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In questa sezione si possono trovare tutte le opere di arte del Novecento disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute di artisti del 900 con cui arricchire gli ambienti della tua abitazione

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Francesco Camarda
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ARARNO0157702
Francesco Camarda

Sorelline

ARARNO0157702
Francesco Camarda

Sorelline

Acquarello e matita su carta. Un disegno ricco di intensità emotiva benchè monocromatico, nelle tinte del beige, a rappresentare un momento di intimità e tenerezza tra due sorelline, la maggiore che culla la piccola tra le braccia, molto maternamente. Pittore palermitano, Francesco Camarda si distinse per la pittura di figura, dedicata ai ritratti e al nudo, e soprattutto per la pittura animalista, sulla scia della produzione verista dei fratelli Palizzi. Seppe esprimere una pittura dal colore vivace e fresco. Il disegno è presentato in cornice.

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Vittore Antonio Cargnel
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ARARNO0157851
Vittore Antonio Cargnel

Il Mulino Abbandonato Pofabbro 1928

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Vittore Antonio Cargnel

Il Mulino Abbandonato Pofabbro 1928

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, il titolo e la data. Nato a Venezia nel 1872, Vittore Antonio Cargnel si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma la sua formazione avvenne soprattutto nello studio di Cesare Laurenti, noto e stimato pittore di tendenza simbolista, e nell'osservazione delle opere di Ciardi, Favretto e Nono. Partecipò alle prime tre edizioni della Biennale di Venezia, con opere di carattere tra il simbolista e l'intimista; successivamente la sua produzione, prevalentemente paesaggistica, si fece particolarmente attenta alle variazioni atmosferiche. Nel 1910 si trasferì a Sacile, ove rimase sino alla disfatta di Caporetto, per tornare poi a Milano ove rimase sino alla morte , nel 1931. L'opera qui presentata appartiene al suo ultimo periodo, e propone uno scorcio di Pofabbro, frazione della Val Colvera, nelle Prealpi carniche, ove l'artista trascorse i suoi ultimi anni di vita. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Ambrogio Vismara
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ARARNO0157867
Ambrogio Vismara

La Dora a Courmayeur

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Ambrogio Vismara

La Dora a Courmayeur

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Al retro il titolo. Considerato uno dei paesaggisti più poetici del '900, il pittore lombardo Ambrogio Vismara traspose nelle sue opere l'amore per i suoi luoghi natii, dedicando ai paesaggi lombardi - le montagne, la pianura, le colline della Brianza natia - la gran parte della sua produzione, e evocandoli quasi tutti nelle atmosfere e nei toni autunnali. Sua peculiarità fu l'utilizzo della spatola al posto del pennello, che gli permise di ottenere un effetto di macchie tonali, con un netto contrasto di piani. Anche quest'opera, che riproduce un paesaggi non lombardo ma valdostano, ripropone i temi cromatici caldi dell'autunno, evocati dalla macchia di alberi giallo-arancio, che dividono le sovrastanti cime alpine, aspre e già parzialmente innevate, dal fiume, ancora solo un torrente, che scorre in basso, lungo un greto roccioso. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Carlo Bonomi
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ARARNO0157880
Carlo Bonomi

Paesaggio Fluviale

ARARNO0157880
Carlo Bonomi

Paesaggio Fluviale

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Pittore, scultore e architetto, Carlo Bonomi, dopo la formazione presso l' Accademia di Brera, aprì a Milano uno studio insieme a Carlo Carrà, a Giannino Castiglioni e a Barilli. La sua pittura è caratterizzata da colori accesi - gialli, rossi e bruciati - stesi con sostanza materica, come se intuisse nella pittura una terza dimensione. Ha realizzato opere a grandezza monumentale, piene di figure, viste nella loro quotidianità: persone umili e operose, con profonde motivazioni religiose e umane. Non ha mai dimenticato anzi ha piuttosto esaltato la sua estrazione popolare. In quest'opera l'artista propone un ampio paesaggio di campagna ove scorre un fiume, forse il Ticino dei luoghi abitati dall'artista: a differenza di molte altre sue opere, le cromie, che prediligono le gamme del verde, giallo azzurro, sono stese con ampie pennellate in sfumature morbide, senza contrasti. L'opera è in cornice.

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Carlo Bonomi
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ARARNO0156919
Carlo Bonomi

Il Gregge

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Carlo Bonomi

Il Gregge

Olio su faesite. firmato in basso a destra. Pittore, scultore e architetto, Carlo Bonomi, dopo la formazione presso l' Accademia di Brera, aprì a Milano uno studio insieme a Carlo Carrà, a Giannino Castiglioni e a Barilli. La sua pittura è caratterizzata da colori accesi - gialli, rossi e bruciati - stesi con sostanza materica, come se intuisse nella pittura una terza dimensione. Ha realizzato opere a grandezza monumentale, piene di figure, viste nella loro quotidianità: persone umili e operose, con profonde motivazioni religiose e umane. Non ha mai dimenticato anzi ha piuttosto esaltato la sua estrazione popolare. L'opera è presentata in cornice.

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Vittore Antonio Cargnel
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ARARNO0157850
Vittore Antonio Cargnel

S. Giovanni del Tempio Sacile 1910

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Vittore Antonio Cargnel

S. Giovanni del Tempio Sacile 1910

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro sul telaio, il titolo e ulteriore data. Nato a Venezia nel 1872, Vittore Antonio Cargnel si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma la sua formazione avvenne soprattutto nello studio di Cesare Laurenti, noto e stimato pittore di tendenza simbolista, e nell'osservazione delle opere di Ciardi, Favretto e Nono. Partecipò alle prime tre edizioni della Biennale di Venezia, con opere di carattere tra il simbolista e l'intimista; successivamente la sua produzione, prevalentemente paesaggistica, si fece particolarmente attenta alle variazioni atmosferiche. Nel 1910 si trasferì a Sacile, ove rimase sino alla disfatta di Caporetto, per tornare poi a Milano ove rimase sino alla morte , nel 1931. L'opera qui proposta presenta uno scorcio della frazione di Sacile, s. Giovanni del tempio, con la chiesetta omonima, verso la quale, in una giornata invernale, si dirigono indistinte figure. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Ugo Flumiani
ARARNO0156407
Ugo Flumiani

Lavandaie

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Ugo Flumiani

Lavandaie

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Ricco di luci e colori, il dipinto propone in chiave impressionista un momento di vita quotidiana di due lavandaie, intente alla loro opera sul limitare di un canale cittadino. L'opera rimanda alle influenze impressioniste che il Flumiani, artista triestino, riportò dal suo soggiorno di studi a Monaco di Baviera e dall'incontro con il concittadino Umberto Veruda (1868 -1904): impressioniste appaiono la pennellata breve e veloce ma larga, la ricerca dei giochi di luci e colori, mentre propriamente veneto resta il tonalismo cromatico. La produzione di Ugo Flumiani si caratterizza proprio per una produzione paesaggistica di marine: i suoi soggetti preferiti sono vedute della laguna veneta, borghi in riva al mare o imbarcazioni che veleggiano placide, comunque sempre soggetti in cui possono comparire superfici acquatiche, nelle quali l'artista può far riverberare vibrazioni cromatiche e luminose. Il paesaggio è sempre il protagonista delle opere del Flumiani, anche la dove si inseriscono delle figure umane: anche le due lavandaie del dipinto qui presentato, fanno parte del paesaggio, vi si inseriscono in maniera armonica, continua, senza interruzioni o stacchi cromatici e di linee. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Giovanni Lomi
ARARNO0156404
Giovanni Lomi

Tacchini

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Giovanni Lomi

Tacchini

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Al retro cartiglio con l'indicazione N.9 e il titolo. Artista livornese del Gruppo Labronico, Giovanni Lomi si dedicò alla produzione di figure e paesaggi, esprimendo un forte lirismo soprattutto nelle marine. Fu anche un discreto baritono e seppe coniugare l'amore per la musica con quella per la pittura. Cresciuto in campagna in famiglia di povera estrazione sociale, sviluppò amore per la natura e gli animali, che furono spesso soggetti delle sue opere. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Giulio Cisari
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Giulio Cisari

Val d'Aosta

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Giulio Cisari

Val d'Aosta

Olio su compensato. firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e il titolo. Nato a Como, Giulio Cisari si diplomò all'Accademia di Brera, ove poi fu anche docente per molti anni. Attratto dal colore, affrontò prima la pittura di paesaggio, per dedicarsi poi al bianco e nero. Sotto la guida di A. De Carolis, si perfezionò in tutte le tecniche di riproduzione, dalla litografia all'incisione su rame, trovando nella xilografia il suo mezzo espressivo preferito. Fu anche illustratore. Opera in cornice.

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Pannello ligneo in Stile Dogon
ARARNO0155127
Pannello ligneo in Stile Dogon

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Pannello ligneo in Stile Dogon

Porta di granaio in legno scolpito, in stile Dogon. I Dogon del Mali sono tra le più antiche culture africane sopravvissute, conosciuti in tutto il mondo per la loro creazione di porte, pannelli e persiane il legno intagliato. Questi oggetti hanno vari usi nella loro società: in primo luogo vengono realizzati come chiusura dei granai (da cui il nome), in secondo luogo vengono scambiati come doni per compleanni, matrimoni, porta fortuna. Queste porte vengono anche usate per riti di passaggio e, se usate come parte dell'architettura, i simboli incisi su di esse danno indicazioni sulla funzione della dimora che proteggono.

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Madonna con Bambino 1920
ARARNO0155130
Madonna con Bambino 1920

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Madonna con Bambino 1920

Olio su tela. Firma non identificata e data in basso a destra. Immagine sacra di gusto antico, presenta Maria e il Bambin Gesù intenti a contendersi un piccolo pettorale: pare che Maria cerchi di toglierlo dalle mani del piccolo Gesù, che imbronciato lo trattiene. E' una scena di intimità domestica, di rapporto madre-figlio molto terreno, tanto che le due figure non hanno nemmeno l'aureola. In cornice coeva.

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Ugo Vittore Bartolini
ARARNO0154375
Ugo Vittore Bartolini

Natura Morta 1946

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Ugo Vittore Bartolini

Natura Morta 1946

Olio su tela. Firmato e datato n basso a destra. Ulteriore firma, data e il titolo al retro; presenti anche timbri della Galleria d'arte Russo. Composizione di bottiglie e calici, che spiccano su un sfondo bicromatico, dai colori caldi seppur opachi. Nato e formatosi artisticamente a Firenze, Ugo Vittore Bartolini si trasferì nel 1934 a Milan,o avendo ottenuto la cattedra di figura disegnata del Liceo Artistico dell' Accademia di Brera. Negli anni successivi egli partecipò a numerose rassegne e mostre nazionali, tra cui diverse volte alla Biennale di Venezia. Se a partire dagli anni trenta si affermò soprattutto come pittore di paesaggi, dal secondo dopoguerra il Bartolini si accostò decisamente ai soggetti sacri, ma realizzò anche serie di nudi femminili e nature morte. Il suo stile è semplice e comunicativo, i suoi dipinti hanno un caldo e raffinato cromatismo. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Pannello Ligneo in Stile Dogon
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Pannello Ligneo in Stile Dogon

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Pannello Ligneo in Stile Dogon

Porta di granaio in legno scolpito, in stile Dogon. I Dogon del Mali sono tra le più antiche culture africane sopravvissute, conosciuti in tutto il mondo per la loro creazione di porte, pannelli e persiane il legno intagliato. Questi oggetti hanno vari usi nella loro società: in primo luogo vengono realizzati come chiusura dei granai (da cui il nome), in secondo luogo vengono scambiati come doni per compleanni, matrimoni, porta fortuna. Queste porte vengono anche usate per riti di passaggio e, se usate come parte dell'architettura, i simboli incisi su di esse danno indicazioni sulla funzione della dimora che proteggono.

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Gaetano Valbusa
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Gaetano Valbusa

Golfo di Maderno

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Gaetano Valbusa

Golfo di Maderno

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e il titolo. Nato nel 1905, Gaetano Valbusa lavorò per oltre quarant'anni come operaio nelle Officine Mecaniche bresciane, fino alla pensione, dedicandosi alla pittura solo come passione. Paesaggista, grazie alle trasferte di lavoro potè ritrarre "en plein air" scorci di tutto il mondo, anche se gli scorci dei luoghi bresciani sono il soggetto più ricorrente. Affiliato alla Associazione Artisti Bresciani, potè esporre le sue opere e farsi conoscere dalla critica. Nelle sue tele i paesaggi sono permeati di grande serenità e tranquillità, elegia di ricordi sereni di vita vissuta. Il dipinto qui proposto presenta uno scorcio di una località del Lago di Garda. E' presentato in cornice.

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Fausto Pratella, attribuibile a
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Fausto Pratella, attribuibile a

Scorcio Marino con Pescatori

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Fausto Pratella, attribuibile a

Scorcio Marino con Pescatori

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra F. Pratella. Nel Golfo di Napoli, identificabile dal Vesuvio sullo sfondo, su un tratto sabbioso di costa un gruppo di pescatori con le loro donne tirano in secca le barche. Luce e colori riempiono l'atmosfera della scena. L'artista napoletano Fausto Pratella, figlio di Attilio, seguì inizialmente lascia paterna, dipingendo marine piene di luce e di movimento, come quella qui proposta, ma presto volle discostarsi dalla scia di Attilio, scegliendo soggetti e tecniche differenti, che lo condussero a dipingere i freddi parchi periferici di Milano, portando nelle sue tele le visioni suggestive di quei verdi, di quei grigi, di quei bruni saturi di quella vaporosità umida e nebbiosa tipicamente lombarda. Il dipinto è presentato in cornice in stile.

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Teonesto Deabate
ARARNO0153744
Teonesto Deabate

Composizione di Fiori e Frutta 1959

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Teonesto Deabate

Composizione di Fiori e Frutta 1959

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a destra. Fiori variopinti in un vaso bianco, e alcuni frutti sparsi sul tavolo, sono resi con pennellate larghe e sovrapposte, in colori vivaci su uno sfondo chiaro a creare un effetto luminoso e vivace. Teonesto Deabate è stato un artista torinese che si è dedicato non solo alla pittura, ma anche ad altre forme di arte applicata: la ceramica, la decorazione di interni, l'illustrazione. La sua produzione pittorica appartiene soprattutto al periodo del secondo dopoguerra ed è costituita da paesaggi, nature morte ma anche figure, realizzate ad olio ad acquarello: in essa fondante è la ricerca dei rapporti luce -colore, a creare sensazioni di finezza e sensibilità attraverso sottili accostamenti tonali ed eleganti arabeschi. L'opera è presentata in cornice.

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Pierre Bonnard
ARARNO0151902
Pierre Bonnard

La Femme au Chien 1924

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Pierre Bonnard

La Femme au Chien 1924

Acquatinta a colori. Firmata in basso a sinistra e a destra a matita; numero di serie 160/200 in basso a sinistra. Pierre Bonnard, pittore, incisore e fotografo francese, cominciò a dipingere mentre compiva gli studi di legge a Parigi, ma ben presto abbandonò l'arte forense per dedicarsi solo alla pittura. Nel 1888, all'Accademia Julian di Parigi, Pierre bonnard fondò con Paul Sérusier, Maurice Denis e Paul Ranson, il gruppo dei pittori Nabis (Profeti), gruppo che si rifaceva, nei propri ideali estetici, alle opere e alla poetica di Paul Gauguin, per il superamento del naturalismo impressionista tramite un ritorno all'arte primitiva e giapponese. Nel 1891 Pierre Bonnard realizzò la sua prima etichetta per una ditta produttrice di vini, alcune litografie per "La Revue Blanche" (presso la cui sede si riunivano i Nabis) e disegnò anche progetti di mobili e decorazioni per paraventi interessando Toulouse-Lautrec con la qualità decorativa dei suoi quadri e il suo uso personale del colore. Nel 1892 espose alcuni suoi pannelli decorativi al Salon des Indépendants, cominciando ad interessare i critici d'arte. Poco per volta il pittore egli abbandonò i grigi toni accademici e sperimentò con entusiasmo l'incontro dell'arte con il mondo delle colorate cose comuni. I suoi lavori, presto riconoscibili dei colori iridescenti, i tratti vivaci e la prospettiva aperta, vennero largamente apprezzati. Nel 1896 egli tenne la sua prima mostra personale, e la sua sua fama si si diffuse in Europa con le esposizioni in Svezia e in Norvegia. Passato sotto l'influenza della corrente dell' Art Nouveau, Bonnard si interessò alle stampe giapponesi, molto di moda nel mondo artistico parigino alla fine dell'Ottocento, fino a trasportarne alcuni tratti nei suoi quadri: Bonnard sarà soprannominato il “Nabi giapponese”. Con l'amico Edouard Vuillard, egli sviluppò inoltre un nuovo interesse per le scene di intimi interni domestici, un genere che diventerà noto come "Intimismo" e che propone il mondo parigino negli anni prima della prima guerra mondiale. Nel 1910 Pierre Bonnard scoprì il sud della Francia iniziando così a dipingere paesaggi luminosi. Negli ultimi vent'anni della sua carriera artistica egli continuò a dipingere, spaziando in tutti i soggetti e in tutte le tecniche a lui congeniali, realizzando dipinti decorativi ma anche numerosi schizzi e disegni, lavori litografici a colori oppure in bianco e nero, manifesti, illustrazioni per libri e riviste che hanno influenzato l'arte moderna. L'acquatinta qui presentata rientra in una ampia produzione degli anni '20 di questo soggetto, la "donna con cane", riproposto in molte varianti. E' presentata in cornice.

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Paesaggio firmato Zocchi
ARARNO0151908
Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

ARARNO0151908
Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

Olio su tavola. Firmato G. Zocchi in basso a destra. Si tratta probabilmente di opera tarda del pittore fiorentino Guglielmo Zocchi, più noto per le vivaci scene di genere di ambientazione greco-romana, che gli valsero grande successo soprattutto all'estero. Rara la produzione paesaggistica. Il dipinto è presentato in cornice coeva con mancanze.

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Maurice Denis
ARARNO0151904
Maurice Denis

Sur le Canapé d'Argent pâle 1911

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Maurice Denis

Sur le Canapé d'Argent pâle 1911

Litografia a colori su carta velina. Il titolo in basso a sinistra. Sul passepartout il nome e la dicitura "lithographie originale". E' la planche n.10 della serie "Amour", creata nel 1899 dall'artista francese e ispirata dalle poesie d'amore che Denis scrisse per la sua futura moglie, Marthe Meurier. Della serie iniziale, furono fatte alcune repliche di cui quella su carta velina datata 1911. Maurice Denis, pittore francese, si formò artisticamente in coincidenza della nascita del movimento simbolista che lo influenzò fortemente, imponendosi per la sua semplicità e per la sua filosofia di un'arte che fosse sintesi tra mondo esterno e spiritualità dell'artista. Nelle sue primissime opere, lo stile pittorico fu di stampo naturalista e neoimpressionista, ma col tempo tese verso un puro decorativismo, caratterizzato da zone di colore piatto e contorni netti. Nel 1888, all'Accademia Julian di Parigi, Maurice Denis fondò con Paul Sérusier, Pierre Bonnard e Paul Ranson, il gruppo dei pittori Nabis (Profeti), gruppo che si rifaceva, nei propri ideali estetici, alle opere e alla poetica di Paul Gauguin, per il superamento del naturalismo impressionista tramite un ritorno all'arte primitiva e giapponese. Delle riunioni dei Nabis, tenute solitamente nella redazione della rivista "Revue Blanche" o all'Accademia Ranson, Denis apprezzò in modo particolare il clima mistico, il gergo esoterico e il soprannome che ogni pittore ricevette dal gruppo: Denis venne chiamato "il Nabi dalle belle immagini". Come "Nabi" Maurice Denis dipinse quadri di stampo intimistico, enigmatico ed i temi della sua pittura, di carattere religioso o situazioni della vita quotidiana, furono portati in una dimensione ideale ed irreale, in un'atmosfera di calda e serena intimità, ottenuta con un tratto estremamente delicato. Una costante della sua vita fu la professione della fede cattolica, che ebbe sempre per lui un ruolo prioritario. Ricevette numerose commissioni per la decorazione di chiese e questo lo fece tornare alla grande tradizione della pittura murale eseguendo affreschi solenni di impianto monumentale, ispirati da un cattolicesimo letterario. Il fervore religioso portò Maurice Denis a fondare, nel 1919, gli Ateliers d'Art Sacré, dedicando molto tempo alla preghiera, tanto da diventare terziario di San Domenico, senza isolarlo dal mondo, per cui partecipò alla vita sociale del tempo. Oltre la vasta produzione di pittore, Denis fu un grande disegnatore e illustratore. Fino alla sua morte Maurice Denis continuò a dipingere in un'interpretazione moderna della grande pittura antica, supportato dalla sua forte vena artistica, continuamente alimentata dai suoi viaggi, molti dei quali in Italia, che lo portarono ad entrare in contatto diretto con i preraffaelliti ed i neoclassici.

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Maurice Henry
ARARNO0150779
Maurice Henry

La Loi Divine 1927

ARARNO0150779
Maurice Henry

La Loi Divine 1927

Inchiostro su carta. Firma, data e titolo in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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