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7 cm 253 cm

9 cm 560 cm

0 cm 58 cm

13 cm 19 cm
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Nel nostro catalogo puoi trovare Opere d’Arte del XVI° secolo fino ai giorni nostri. Nella nostra galleria d’arte online è presente un importante e raffinata selezione di quadri antichi, arte contemporanea e sculture con cui potrai arricchire la tua casa.


 

 

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Angelo Dall'Oca Bianca
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Angelo Dall'Oca Bianca

Ritratto Maschile di Profilo

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Angelo Dall'Oca Bianca

Ritratto Maschile di Profilo

Olio su cartone. firmato in basso a destra, con dedica "all'amico G. Rutelli". Di umili origini, Angelo Dall'Oca Bianca, anche una volta divenuto affermato e apprezzato artista, frequentante l'ambiente artistico-culturale italiano e internazionale, mantenne sempre il legame con la sua città, continua fonte di ispirazione per la sua produzione artistica, e per i suoi poveri; nel 1939 costruì a Verona il Villaggio Dall'Oca, a beneficio dei poveri della città, e nel 1941 fece testamento, lasciando tutto il suo denaro e i suoi quadri alla città di Verona per opere assistenziali. La sua pittura fu sempre di stampo prettamente verista, influenzata soprattutto dal contatto con Giacomo Favretto che gli gli consentì di arricchire la sua tecnica pittorica con colori brillanti e uno stile ampio e vaporoso, e dall'utilizzo della fotografia come memoria per la rappresentazione del vero. L'opera, un ritratto di un personaggio maschile visto di profilo, risulta vivace nei colori. E' presentato in cornice in stile.

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Francesco Gioli
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Francesco Gioli

Paesaggio con Case 1875

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Francesco Gioli

Paesaggio con Case 1875

Olio su tavola. Firmato e datato in basso a destra. Al retro ulteriore firma e la data. Artista della provincia di Pisa, formatosi prima all'Accademia della sua città e successivamente a quella di Firenze, grazie ai contatti con Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, Francesco Gioli approdò alla pittura dal vero di soggetto campestre, realizzando opere - come quella qui presentata - che costituiscono l'espressione del Naturalismo toscano, in cui egli riuscì a trasmettere la nostalgia dei tempi trascorsi e il disagio nei confronti dell'avanzare del progresso. Agli inizi del Novecento orientò la sua produzione sulle vedute fiorentine, dando particolare risalto alla resa atmosferica e luministica in senso impressionista. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Aldo Marzi
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Aldo Marzi

Volto di Madonna 1942

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Aldo Marzi

Volto di Madonna 1942

Olio su tavola. firmato e datato in basso a destra. Il dipinto riprende i modelli della pittura toscana del '400, presentando la Madonna a mezzo busto con un paesaggio di sfondo. Aldo Marzi è stato un artista senese che ha diviso la sua attività tra la pittura e l'insegnamento all' Istituto d'Arte della sua città. E' noto soprattutto per aver realizzato alcuni dei drappelloni per il Palio di Siena. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Piero Gauli
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Piero Gauli

Composizione con Fiori

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Piero Gauli

Composizione con Fiori

Olio su tavola. Firmato in alto a destra. Fine anni '50. E' opera del pittore milanese Piero Gauli, che aderì al Gruppo corrente, realizzando una pittura caratterizzata da uno stile fortemente espressionista, carico di colori e ricco di rossi di ascendenze venete, che scava la materia come uno scultore laborioso. Il dipinto è presentato con profilo in ottone, inserito in cornice coeva il legno.

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Istvan Mero
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Istvan Mero

Nudo di Donna

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Istvan Mero

Nudo di Donna

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Istvan Mero fu un pittore ungherese di stampo impressionista che si formò prima a Budapest, poi a Parigi e a Monaco. La sua produzione pittorica propone spesso soggetti figurativi popolari, come questo ritratto femminile che raffigura una giovane donna nuda colta tra le lenzuola, ... mentre legge un giornale, perdendo ogni significato erotico per sottolineare piuttosto un momento di intimità domestica. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice coeva con piccole mancanze.

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Giulio Scapaticci
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Giulio Scapaticci

Paesaggio con Fossile

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Giulio Scapaticci

Paesaggio con Fossile

Olio su tela. Firma, data e titolo al retro. E' opera del pittore milanese Giulio Scapaticci, degli artisti della corrente pittorico-politica che a cavallo degli anni '50-'60 fu definita “Realismo Esistenziale”. Considerato fin da subito un artista sensibile a tematiche esistenziali, comincia a dipingere la Milano degli anni '50 e '60 con le sue tipiche case di ringhiera, le finestre scrostate che si aprono su un paesaggio urbano dai colori cupi, le periferie industriali grigie e desolate, buoi squartati e pesci appesi a chiodi. A metà degli anni '70, lascia Milano e si trasferisce nell'Oltrepò pavese, ove la sua pittura si trasforma, travalica le precedenti esperienze introspettive scure e monocromatiche e nei suoi quadri appare un mondo agreste fatto di tonalità più vive e luminose: cascine, nature statiche, morte, insetti, fiumi, anse sabbiose riposanti. Rientrato a Milano, dagli anni '80 torna a raffigurare una più dolorosa umanità, con insetti che si trasformano e si posano a ricoprire sensazioni di solitudine e silenzi volontari. L'opera qui proposta rientra nella produzione riconducibile agli anni dell'Oltrepò pavese. La scena è suddivisa in due riquadri distinti: sulla sinistra uno scorcio di campagna dominato sullo sfondo dal profilo nero di una città industriale, con la sagoma di un insetto in primo piano; a destra, il cadavere di un pesce, il fossile del titolo. I colori sono chiari, ma domina un grigiore che sottolinea la cupezza della scena. Il dipinto presenta un lieve danno in alto a destra. E' presentato in cornice.

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Gaetano Valbusa
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Gaetano Valbusa

Scorcio di Paese Innevato

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Gaetano Valbusa

Scorcio di Paese Innevato

Olio su faesite. Firmato in basso a destra. Nato nel 1905, Gaetano Valbusa lavorò per oltre quarant'anni come operaio nelle Officine Mecaniche bresciane, fino alla pensione, dedicandosi alla pittura solo come passione. Paesaggista, grazie alle trasferte di lavoro potè ritrarre "en plein air" scorci di tutto il mondo, anche se gli scorci dei luoghi bresciani sono il soggetto più ricorrente. Affiliato alla Associazione Artisti Bresciani, potè esporre le sue opere e farsi conoscere dalla critica. Nelle sue tele i paesaggi sono permeati di grande serenità e tranquillità, elegia di ricordi sereni di vita vissuta. Lo scorcio qui proposto è presentato in cornice.

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Giulio Scapaticci
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Giulio Scapaticci

Insetto nel Paesaggio 1973

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Giulio Scapaticci

Insetto nel Paesaggio 1973

Olio su tela. Al retro presenti la firma, il titolo e la data dell'opera. E' opera del pittore milanese Giulio Scapaticci, degli artisti della corrente pittorico-politica che a cavallo degli anni '50-'60 fu definita “Realismo Esistenziale”. Considerato fin da subito un artista sensibile a tematiche esistenziali, comincia a dipingere la Milano degli anni '50 e '60 con le sue tipiche case di ringhiera, le finestre scrostate che si aprono su un paesaggio urbano dai colori cupi, le periferie industriali grigie e desolate, buoi squartati e pesci appesi a chiodi. A metà degli anni '70, lascia Milano e si trasferisce nell'Oltrepò pavese, ove la sua pittura si trasforma, travalica le precedenti esperienze introspettive scure e monocromatiche e nei suoi quadri appare un mondo agreste fatto di tonalità più vive e luminose: cascine, nature statiche, morte, insetti, fiumi, anse sabbiose riposanti. Rientrato a Milano, dagli anni '80 torna a raffigurare una più dolorosa umanità, con insetti che si trasformano e si posano a ricoprire sensazioni di solitudine e silenzi volontari. L'opera qui proposta rientra nella produzione riconducibile agli anni dell'Oltrepò pavese, con la grande cascina lombarda sulla sinistra, uno scorcio della pianura assolata e, in primo piano, un insetto. L'opera è presentata in cornice.

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Paesaggio con Figure
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Paesaggio con Figure

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Paesaggio con Figure

Olio su tela. Il dipinto, realizzato nella prima metà del '900, riprende nel soggetto e nella modalità pittorica le opere paesaggistiche: in un paesaggio ricco di vegetazione e con cime di sfondo, una giovane popolana chiede la carità ad alcuni viandanti che si riposano sul ciglio della strada, in prossimità di un arco in pietra. La tela è stata sottoposta ad invecchiamento ed è presentata in cornice di fine '800.

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Norberto Proietti
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Norberto Proietti

Fraticelli con Fiori

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Norberto Proietti

Fraticelli con Fiori

Serigrafia. Firma a matita in basso a destra; numero di serie 86/200 in basso a sinistra. Norberto Proietti, più noto solo come Norberto, è stato pittore e scultore originario di Spello, città che ha influenzato molto la sua formazione pittorica, ispirata agli affreschi giotteschi della Collegiata di Santa Maria Maggiore e della Basilica di S. Francesco di Assisi. Dopo aver lavorato per anni nella sartoria di famiglia a Roma, dal 1961 Norberto decise di dedicarsi esclusivamente all' arte, diventando uno dei più famosi artisti naïf, noto per i suoi frati in miniatura sullo sfondo di paesaggi medievali, immersi nella campagna o nelle cittadine umbre o romane, spesso in mezzo a campi di grano. Nell'ambito della scultura, è conosciuto per le opere realizzate modellando il legno di ulivo e per il Pellegrino di pace, posto davanti alla Basilica superiore di San Francesco d'Assisi, dedicato al Santo patrono d'Italia. L'opera è presentata in cornice.

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Carlo Aimetti
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Carlo Aimetti

Dintorni di Selva alta Val Gardena

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Carlo Aimetti

Dintorni di Selva alta Val Gardena

Olio su compensato. firmato in basso a destra, con la cifra romana XX del calendario fascista, corrispondente all'anno '42. Al retro etichetta della Galleria Duomo, per mostra personale dell'artista del novembre 1942, con il titolo. Originario della provincia di Varese, Carlo Aimetti si è dedicato prevalentemente al paesaggio, dipingendo con tecnica personale giardini, parchi, montagne, marine, laghi. In particolare si ricorda la sua produzione dedicata ai paesaggi della natia Valle Ceresio e della Valle Intelvi. Cornice coeva.

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Composizione Floreale
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Composizione Floreale

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Composizione Floreale

Olio su tela. La grande composizione di fiori, variegati e variopinti, è collocata in esterno, sopra e a ridosso di una panca da giardino, con un ampio paesaggio di sfondo: si rifà all'ampia produzione di tali soggetti fiorita nei secoli precedenti. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Francesco Camarda
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Francesco Camarda

Carrozze

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Francesco Camarda

Carrozze

Olio su tavola. firmato in basso a destra. Al retro cartiglio della Bottega d'Arte Salvetti di Milano. Pittore palermitano, Francesco Camarda si distinse per la pittura di figura, dedicata ai ritratti e al nudo, e soprattutto per la pittura animalista, sulla scia della produzione verista dei fratelli Palizzi. Seppe esprimere una pittura dal colore vivace e fresco. In questo piccola tavola, il Camarda propone uno scorcio cittadino animato dalle carrozze da passeggio, vivaci e colorate. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Carlo Aimetti
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Carlo Aimetti

Val Gardena

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Carlo Aimetti

Val Gardena

Olio su compensato. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma e il titolo. Originario della provincia di Varese, Carlo Aimetti si è dedicato prevalentemente al paesaggio, dipingendo con tecnica personale giardini, parchi, montagne, marine, laghi. In particolare si ricorda la sua produzione dedicata ai paesaggi della natia Valle Ceresio e della Valle Intelvi. Il dipinto è presentato in cornice coeva.

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Adolfo Tommasi
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Adolfo Tommasi

Paesaggio con Contadina

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Adolfo Tommasi

Paesaggio con Contadina

Olio su tavola. firmato in basso a destra. Adolfo Tommasi, pittore livornese, sulla scia dei "macchialioli" si affermò come pittore della natura: gli aspetti umili della natura, la campagna e le persone che la popolano furono i suoi soggetti principali, indagati con sensibilità per gli effetti atmosferici e luminosi, resi con una pennellata veloce, che costruisce le forme attraverso colori accostati senza linea di contorno, anche se con attenzione ai dettagli. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Francesco Camarda
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Francesco Camarda

Sorelline

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Francesco Camarda

Sorelline

Acquarello e matita su carta. Un disegno ricco di intensità emotiva benchè monocromatico, nelle tinte del beige, a rappresentare un momento di intimità e tenerezza tra due sorelline, la maggiore che culla la piccola tra le braccia, molto maternamente. Pittore palermitano, Francesco Camarda si distinse per la pittura di figura, dedicata ai ritratti e al nudo, e soprattutto per la pittura animalista, sulla scia della produzione verista dei fratelli Palizzi. Seppe esprimere una pittura dal colore vivace e fresco. Il disegno è presentato in cornice.

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Vittore Antonio Cargnel
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Vittore Antonio Cargnel

Il Mulino Abbandonato Pofabbro 1928

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Vittore Antonio Cargnel

Il Mulino Abbandonato Pofabbro 1928

Olio su tela. Firmato in basso a destra. Al retro ulteriore firma, il titolo e la data. Nato a Venezia nel 1872, Vittore Antonio Cargnel si iscrisse all'Accademia di Venezia, ma la sua formazione avvenne soprattutto nello studio di Cesare Laurenti, noto e stimato pittore di tendenza simbolista, e nell'osservazione delle opere di Ciardi, Favretto e Nono. Partecipò alle prime tre edizioni della Biennale di Venezia, con opere di carattere tra il simbolista e l'intimista; successivamente la sua produzione, prevalentemente paesaggistica, si fece particolarmente attenta alle variazioni atmosferiche. Nel 1910 si trasferì a Sacile, ove rimase sino alla disfatta di Caporetto, per tornare poi a Milano ove rimase sino alla morte , nel 1931. L'opera qui presentata appartiene al suo ultimo periodo, e propone uno scorcio di Pofabbro, frazione della Val Colvera, nelle Prealpi carniche, ove l'artista trascorse i suoi ultimi anni di vita. L'opera è presentata in cornice coeva.

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Ambrogio Vismara
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Ambrogio Vismara

La Dora a Courmayeur

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Ambrogio Vismara

La Dora a Courmayeur

Olio su compensato. Firmato in basso a destra. Al retro il titolo. Considerato uno dei paesaggisti più poetici del '900, il pittore lombardo Ambrogio Vismara traspose nelle sue opere l'amore per i suoi luoghi natii, dedicando ai paesaggi lombardi - le montagne, la pianura, le colline della Brianza natia - la gran parte della sua produzione, e evocandoli quasi tutti nelle atmosfere e nei toni autunnali. Sua peculiarità fu l'utilizzo della spatola al posto del pennello, che gli permise di ottenere un effetto di macchie tonali, con un netto contrasto di piani. Anche quest'opera, che riproduce un paesaggi non lombardo ma valdostano, ripropone i temi cromatici caldi dell'autunno, evocati dalla macchia di alberi giallo-arancio, che dividono le sovrastanti cime alpine, aspre e già parzialmente innevate, dal fiume, ancora solo un torrente, che scorre in basso, lungo un greto roccioso. L'opera è presentata in cornice in stile.

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Carlo Bonomi
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Carlo Bonomi

Paesaggio Fluviale

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Carlo Bonomi

Paesaggio Fluviale

Olio su faesite. Firmato in basso a sinistra. Pittore, scultore e architetto, Carlo Bonomi, dopo la formazione presso l' Accademia di Brera, aprì a Milano uno studio insieme a Carlo Carrà, a Giannino Castiglioni e a Barilli. La sua pittura è caratterizzata da colori accesi - gialli, rossi e bruciati - stesi con sostanza materica, come se intuisse nella pittura una terza dimensione. Ha realizzato opere a grandezza monumentale, piene di figure, viste nella loro quotidianità: persone umili e operose, con profonde motivazioni religiose e umane. Non ha mai dimenticato anzi ha piuttosto esaltato la sua estrazione popolare. In quest'opera l'artista propone un ampio paesaggio di campagna ove scorre un fiume, forse il Ticino dei luoghi abitati dall'artista: a differenza di molte altre sue opere, le cromie, che prediligono le gamme del verde, giallo azzurro, sono stese con ampie pennellate in sfumature morbide, senza contrasti. L'opera è in cornice.

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Carlo Bonomi
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Carlo Bonomi

Il Gregge

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Carlo Bonomi

Il Gregge

Olio su faesite. firmato in basso a destra. Pittore, scultore e architetto, Carlo Bonomi, dopo la formazione presso l' Accademia di Brera, aprì a Milano uno studio insieme a Carlo Carrà, a Giannino Castiglioni e a Barilli. La sua pittura è caratterizzata da colori accesi - gialli, rossi e bruciati - stesi con sostanza materica, come se intuisse nella pittura una terza dimensione. Ha realizzato opere a grandezza monumentale, piene di figure, viste nella loro quotidianità: persone umili e operose, con profonde motivazioni religiose e umane. Non ha mai dimenticato anzi ha piuttosto esaltato la sua estrazione popolare. L'opera è presentata in cornice.

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