Arte

prezzo

120 € 18000 € Applica

dimensioni opera


7 cm 226 cm

9 cm 200 cm

0 cm 61 cm

33 cm 52 cm
Applica

artista

Arte

Nel nostro catalogo puoi trovare Oggetti e Opere d'Arte dal XVI° secolo fino ai giorni nostri.

Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900.


Possiedi opere d'arte simili da vendere? Contattaci!  Acquistiamo T  Acquistiamo Mail  Acquistiamo W


 

ordina per

Lorenzo Lippi, ambito di
SELECTED
novità
SELECTED
ARTPIT0001627

Lorenzo Lippi, ambito di

San Rocco confortato dall'angelo

ARTPIT0001627

Lorenzo Lippi, ambito di

San Rocco confortato dall'angelo

Olio su tela. La grande scena rappresenta un momento della vita di San Rocco, il pellegrino e taumaturgo francese che è considerato il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste , e successivamente di tutti i flagelli e le catastrofi che hanno colpito l'umanità. Anche oggi, nel 2020, a seguito della pandemia in corso, il Santo è stato oggetto di preghiere e invocazioni a protezione dal virus in molteplici comunità cristiane in tutto il mondo. Il santo è raffigurato durante la prigionia, che lo condurrà alla morte, a cui fu sottoposto a Voghera durante il suo rientro dall'Italia in Francia, con l'accusa di spionaggio perchè, misero e lacero, non riconosciuto da nessuno, non seppe giustificare il suo passaggio in terre martoriate e sospettose. Nell'opera appaiono molti degli attributi iconografici del Santo: egli indossa solo il mantello, i calzari e la fibbia che reggeva la borraccia legata al torace; ai suoi piedi si trovano il tabarro ed il bastone del pellegrino; alla sua destra è un cane con un tozzo di pane che, secondo la leggenda, l'animale rubava dalla mensa di un ricco mercante per sfamare il santo malato; sulla sua coscia sinistra si intravvede la piaga, segno della malattia che lo colpì. L'opera è attribuita all'ambito di Lorenzo Lippi (1606-1684), artista toscano del XVII secolo, riconoscibile nello stile asciutto e improntato al vero, ma in particolare per le posture e le conformazioni anatomiche peculiari delle figure da lui raffigurate: si confronti ad esempio la corrispondenza stretta tra l'angelo del nostro quadro con quello del sacrificio di Isacco, conservato a S. Lucia di Montecastello, ma anche quella tra la postura di Isacco, seduto ma reclinato all'indietro, con le gambe aperte come il San Rocco, in una posa che sembra appartenere specificamente alla produzione dell'artista. Di Lorenzo Lippi, che fu non solo pittore ma anche letterato, ricordiamo che la produzione pittorica fu quasi totalmente dedicata al soggetto religioso e devozionale, eseguita tanto per una clientela pubblica (chiese cittadine e del contado), che privata; anche nella produzione di ritratti, che furono il motivo del suo passaggio a Innsbruck come pittore di corte, i soggetti da ritrarre venivano spesso inglobati in scene sacre. Per secoli la figura di artista del Lippi godette di pochi riconoscimenti, venendogli mosse le critiche di essere "troppo tenace" nel restare fedele al suo stile, fatto di una "pura e semplice imitazione della natura", come se fosse stato un artista privo di inventiva propria e poco incline ad abbracciare le novità pittoriche introdotte sulla scena artistica; in particolare mancano nella sua produzione le estrosità del barocco e l'adesione al gusto della corte medicea, improntata al fasto e alla sensualità dei modelli, rimanendo essa invece legata agli arcaicismi del secolo precedente, in particolare quelli di Santi da Tito, con la motivazione di voler restare vicino al sentire religioso del popolo fiorentino e delle sue confraternite. Le sue composizioni peraltro rispondono a puntuali equilibri formali e narrativi, con regie sceniche illuminate in maniera netta, dal disegno quasi neorinascimentale, con posture plastiche che ben sottolineano il sentimento del personaggio, con caratterizzazioni nitide dei volti e delle mani, in particolare quest'ultime sempre impegnate in una gestualità esplicita e dimostrativa dei contenuti della scena. Il dipinto qui proposto, già restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile.

Telefona

Trattativa in sede

Telefona
Saulo Contro i Cristiani
novità
ARARPI0081385

Saulo Contro i Cristiani

ARARPI0081385

Saulo Contro i Cristiani

Olio su tela. Nella grande scena campeggiano due figure di cavalieri in arme, riccamente bardati; il cavaliere sul cavallo bianco che occupa tutto il centro della scena, impugna uno scudo sul quale compaiono le parole "Saule contra christianos"; sullo stendardo rosso a destra impugnato dal subalterno, le iniziali della stessa citazione. Tale scritta identifica il cavaliere in Saulo, ovvero S. Paolo prima della conversione al Cristianesimo. Secondo alcune fonti, il suo cieco fanatismo religioso costrinse molti Cristiani a fuggire da Gerusalemme verso Damasco. Ma Saulo non li mollò, anzi a cavallo e con un drappello di soldati, con il consenso del Sinedrio, cavalcò anch'egli verso Damasco, per scovarli e suscitare nella città siriana la persecuzione contro di essi; ma fu proprio sulla via di Damasco che Saulo venne chiamato a convertirsi. Non esistono fonti storiche attestanti che Saulo fu soldato, ma la scena potrebbe riproporre proprio l'episodio della strada per Damasco, in cui egli guidava i soldati. Il dipinto è caratterizzato da una notevole capacità pittorica nella definizione dei particolari, nel forte vigore associato alla bellezza delle figure, sia degli uomini che dei cavalli, nei giochi di colori, con il bianco del cavallo centrale che spicca contro le figure - chiare solo negli incarnati - e i paesaggi di sfondo, mentre il rosso del pennacchio, dello stendardo e dei mantelli crea macchie di spicco diffuse qua e là. Peculiare è, nella frase sullo scudo, l'errore linguistico dell'uso del vocativo Saule anziché della forma corretta del nominativo Saulus: riecheggia forse nelle orecchie del pittore, valido artista ma ignaro di latino, la frase con cui Gesù, nell'episodio raccontato dagli Atti degli Apostoli, chiama Saulo :"Saule, Saule, quid me persequeris?" (Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti?). Il dipinto è stato restaurato e ritelato.

Nel Carrello

8.400,00€

Nel Carrello

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Ulteriori informazioni. OK