra. La grande composizione è costituita da tre tele separate, di cui quella centrale sviluppata verticalmente (dimensioni 220 x 128 cm) e arrotondata sul margine superiore, le due laterali sviluppate orizzontalmente e sagomate agli angoli (dimensioni 150 x 328 cm). La tela centrale è dominata dalla figura di Venere, che erompe nuda dalla schiuma del mare, con un braccio levato a coprirsi gli occhi a protezione della luce dell'alba; sulle due tele laterali, assiste all'evento, con stupore e tripudio gioioso, una schiera di tritoni, sirene, ninfe del mare, mostri marini, capeggiati dal dio Poseidone, riconoscibile a sinistra dal tridente che impugna. Le figure si stagliano sullo sfondo di mare e cielo, fusi in un continuum luminoso di gradazioni del colore azzurro, in cui si insinua la luce rosata dell'alba, a illuminare la scena. Formatosi alla scuola di Cesare Tallone, il Brignoli apprese da lui il naturalismo derivante dalla tradizione veneta, l'osservazione della natura, la pennellata decisa, i forti contrasti di luce. Pealtro, dopo diversi viaggi in Africa, cominciati nel 1922, il Brignoli si avvicinò alla pittura orientalista, ma rifuggì da forme di retorica esotica, per rivivere piuttosto il nuovo soggetto con un' attenta ricerca dei colori e degli effetti luministici sul paesaggio. Quest'opera, appartenente al periodo già "africano" dell'artista, risente di questa impronta, nelle scelte cromatiche luminose e chiare. Per le sue dimensioni e la composizione delle tre tele, risulta di grande impatto scenografico: proveniente da una grande villa bresciana, ove era esposta sulla imponente scalinata, era probabilmente stata concepita e creata appositamente come elemento di decoro su misura. Le tele sono presentate in cornici dorate coeve, mancanti di alcune parti.

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Busto Virile Giovanni Antonio Emanuelli 1838
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Busto Virile Giovanni Antonio Emanuelli 1838

Giovanni Antonio Emanuelli, 1838

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Davide e Abigail
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Davide e Abigail

Vincent Malò ,quarto decennio del XVII secolo

Dal perduto affresco con allegoria dell Asia
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Dal perduto affresco con allegoria dell Asia

Andrea Appiani

Busto in marmo Primavera
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Busto in marmo Primavera

Prima metà XIX secolo

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