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ARTE CONTEMPORANEA

le foreste non sono scontate di mano in mano

In queste sezione puoi trovare tutte le opere di arte contemporanea in vendita nel nostro catalogo online. Un’ampia e raffinata selezione che comprende dipinti, disegni, collage, serigrafie, litografie, sculture, manifesti di artisti italiani e internazionali. Tutti pezzi unici con cui potrai arredare la tua abitazione

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Serigrafia  di Ibrahim Kodra
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ARARCO0176124
Serigrafia di Ibrahim Kodra

ARARCO0176124
Serigrafia di Ibrahim Kodra

Serigrafia su cartone applicato su tela. Firmato in basso a destra. La serigrafia è stata sottoposta dall'autore a ritocchi successivi a tempera, e riquadrata a matita. La pittura di Kodra, pittore albanese formatosi artisticamente in Italia e attivo in ambito milanese, consiste in un'interpretazione personale, di tipo fantastico, del cubismo, con la peculiarità che le scomposizioni tipiche del cubismo analitico vengono proposte secondo un'impostazione propria più del cubismo sintetico. Il paesaggio marino qui raffigurato, con barche a vela che navigano in prossimità di una costa, rientra nella produzione più tarda, in cui spesso viene evocato il paese natio.

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Dipinto di Bruno Artioli
ARARCO0172891
Dipinto di Bruno Artioli

Paesaggio Surreale 1974

ARARCO0172891
Dipinto di Bruno Artioli

Paesaggio Surreale 1974

Tecnica mista su tavola. Firmato e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e data (1973, non coincidente per un anno con quella al verso). Bruno Artioli, artista originario di Nocera Umbra, è stato soprattutto un pittore di paesaggio, che ha interpretato sia con un classico naturalismo che con una purezza geometrica in chiave astratta. In questa seconda chiave interpretativa, le vedute di Bruno Artioli vanno oltre la realtà fenomenica per acquisire un carattere completamente oggettivo, privo di ogni particolarismo, gli elementi del paesaggio finiscono per essere ridotti a forme pure e colori puri. L'opera presentata rientra in questa concezione del paesaggio, scarno, geometrico, pulito in ogni linea così come nella suddivisione dei colori, che mantengono ciascuno la propria identità e occupano uno spazio ben definito. In cornice.

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Pierluigi Rolando
ARARCO0114351
Pierluigi Rolando

Citadel 2001

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Pierluigi Rolando

Citadel 2001

Scultura a tecnica mista: ferro, legno e fotografie. Designer di fama internazionale, Pierluigi Rolando, laureato in ingegneria tessile e affermatosi primariamente nell'industria tessile del cashmere nell'azienda di famiglia, crea capi da lui stesso definiti “sculture in cashmere modellate sul corpo umano”. All'inizio degli anni '70 passa al design con collezioni per lo sport attivo e contribuisce alla nascita della Fila. Nel tempo libero alterna interessi scultorei a interessi pittorici; inventa figure in polistirolo espanso e collages in legno, cartone e materiali vari. Ma la scultura è da sempre la sua grande passione: per quarant'anni l'arte è “vissuta istericamente nei ritagli di tempo", ma dal 1993 Rolando sceglie di dedicarsi interamente solo ad essa. Utilizzando materiali diversi come terracotta, ferro di recupero, legno, propone soggetti vari, con volti grotteschi dalle espressioni tese e sofferenti, mani forti e caricaturali, simboli di antiche ed eroiche gesta di un'epoca lontana, personaggi delle religioni e della mitologia. Il suo universo visionario è popolato da guerrieri, condottieri ed imperatori, cavalli-totem e creature immaginarie; la sua arte è suggestiva, fiabesca, incantata. La cittadella qui presentata, che ben esprime questa passione per la mescolanza di materiali molto diversi tra loro, è stata creata dopo il tragico crollo delle Torri gemelle di New York, nel settembre 2001: le due torri, simboli della modernità, si ergono ancora intatte all'interno di una lastra di metallo contorta e di degrado e disfacimento, realizzato attraverso una lastra di metallo contorta. La scultura è presentata in teca in plexiglas.

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Giuseppe Ajmone
ARARCO0051471
Giuseppe Ajmone

Movimento, 1982

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Giuseppe Ajmone

Movimento, 1982

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro presenti titolo e firma. Giuseppe Ajmone, artista della Valsesia formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stato uno dei firmatari del Manifesto del Realismo del 1946. Oltre alle nature morte e ai paesaggi, dominanti nel suo primo periodo artistico, Ajmone si interessa al filone dei nudi che caratterizzeranno gran parte della sua produzione pittorica realizzata dalla metà degli anni Sessanta ad oggi. In cornice.

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Nausicaa Berbenni
ARARCO0106146
Nausicaa Berbenni

Camicia di Forza

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Nausicaa Berbenni

Camicia di Forza

Scultura realizzata con caramelle. Nausicaa Berbenni, nata nel 1983 a Trescore Balneario (Bg), vive e lavora a Milano. Formatasi artisticamente all'Accademia di Brera, ha rilevato la pasticceria del padre e ha coniugato le due passioni, quella per l'arte pasticcera con quella per l'arte figurativa, realizzando dipinti e sculture fatte di caramelle e pasta di zucchero. L'opera proposta, una camicia di forza di dimensioni reali presentata su un busto manichino, è realizzata con le caramelline tonde con il buco, "cucite" insieme: purtroppo nel tempo le caramelle hanno perso i loro colori originali (che ben si vedono nella foto ad autentica), passando da una fantasia di colori pastello ad una quasi monocromia di marrone, che conferisce un aspetto molto più severo e drammatico all'opera.

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Fotopittura di Marco Nereo Rotelli
ARTCON0000688
Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

ARTCON0000688
Fotopittura di Marco Nereo Rotelli

Senza titolo, 1990

Vetro dipinto su foto. Firmato e datato al retro. Corredato di autentica su foto con timbro dell'atelier, firma dell'artista e data. Marco Nereo Rotelli è pittore e scultore veneziano che crea le sue opere coinvolgendo filosofi, musicisti, fotografi e soprattutto interagendo con la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro, nel quale persegue prevalentemente una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica. Ha realizzato o partecipato alla realizzazione di grandi installazioni, sia in Italia che all'estero.

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Composizione di Giannetto Fieschi
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Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

ARTCON0000825
Composizione di Giannetto Fieschi

Dell'Idealismo 1966

Tecnica mista su tela. Firmato in alto a destra. In basso a destra presente dedica e data 1966. Al retro il titolo. Giannetto Fieschi, pittore italiano di nobili origini nato in Val Brembana ma formatosi artisticamente a Genova, ha intrapreso, durante i suoi lunghi soggiorni all'estero (Parigi, Barcellona New York), studi di semantica grafica. Dopo un inizio informale-spaziale ha recuperato l'elemento figurativo anticipando tendenze dell'arte pop. Nelle sue composizioni introduce forti suggestioni surreali di segno decadente e di poetica escatologico-emblematica, affrontando temi che vanno dalla violenza, alla conoscenza e all'eros. Si è occupato di ogni forma d'arte , compresa l'arte postale, di calligrafia, è autore di libri di disegni e di saggi sull'arte sacra contemporanea e sul valore etico della pittura murale: è considerato l'intellettuale dell'arte. L'opera proviene da una importante collezione bresciana. E' presentata in cornice.

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Composizione astratta
ARTCON0000684
Composizione astratta

Il resto

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Composizione astratta

Il resto

Tecnica mista su tela. Al retro il titolo "Il resto" e firma non identificata. Montato su pannello di plexiglass e con doppia cornice.

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Opera di Ugo Nespolo
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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

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Opera di Ugo Nespolo

You you 1967

Pannello ad intarsi colorati con acrilici. Firmato e datato in basso a sinistra. Sul retro ulteriore firma, data e il titolo. Opera giovanile, appartiene al periodo di esordio dell'artista.

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Serigrafia di Luca Alinari
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Serigrafia di Luca Alinari

Biliardo, 1990

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Serigrafia di Luca Alinari

Biliardo, 1990

Serigrafia su carta. Firmata in basso a destra; numero di serie 57/125 in basso a sinistra. L'artista fiorentino Luca Alinari ha sviluppato la sua produzione artistica, sia pittorica che grafica, su una serrata ricerca del libero accostamento di oggetti e figure all'interno di atmosfere fantastiche e sospese, sulla suggestione delle ricerche Neodada e della Pop Art. Sperimentò diverse tecniche pittoriche, nelle quali coniugava colori fluorescenti, decalcomania, collage, trasposizioni fotografiche. Ha esposto in tutta Italia e nel mondo. L'opera è presentata in cornice.

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Mario Sturani
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Mario Sturani

Composizione Naturalistica 1927

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Mario Sturani

Composizione Naturalistica 1927

Tecnica mista su carta. Firmato e datato in basso a sinistra. L'artista torinese Mario Sturani aderì negli anni giovanili al Movimento futurista. Dal 1927 iniziò la sua collaborazione con la manifattura di ceramiche Lenci, dove seppe rinnovare il repertorio formale e decorativo delle ceramiche Lenci in chiave antiretorica, rifuggendo gli stilemi dell'arte di regime. Pur nell'ambito della riproduzione seriale, Sturani seppe esprimere la libertà inventiva dell'ispirazione artistica: sulle superfici dei vasi, ad esempio, traspose i soggetti naturalistici a lui cari, trasfigurandoli a volte in toni favolistici; in altri casi un certo gusto déco, i ritmi dinamici d'ascendenza futurista o le scomposizioni cubiste, al pari delle eleganti stilizzazioni novecentiste. Tra il 1928 e il 1930 Sturani dipinse una serie di quadri di piccole dimensioni, dai toni intimisti, raffiguranti paesaggi o nature morte. Per oltre un trentennio Sturani svolse anche l'attività di entomologo, nell'ambito dell'Istituto di entomologia agraria dell'ateneo torinese, e i suoi studi furono ampiamente apprezzati anche dal mondo accademico per il valore scientifico e il rigore metodologico con il quale furono condotti. Il piccolo disegno qui presentato appartiene alla produzione giovanile di Sturani, ancor prima della collaborazione con la manifattura Lenci. In questo piccolo disegno dei suoi anni giovanili, Sturani risente ancora della sua vicinanza al futurismo. In cornice.

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Giorgio Bellandi
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Giorgio Bellandi

Studio per Affresco 1965

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Giorgio Bellandi

Studio per Affresco 1965

Tecnica mista su carta. In basso sono presenti la firma, la data e il titolo. E' un omaggio alla grande imprenditrice polacca, fondatrice dell'omonima casa cosmetica Helena Rubinstein, realizzato nell'anno della sua morte. Giorgio Bellandi, nato a Milano nel 1931, è stato pittore scenografo di grande talento. Appassionato di arte fin da giovanissimo, frequenta l'Accademia di Brera ed entra a far parte attivamente dell'ambiente artistico milanese di quegli anni. Bellandi lavora come scenografo al Teatro alla Scala di Milano e debutta come pittore negli anni '50 aderendo al Realismo esistenziale, movimento artistico molto attivo a Milano nella seconda metà degli anni cinquanta, diventando uno degli esponenti di tale corrente. Il Realismo esistenziale si basava originariamente sulla ricerca di qualcosa di diverso, di un'alternativa sia alla pittura informale sia agli effetti dell'esistenzialismo, soprattutto politico, che aveva preso piede a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale. Ideologicamente questi artisti avevano in comune il rifiuto verso gli autoritarismi e verso i conformismi sociali e politici, in un ambiente orientato complessivamente a sinistra. Bellandi è un artista dotato di talento e creatività, amante della liberà di espressione e della bellezza, ed esegue opere dalla lettura interessante con tonalità cromatiche intense ma armoniose. Appassionato del Lago di Como, spesso veniva sul Lario in cerca di relax e ispirazione. Nel '64 egli partecipa alla Biennale di Venezia e nel '65 è invitato alla IX Quadriennale di Roma. Pittore molto attivo, realizza moltissime mostre in territorio Nazionale ed Internazionale, fino alla malattia che purtroppo gli fu fatale, nel 1976. L'opera è presentata in cornice.

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Giorgio Bellandi
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Giorgio Bellandi

Studi per le "Persecuzioni" 1964

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Giorgio Bellandi

Studi per le "Persecuzioni" 1964

Gruppo di quattro tecniche miste su carta, firmate e datate 8/10/64 singolarmente, e ulteriore firma con titolo sotto la composizione in cornice. Si tratta di bozzetti preparatori per le opere che l'artista espose alla mostra, studiata e realizzata nel 1967-68 con l'amico Amilcare Rambelli presso la Galleria del Grattacielo a Milano. Giorgio Bellandi, nato a Milano nel 1931, è stato pittore scenografo di grande talento. Appassionato di arte fin da giovanissimo, frequenta l'Accademia di Brera ed entra a far parte attivamente dell'ambiente artistico milanese di quegli anni. Bellandi lavora come scenografo al Teatro alla Scala di Milano e debutta come pittore negli anni '50 aderendo al Realismo esistenziale, movimento artistico molto attivo a Milano nella seconda metà degli anni cinquanta, diventando uno degli esponenti di tale corrente. Il Realismo esistenziale si basava originariamente sulla ricerca di qualcosa di diverso, di un'alternativa sia alla pittura informale sia agli effetti dell'esistenzialismo, soprattutto politico, che aveva preso piede a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale. Ideologicamente questi artisti avevano in comune il rifiuto verso gli autoritarismi e verso i conformismi sociali e politici, in un ambiente orientato complessivamente a sinistra. Bellandi è un artista dotato di talento e creatività, amante della liberà di espressione e della bellezza, ed esegue opere dalla lettura interessante con tonalità cromatiche intense ma armoniose. Appassionato del Lago di Como, spesso veniva sul Lario in cerca di relax e ispirazione. Nel '64 egli partecipa alla Biennale di Venezia e nel '65 è invitato alla IX Quadriennale di Roma. Pittore molto attivo, realizza moltissime mostre in territorio Nazionale ed Internazionale, fino alla malattia che purtroppo gli fu fatale, nel 1976.

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Mario Francesconi
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Mario Francesconi

Senza Titolo 1958

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Mario Francesconi

Senza Titolo 1958

Olio su tela. Firmato e datato in basso a destra. L'opera di forte impatto emotivo, propone uno sfondo quasi monocromatico viola, in cui si inseriscono pochi tratti in bianco e nero a definire una sagoma rannicchiata a sinistra, forse una forma umana, raccolta e chiusa su se stessa. Nato nel 1934 a Viareggio, dove vive tuttora, il pittore e scultore Mario Francesconi è considerato uno dei pochi superstiti del Dadaismo, che dalla fine degli anni Cinquanta ha attraversato le stagioni dell'arte italiana ed europea in una ricerca spiccatamente personale di forme e di tecniche. A partire dalla sua prima personale nel 1959 sviluppa un percorso artistico che attraversa diverse fasi, spesso riconducibili alla passione per le materie povere e di recupero. La sua attività artistica si muove tra gli ambiti della pittura, della scultura, del collage e dell'installazione e confina con gli adiacenti ambiti della poesia e della letteratura, anche grazie ad amicizie e rapporti professionali con alcune tra le più significative figure del mondo intellettuale italiano della seconda metà del secolo scorso, da Emilio Villa a Cesare Garboli, da Leonardo Sciascia a Mario Luzi, da Cesare Zavattini a Pier Paolo Pasolini, da Alfonso Gatto a Sandro Penna a Venturino Venturi. L'opera è presentata in cornice.

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Manifesto Anti-Razzista 1968
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Manifesto Anti-Razzista 1968

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Manifesto Anti-Razzista 1968

Stampa su carta. Raro manifesto anti-razzista che, come da dicitura in basso, fu pubblicato come supplemento alla rivista "MAI" del giugno '68 , nella serie "I manifesti di MAI di Giò" (Giorgio Tavaglione). Si tratta di un manifesto dei movimenti beat che si diffusero in Italia negli anni 1967-1968: grazie all'utilizzo del ciclostile, che permise la stampa in proprio di numerosissimi volantini, manifesti, antologie poetiche, piccole plaquette e soprattutto riviste, i giovani beatniks crearono un canale di informazione alternativo che rappresentò il veicolo di diffusione primario dei principi che animavano il movimento beat, in contrapposizione ai circuiti culturali e di comunicazione ufficiali. All'interno delle riviste, e in generale nelle varie attività beat, la scrittura poetica assunse un ruolo essenziale come parte integrante della pratica di dissenso, poiché rappresentava una delle principali forme d'espressione e di affermazione di un diverso ideale di vita, nonché di una diversa idea di collettività. Giorgio Tavaglione fu uno degli esponenti artistici più noti del movimento beat: da completo autodidatta Giò disegnò i poster, i flyer e le cover delle prime riviste underground italiane degli anni '60. Tavaglione morì prematuramente in un tragico incidente. Opera in cornice.

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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967
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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967

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Motomovimento Mondo Beat Milano 1967

Poster stampato a Cologno Monzese nel 1967, in edizione limitata di 500 copie. Si tratta della copia n. 7/500, valorizzata dalla dedica e firma autografa del graphic designer Giorgio Tavaglione, autore del manifesto. E' il primo manifesto del movimento beat e della cultura underground italiana, promosso a Milano dal 1966. In tal data nacque la rivista "mondo Beat", con direttore Melchiorre Gerbino, ispirata ai movimenti di protesta pacifista dei PROVO olandesi, e vicina ai movimenti anarchici italiani. I giovani beatniks crearono un canale di informazione alternativo che rappresentò il veicolo di diffusione primario dei principi che animavano il movimento beat, in contrapposizione ai circuiti culturali e di comunicazione ufficiali. All'interno delle riviste, e in generale nelle varie attività beat, la scrittura poetica assunse un ruolo essenziale come parte integrante della pratica di dissenso, poiché rappresentava una delle principali forme d'espressione e di affermazione di un diverso ideale di vita, nonché di una diversa idea di collettività. Giorgio Tavaglione fu uno degli esponenti artistici più noti del movimento beat: da completo autodidatta Giò disegnò i poster, i flyer e le cover delle prime riviste underground italiane degli anni '60. L'opera è in cornice.

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Marcello Jori
SELECTED
SELECTED
ARARCO0150784
Marcello Jori

Al Piano Interiore

ARARCO0150784
Marcello Jori

Al Piano Interiore

Acrilici su tavola. Accompagnata da autentica su foto autografa dell'autore, con timbro della Galleria Verlato di Milano. L'opera qui presentata rientra nella ricca serie di opere denominate dall'artista Cristalli, per il richiamo alle geometrie di tali minerali, che egli considera contenitori di energie e di luce. Su una tavola sagomata tridimensionalmente con asimmetriche punte sporgenti, a richiamare la struttura di un cristallo, Jori dipinge elementi che emergono dallo sfondo, con scelte cromatiche che rimandano tutte alla stessa gamma ma con sfumature differenti, ad emulare i riflessi della luce. L'opera proviene da un'importante collezione privata milanese.

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Giorgio Bellandi
ARARCO0154366
Giorgio Bellandi

Decorazione Pittorica di Ante di Armadio

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Giorgio Bellandi

Decorazione Pittorica di Ante di Armadio

Olio su tavola. Firmato sulla prima anta inferiore destra. Si tratta della decorazione pittorica delle otto ante di un armadio, realizzato su misura per la famiglia committente, che compongono una grande scena astratta - quasi una scenografia ! - in cromie pastello molto delicate, in cui si intravvedono figure destrutturate, sognanti, fluttuanti. Giorgio Bellandi, nato a Milano nel 1931, è stato pittore scenografo di grande talento. Appassionato di arte fin da giovanissimo, frequenta l'Accademia di Brera ed entra a far parte attivamente dell'ambiente artistico milanese di quegli anni. Bellandi lavora come scenografo al Teatro alla Scala di Milano e debutta come pittore negli anni '50 aderendo al Realismo esistenziale, movimento artistico molto attivo a Milano nella seconda metà degli anni cinquanta, diventando uno degli esponenti di tale corrente. Il Realismo esistenziale si basava originariamente sulla ricerca di qualcosa di diverso, di un'alternativa sia alla pittura informale sia agli effetti dell'esistenzialismo, soprattutto politico, che aveva preso piede a causa dei danni causati dalla II Guerra Mondiale. Ideologicamente questi artisti avevano in comune il rifiuto verso gli autoritarismi e verso i conformismi sociali e politici, in un ambiente orientato complessivamente a sinistra. Bellandi è un artista dotato di talento e creatività, amante della liberà di espressione e della bellezza, ed esegue opere dalla lettura interessante con tonalità cromatiche intense ma armoniose. Appassionato del Lago di Como, spesso veniva sul Lario in cerca di relax e ispirazione. Nel '64 egli partecipa alla Biennale di Venezia e nel '65 è invitato alla IX Quadriennale di Roma. Pittore molto attivo, realizza moltissime mostre in territorio Nazionale ed Internazionale, fino alla malattia che purtroppo gli fu fatale, nel 1976. E' possibile realizzare l'intervento di distacco delle ante dalla struttura dall'armadio e la loro ricomposizione su pannello unitario.

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Vyacheslav Sawich Mikhailov
ARARCO0151422
Vyacheslav Sawich Mikhailov

Coppia di Disegni ad Inchiostro

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Vyacheslav Sawich Mikhailov

Coppia di Disegni ad Inchiostro

Inchiostro su carta. Uno dei due è firmato in basso a destra. Le opere dell'artista russo Vyacheslav Sawich Mikhailov sono esposte in prestigiosi musei come la Galleria Tretyakov o il Museo d'Arte Moderna di Mosca, il Museo Nazionale d'Arte Russa, il Museo d'Arte Anticonformista di San Pietroburgo. Considerato autore di stampo espressionista, realizza con tecniche diverse scene di intensa drammaticità. Il disegno qui proposto fa parte di una serie di scene piene di figure intrecciate drammaticamente tra di loro in contorsioni del corpo, con elementi allegorici e chiazze di colore spesso rosso, a evocare il sangue. In cornice.

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Vyacheslav Sawich Mikhailov
ARARCO0151421
Vyacheslav Sawich Mikhailov

Senza Titolo 1990

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Vyacheslav Sawich Mikhailov

Senza Titolo 1990

Inchiostro su carta. Firmato e datato in basso a destra. Le opere dell'artista russo Vyacheslav Sawich Mikhailov sono esposte in prestigiosi musei come la Galleria Tretyakov o il Museo d'Arte Moderna di Mosca, il Museo Nazionale d'Arte Russa, il Museo d'Arte Anticonformista di San Pietroburgo. Considerato autore di stampo espressionista, realizza con tecniche diverse scene di intensa drammaticità. Il disegno qui proposto fa parte di una serie di scene piene di figure intrecciate drammaticamente tra di loro in contorsioni del corpo, con elementi allegorici e chiazze di colore spesso rosso, a evocare il sangue. In cornice.

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