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DIPINTI DEL ‘900

le foreste non sono scontate di mano in mano

In questa sezione si possono trovare tutte le opere di arte del Novecento disponibili nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende paesaggi, nature morte, ritratti, volti, soggetti sacri, scorci e vedute di artisti del 900 con cui arricchire gli ambienti della tua abitazione

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Copia del XX secolo di Dipinto del Canaletto
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Copia del XX secolo di Dipinto del Canaletto

Veduta di Vienna dal Belvedere

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Copia del XX secolo di Dipinto del Canaletto

Veduta di Vienna dal Belvedere

Tecnica mista (acrilici e oli) su tela. Produzione anni '60-'70. Si tratta di una copia di una delle tante vedute di Vienna realizzate Bernardo Bellotto, più noto come il Canaletto, tra il 1758 e il l1761, e conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna. La grande veduta, animata da numerose figure secondo lo stile proprio della pittura veneta del '700 e del Canaletto in particolare, è presa dal Belvedere superiore del palazzo omonimo, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia, costruito su un'altura al sud del centro della città. Nella veduta compaiono in secondo piano dietro i giardini una serie di grandi edifici barocchi, in particolare da sinistra a destra: a sinistra dritta con la sua cupola monumentale è la Karlskirche (Chiesa di San Carlo Borromeo), il Palazzo Schwarzenberg con le sue proporzioni esagerate, l'Orangerie e il Belvedere Inferiore del Palazzo. Infine sulla destra c'è il Convento Salesiano. Dietro di essi, ancora più in là sullo sfondo, si può vedere il centro della città con le sue fortificazioni e le guglie della Stephansdom (la cattedrale di Santo Stefano). Il dipinto è presentato in cornice della prima metà del '900. .

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Acquaforte di Renato Guttuso
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Acquaforte di Renato Guttuso

Quattro Donne 1986

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Acquaforte di Renato Guttuso

Quattro Donne 1986

Acquaforte e acquatinta su carta. Firmata a matita in basso a destra; numero di serie 54/95 in basso a sinistra. L'opera, realizzata nel 1986, propone uno dei temi più ricorrenti nella produzione di Renato Guttuso, la donna, da lui proposta sempre in maniera passionale nel tono, incisiva e marcata nel segno, a catturare lo sguardo in un'enfasi erotica e sensuale. Musa ispiratrice e protagonista indiscussa di molte opere dell'artista di Bagheria, è stata Marta Marzotto, le cui fattezze si ritrovano anche in quest'opera. Sono quattro donne eppure è una sola; sono strette l'una all'altra quasi a sfiorarsi, eppure ciascuna ignora la presenza di quella che ha accanto. Non c'è in Guttuso un intento narrativo, ma le donne si inseguono sulla superficie del foglio come su un quaderno di studi, appunti per le grandi composizioni cui l'artista lavora. Dunque, come è caratteristica degli studi, ciò che qui interessa Guttuso è seguire lo svolgersi dei segni sino a che si ricompongono in una sintesi che li tramuti in immagine compiuta. L'acquaforte traccia delicatamente contorni e linee interne che poche battute d'acquatinta colorano appena; o gioca libera sulle masse intricate di capelli che da sempre in Guttuso sono elemento tipicamente ed esclusivamente grafico. La litografia è montata su pannello con cornicetta a vista.

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Dipinto con Composizione di Rose in Vaso
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ARARNO0177133
Dipinto con Composizione di Rose in Vaso

ARARNO0177133
Dipinto con Composizione di Rose in Vaso

Olio su compensato. Firma non decifrata in basso a destra. Un ricco mazzo di rose rosa e bianche riempie un vaso in ceramica dipinta a motivi geometrici, dai colori vivaci, che ben spiccano sullo sfondo marrone. IL dipinto è presentato in imponente cornice guilloché coeva.

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Dipinto di Amerigo Canegrati
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Dipinto di Amerigo Canegrati

Paesaggio Collinare con Casolare

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Dipinto di Amerigo Canegrati

Paesaggio Collinare con Casolare

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Uno scorcio di dolci colline connotate dalla brillantezza del colore verde, in una ampia gamma di sfumature valorizzate dai contorni sfumati, sormontato dal cielo azzurro e interrotto solo da casolare, che riprende peraltro gli stessi colori della terra e della campagna. E' opera del giovane artista milanese Amerigo Canegrati, che ebbe larga notorietà negli anni Trenta, ed è considerato tra i rappresentanti delle tendenze pittoriche lombarde del Novecento italiano; la sua pittura esprime profonde qualità coloristiche sia nei quadri di paesaggio che nelle composizioni e nelle figure. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Dipinto di Riccardo Pellegrini
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Dipinto di Riccardo Pellegrini

Scorcio di Mandello Lario 1909

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Dipinto di Riccardo Pellegrini

Scorcio di Mandello Lario 1909

Olio su tela. Firma e localizzazione (Mandello) in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo per esteso. Riccardo Pellegrini, pittore milanese, fu allievo di Domenico Morelli e si formò nel clima del romanticismo. Fu paesaggista e pittore di genere, ma realizzò anche pregevoli nature morte, dagli accesi colori e dal disegno preciso e realistico. La sua produzione paesaggistica attinse ai vari luoghi che visitò e visse, in Italia e all'estero, soprattutto in Spagna e Francia. In questo paesaggio, Pellegrini propone uno scorcio della montagna che sovrasta la località sulle rive del lago di Como: una montagna brulla e spoglia, seppur abitata, con la baita sul cucuzzolo e una figurina femminile che riempie i secchi al rivo d'acqua che scorre tra le rocce; i colori sono quelli delle brume invernali, divisi quasi trasversalmente tra i grigio-azzurri della parte superiore, con nuvoloni carichi di pioggia che sovrastano le cime dall'altro lato del lago (che si intuisce, senza vedersi), e il verde-marrone della terra che occupa la metà inferiore, con i rami degli alberi spogli protesi a collegare le due metà. La quiete dei monti, titolo dell'opera, ben traspare e pervade l'animo dell'osservatore. Il dipinto è presentato in cornice coeva.

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Dipinto di Interno di Dino Rossi
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Dipinto di Interno di Dino Rossi

La bottega dell'Antiquario 1944

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Dipinto di Interno di Dino Rossi

La bottega dell'Antiquario 1944

Olio su cartone. Firmato e datato in basso a destra. Al retro il titolo e ulteriore firma. Insolito questo soggetto per Dino Rossi, pittore che si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio "en plein air", attingendo i soggetti dai suoi numerosi viaggi per il mondo. Di stampo impressionista, ha detto della sua pittura :" Il trenta per cento lo prendo di peso dalla realtà, il settanta per cento ce lo metto io “, lasciando quindi che nelle sue opere la fantasia, il suo temperamento, la sua indole prendano il sopravvento sui dati della realtà. E' qui proposto uno scorcio di interno, di una bottega di antiquario ove gli oggetti in vendita invadono ogni spazio, in un disordine caldo e accogliente, in cui è lo sguardo dell'artista, più che la corretta prospettiva, a dare l'inquadratura e a creare i rapporti tra le cose. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Dipinto di Eliano Fantuzzi
ARARNO0172895
Dipinto di Eliano Fantuzzi

Figura con fiori

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Dipinto di Eliano Fantuzzi

Figura con fiori

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e dedica con dichiarazione di autenticità. Influenzato nei suoi anni parigini dal contatto con l'Espressionismo, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali, spesso espressa in figure solitarie come quella qui presentata, una donna con un mazzetto di fiori in mano, su uno sfondo rosso fuoco, privo di altre figure. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Ritratto di Signora
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Ritratto di Signora

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Ritratto di Signora

Olio su tavola. Firmato in basso a destra e al retro Verschafeldt. Piccole cadute di colore. Presentato in cornice coeva, con mancanze.

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Giuseppe Ajmone
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Giuseppe Ajmone

Lungo il Sesia 1970

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Giuseppe Ajmone

Lungo il Sesia 1970

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. Al retro presente il titolo con ulteriore data. Giuseppe Ajmone, artista della Valsesia formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stato uno dei firmatari del Manifesto del Realismo del 1946. Oltre alle nature morte e ai paesaggi, dominanti nel suo primo periodo artistico, Ajmone si interessa al filone dei nudi che caratterizzeranno gran parte della sua produzione pittorica realizzata dalla metà degli anni Sessanta ad oggi. IL paesaggio proposto è uno scorcio denso di suggestione del suo Sesia. L'opera è presentata in cornice.

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Paola Dabbene
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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

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Paola Dabbene

Ritratto di cani, 1998

Olio su tela. In basso a destra sigla D.B. Al retro presenti firma e data dell'opera. Gradevole opera della pittrice Paola Dabbene, esperta di "dog painting", che dipinge con diverse tecniche (olio, acrilico, pastello), anche su commissione, ritratti di cani, cavalli, natura "...quello che è parte della mia vita".

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga
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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

I Vasi su Fondo Bleu 1961

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

I Vasi su Fondo Bleu 1961

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presenti ulteriore firma, data, e scritta autografa con il titolo dell'opera e la localizzazione (Dallo studio di Milano). Presente inoltre etichetta della Galleria Gussoni di Milano relativa a Mostra personale dell'artista del1962. Artista milanese autodidatta, Giovan Francesco Gonzaga dichiarò "la mia vera maestra è la Natura", e ad essa fedele, si dedicò prevalentemente alle scene con i cavalli (passione ereditata dall'esperienza nel Savoia Cavalleria durante la guerra) ai paesaggi e alle nature morte, sempre raffigurati “en plein air”. Ha scritto di lui Vittorio Sgarbi: "La sapienza di Giovan Francesco Gonzaga sta nel disegno, che è forte e deciso..... Le immagini vibrano di inquietudine, nel segno della lotta dell'uomo contro se stesso, nell'inferno di una storia che sembra ripetere sempre lo stesso dramma. Ma se il disegno preparatorio è mirabile, il colore di questo artista ha una regalità e una sensibilità che provengono da una percezione musicale della cromia, dove la tavolozza si esprime in improvvisi, in variazioni e in ritmi pulsanti". In questa composizione domina il colore blu, rappresentato in un'ampia gamma di sfumature che definiscono e differenziano tra loro i vasi, di forme tutte differenti, il candeliere e gli sfondi: i giochi cromatici creano un'atmosfera viva ma personale, intima, e l'artista pare esprimere attraverso il senso della vista, i suoi stati d'animo, le sue percezioni interiori della realtà che lo circonda. Il dipinto presenta due piccoli rattoppi al retro. E' presentato in cornice in stile.

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Paesaggio montano 1968
ARTNOV0002046
Paesaggio montano 1968

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Paesaggio montano 1968

Olio su compensato.In basso a sinistra presente firma B.Roncaglia con data 1968. Scorcio di vallata alpina con laghetto all'ombra degli abeti. Presentato in cornice.

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Cesare Gheduzzi
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Cesare Gheduzzi

Il Rosa Visto da Stabbioli, mattina, 1927

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Cesare Gheduzzi

Il Rosa Visto da Stabbioli, mattina, 1927

Olio su tavola. Firmato in basso a sinistra. Al retro il titolo, la data di esecuzione 17/11/27 e la dedica "Dono dell'autore, allievo del pittore Follini di Torino". Originario di Bologna, ma trasferitosi presto a Torino, Cesare Gheduzzi fu qui allievo di Carlo Follini, il cui insegnamento fu decisivo per la sua formazione artistica; si dedicò prevalentemente al paesaggio, quello delle sue terre, animato da scene di vita popolare, che seppe descrivere con fedeltà ed eleganza. L'intenso paesaggio, una vista del Monte Rosa dall'ampia e distesa vallata di Stabbioli, frazioncina del comune di Macugnaga, è animata dalla figura solitaria di una contadina con la gerla vuota in spalla e la capretta a fianco, diretta verso la malga al centro. Opera presentata in cornice.

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Ultima Cena di Leonardo
ARARNO0106138
Ultima Cena di Leonardo

Riproduzione Tessile

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Ultima Cena di Leonardo

Riproduzione Tessile

Riproduzione tessile in seta, a due colori. Realizzata su disegno di T. Strazza, come indicato in basso a sinistra. La fedele riproduzione del dipinto leonardesco rientra in una fiorente produzione manufatturiera lombarda, che ripropose il capolavoro in diversi formati. L'opera è presentata in cornice coeva in legno.

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Eliano Fantuzzi
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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

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Eliano Fantuzzi

Figura in Rosso

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma. Eliano Fantuzzi, nato a Modena ma cresciuto e formatosi artisticamente a Verona, ancora giovanissimo si trasferì a Parigi, affascinato dalla tendenze illuministe prima ed espressioniste successivamente, e in questa città cominciò ad esporre e a costruire la sua carriera. Dopo aver militato alcuni anni nell'esercito francese, rientrò in Italia nel 1943, ma nel 1948 venne chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif, ove rimase sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti. Rientrato definitivamente in Italia, espose in mostre e biennali. Influenzato dal contatto con l'Espressionismo nei suoi anni parigini, Fantuzzi ha posto nelle sue opere un marcato accento sull'espressione delle emozioni, degli stati d'animo. Le sue figure risultano perciò sommarie, mai completamente definite, piuttosto deformate in forme allungate, i volti anonimi, e collocate in ambientazioni solitarie e e malinconiche; domina invece nelle sue tele il colore nelle sue gamme più marcate, solitamente, i toni freddi dei blu, dei verdi e dei viola, che creano contrasti a volte violenti. I temi principali di Fantuzzi sono la solitudine delle metropoli e la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali. Il dipinto è presentato in cornice.

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Scena di Genere di Alfonso Dumini
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Scena di Genere di Alfonso Dumini

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Scena di Genere di Alfonso Dumini

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Adolfo Dumini fu artista fiorentino che privilegiò le scene di genere, di gusto prettamente popolare. In questa scena, una donna in abito tradizionale suona il tamburello per la strada, mentre di fianco a lei il figlioletto porge il cappello per chiedere la questua. Gli abiti dai colori vivaci e la gestualità della donna vivacizzano la scena, sullo sfondo piuttosto cupo delle mura rocciose dell'abitato. Il dipinto è in buone condizioni.

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Dipinto Astratto di Renato Bontempi
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Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

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Dipinto Astratto di Renato Bontempi

Pensiero Improvviso 1984

Olio su cartone. firmato in alto al centro e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, data e il titolo. L'opera appartiene all'ultimo periodo del pittore di origini marchigiane Renato Bontempi, formatosi dapprima a Luca ma poi vissuto a Milano. Dall'iniziale produzione figurativa, il Bontempi si sposta progressivamente verso una pittura astratta, a cui appartiene appunto il quadretto qui proposto. In Cronice.

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Attilio Pratella ambito di
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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

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Attilio Pratella ambito di

Veduta Costiera della Baia di Napoli

Olio su tela. Firmato Att. Pratella in basso a destra. Al retro dichiarazione di attribuzione al paesaggista napoletano. Il soggetto è molto vicino alla produzione di Pratella, che predilesse le marine della baia di Napoli, sua città natale. Rientra peraltro in quell'ampio numero di dipinti la cui attribuzione è incerta, per una qualità stilistica non conforme alla mano del Pratella. Comunque di buona qualità e gradevole nell'atmosfera, il dipinto è presentato in cornice.

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Francesco Ghisleni
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Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

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Francesco Ghisleni

Ritratto di giovane signora

Olio su tela. Firmato in basso a sinistra. Francesco Ghisleni fu artista bergamasco, che visse e lavorò nella sua città natale. Di lui si conoscono soprattutto paesaggi e vedute della sua terra natale. In quest'opera è proposto il ritratto di una giovane donna al maneggio. In cornice coeva.

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga
ARARNO0168454
Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

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Dipinto di Giovan Francesco Gonzaga

Nel mio Studio Particolare 1960

Olio su tela. firmato e datato in basso a sinistra. Al retro presenti ulteriori firma e data, e scritta autografa con il titolo dell'opera e localizzazione Milano. Artista milanese autodidatta, Giovan Francesco Gonzaga dichiarò "la mia vera maestra è la Natura", e ad essa fedele, si dedicò prevalentemente alle scene con i cavalli (passione ereditata dall'esperienza nel Savoia Cavalleria durante la guerra) ai paesaggi e alle nature morte, sempre raffigurati “en plein air”. Ha scritto di lui Vittorio Sgarbi: "La sapienza di Giovan Francesco Gonzaga sta nel disegno, che è forte e deciso..... Le immagini vibrano di inquietudine, nel segno della lotta dell'uomo contro se stesso, nell'inferno di una storia che sembra ripetere sempre lo stesso dramma. Ma se il disegno preparatorio è mirabile, il colore di questo artista ha una regalità e una sensibilità che provengono da una percezione musicale della cromia, dove la tavolozza si esprime in improvvisi, in variazioni e in ritmi pulsanti". Lo scorcio dello studio dell'artista qui presentato è ricco di colori, di luci, di vitalità; campeggia al centro un cesto di frutta, richiamo alla natura presente in tutte le opere dell'artista. L'opera è presentata in cornice in stile.

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