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7 cm 253 cm

9 cm 393 cm

0 cm 51 cm

13 cm 19 cm
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Nel nostro catalogo puoi trovare Opere d’Arte del XVI° secolo fino ai giorni nostri. Nella nostra galleria d’arte online è presente un importante e raffinata selezione di quadri antichi, arte contemporanea e sculture con cui potrai arricchire la tua casa.


 

 

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Pierre Bonnard
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ARARNO0151902
Pierre Bonnard

La Femme au Chien 1924

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Pierre Bonnard

La Femme au Chien 1924

Acquatinta a colori. Firmata in basso a sinistra e a destra a matita; numero di serie 160/200 in basso a sinistra. Pierre Bonnard, pittore, incisore e fotografo francese, cominciò a dipingere mentre compiva gli studi di legge a Parigi, ma ben presto abbandonò l'arte forense per dedicarsi solo alla pittura. Nel 1888, all'Accademia Julian di Parigi, Pierre bonnard fondò con Paul Sérusier, Maurice Denis e Paul Ranson, il gruppo dei pittori Nabis (Profeti), gruppo che si rifaceva, nei propri ideali estetici, alle opere e alla poetica di Paul Gauguin, per il superamento del naturalismo impressionista tramite un ritorno all'arte primitiva e giapponese. Nel 1891 Pierre Bonnard realizzò la sua prima etichetta per una ditta produttrice di vini, alcune litografie per "La Revue Blanche" (presso la cui sede si riunivano i Nabis) e disegnò anche progetti di mobili e decorazioni per paraventi interessando Toulouse-Lautrec con la qualità decorativa dei suoi quadri e il suo uso personale del colore. Nel 1892 espose alcuni suoi pannelli decorativi al Salon des Indépendants, cominciando ad interessare i critici d'arte. Poco per volta il pittore egli abbandonò i grigi toni accademici e sperimentò con entusiasmo l'incontro dell'arte con il mondo delle colorate cose comuni. I suoi lavori, presto riconoscibili dei colori iridescenti, i tratti vivaci e la prospettiva aperta, vennero largamente apprezzati. Nel 1896 egli tenne la sua prima mostra personale, e la sua sua fama si si diffuse in Europa con le esposizioni in Svezia e in Norvegia. Passato sotto l'influenza della corrente dell' Art Nouveau, Bonnard si interessò alle stampe giapponesi, molto di moda nel mondo artistico parigino alla fine dell'Ottocento, fino a trasportarne alcuni tratti nei suoi quadri: Bonnard sarà soprannominato il “Nabi giapponese”. Con l'amico Edouard Vuillard, egli sviluppò inoltre un nuovo interesse per le scene di intimi interni domestici, un genere che diventerà noto come "Intimismo" e che propone il mondo parigino negli anni prima della prima guerra mondiale. Nel 1910 Pierre Bonnard scoprì il sud della Francia iniziando così a dipingere paesaggi luminosi. Negli ultimi vent'anni della sua carriera artistica egli continuò a dipingere, spaziando in tutti i soggetti e in tutte le tecniche a lui congeniali, realizzando dipinti decorativi ma anche numerosi schizzi e disegni, lavori litografici a colori oppure in bianco e nero, manifesti, illustrazioni per libri e riviste che hanno influenzato l'arte moderna. L'acquatinta qui presentata rientra in una ampia produzione degli anni '20 di questo soggetto, la "donna con cane", riproposto in molte varianti. E' presentata in cornice.

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Danilo Martinis
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ARARCO0152884
Danilo Martinis

Volto Femminile 2001

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Danilo Martinis

Volto Femminile 2001

Olio su tela. Datato e firmato al retro. Nato a Seregno, Danilo Martinis si è formato con Osvaldo Minotti. Pittore e designer, ha arredato residenze prestigiose in tutto il mondo, le sue opere sono particolarmente apprezzate negli Emirati Arabi e in Russia. Egli ama esprimere i suoi pensieri attraverso immagini grafico-figurative rese attraverso effetti geometrici e giochi cromatici, utilizzando come interpreti prevalentemente le figure femminili. In quest'opera propone un primo piano di un viso femminile, esaltandone l'espressività attraverso i giochi di colore nelle gamme del giallo.

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Statua in Bronzo Moreau
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ANILLA0148940
Statua in Bronzo Moreau

Francia Fine '800 Primi '900

ANILLA0148940
Statua in Bronzo Moreau

Francia Fine '800 Primi '900

Statua in bronzo raffigurante figura femminile con mazzetto di fiori. La statua poggia su una base circolare in bronzo dorato e cesellato con decori a motivi vegetali e retta da tre piedini a volute fogliacee. La scultura riporta la firma della manifattura incussa "Moreau".

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Danilo Martinis
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ARARCO0152885
Danilo Martinis

Occhi 1995

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Danilo Martinis

Occhi 1995

Olio su tela. Datato e firmato al retro. Nato a Seregno, Danilo Martinis si è formato con Osvaldo Minotti. Pittore e designer, ha arredato residenze prestigiose in tutto il mondo, le sue opere sono particolarmente apprezzate negli Emirati Arabi e in Russia. Egli ama esprimere i suoi pensieri attraverso immagini grafico-figurative rese attraverso effetti geometrici e giochi cromatici, utilizzando come interpreti prevalentemente le figure femminili. In quest'opera propone un primissimo piano di un viso femminile, in particolare inquadrando gli occhi.

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Alessandro Tofanelli
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ARARCO0152237
Alessandro Tofanelli

Un'ora fa 2000

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Alessandro Tofanelli

Un'ora fa 2000

Olio su tavola. Al retro è presente etichetta della Galleria Marescalchi di Bologna con il titolo, la data, i dati tecnici dell'opera e il numero di catalogo (cat. 91). Nato a Viareggio, Alessandro Tofanelli si è diplomato prima all'istituto d'arte di Lucca, per poi trasferirsi dal 1977 al 1980 a Milano per frequentare l'Accademia di Brera di Milano, collaborando in quegli anni come illustratore per diverse riviste edite da Rizzoli e Mondadori. Comincia fin da subito ad affermarsi, vincendo premi nazionali; le sue opere pittoriche sono esposte in importanti gallerie d'arte italiane e straniere e fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, nazionali e internazionali. All'attività pittorica Tofanelli ha da sempre abbinato anche quella di fotografo e video documentarista professionista. Numerosi sono infatti i suoi lavori video trasmessi dalle reti RAI, così come i suoi servizi fotografici sono stati ospitati in pubblicazioni specializzate. In tutte le sue forme artistiche, Tofanelli esprime il forte legame con la natura: immerso in essa, una natura amica, egli lui la vive, la respira, la fa sua, la interpreta dandogli voce e la dipinge trasformandola in poesia e rappresentandola in un un mondo che pare immaginario, ma è piuttosto un mondo che fu, un mondo a sé, una realtà al confine con il sogno, un eden in cui la vita è semplice e scandita dal ritmo lento di gesti quotidiani, ed è identificata in oggetti della quotidianità in cui si può percepire la presenza dell'Uomo, raccontandone la vita e la storia senza mai raffigurarlo. L'opera è presentata in cornice.

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Compianto su Cristo morto
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ARARPI0152047
Compianto su Cristo morto

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Compianto su Cristo morto

Olio su ardesia. Dipinta su una spessa lastra di ardesia, la scena presenta il drammatico momento in cui Maria, circondata da un gruppo di pie donne, piange sul corpo del Figlio deposto dalla Croce: si abbandona drammaticamente tra le braccia delle due donne dietro di lei, mentre al suo grembo è appoggiato il corpo inerte del Figlio, sulla cui mano piange una terza donna; in alto, un gruppo di angeli che si affacciano dai cieli aperti, da cui scaturisce la Luce divina, partecipano del compianto. Maria è l'unica figura che indossa abiti dai colori vivaci, che contrastano con il colorito cereo del corpo del Cristo appoggiato al suo grembo, mentre le altre donne vestono abiti dai colori spenti, così come neutri sono i corpi degli angioletti. Le figure sono collocate su uno sfondo scuro, nel quale appena si intravvede l'apertura del sepolcro: l'effetto cromatico è reso grazie anche alla base pittorica utilizzata, l'ardesia, pietra conosciuta anche con il nome di “lavagna”, in quanto le più importanti cave di ardesia si trovano nei pressi della cittadina di Lavagna in Liguria. La modalità pittorica richiama le opere di Pietro Mera detto il Fiammingo, pittore originario di Bruxelles vissuto a cavallo del XVI- XVII secolo: attivo per lungo tempo a Venezia, lavorando dal 1570 al 1603 al servizio del cardinal d'Este, Mera fece ampio uso dell'ardesia quale supporto pittorico per alcune sue opere. Il materiale dal caratteristico colore scuro permetteva all'artista di creare intensi contrasti luministici e di dare risalto alle figure, raffigurate con una gamma cromatica accesa ed illuminate da brillanti tocchi di luce. In buone condizione, il dipinto è presentato in cornice antica.

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Paesaggio firmato Zocchi
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ARARNO0151908
Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

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Paesaggio firmato Zocchi

Paesaggio con Covone

Olio su tavola. Firmato G. Zocchi in basso a destra. Si tratta probabilmente di opera tarda del pittore fiorentino Guglielmo Zocchi, più noto per le vivaci scene di genere di ambientazione greco-romana, che gli valsero grande successo soprattutto all'estero. Rara la produzione paesaggistica. Il dipinto è presentato in cornice coeva con mancanze.

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Maurice Denis
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Maurice Denis

Sur le Canapé d'Argent pâle 1911

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Maurice Denis

Sur le Canapé d'Argent pâle 1911

Litografia a colori su carta velina. Il titolo in basso a sinistra. Sul passepartout il nome e la dicitura "lithographie originale". E' la planche n.10 della serie "Amour", creata nel 1899 dall'artista francese e ispirata dalle poesie d'amore che Denis scrisse per la sua futura moglie, Marthe Meurier. Della serie iniziale, furono fatte alcune repliche di cui quella su carta velina datata 1911. Maurice Denis, pittore francese, si formò artisticamente in coincidenza della nascita del movimento simbolista che lo influenzò fortemente, imponendosi per la sua semplicità e per la sua filosofia di un'arte che fosse sintesi tra mondo esterno e spiritualità dell'artista. Nelle sue primissime opere, lo stile pittorico fu di stampo naturalista e neoimpressionista, ma col tempo tese verso un puro decorativismo, caratterizzato da zone di colore piatto e contorni netti. Nel 1888, all'Accademia Julian di Parigi, Maurice Denis fondò con Paul Sérusier, Pierre Bonnard e Paul Ranson, il gruppo dei pittori Nabis (Profeti), gruppo che si rifaceva, nei propri ideali estetici, alle opere e alla poetica di Paul Gauguin, per il superamento del naturalismo impressionista tramite un ritorno all'arte primitiva e giapponese. Delle riunioni dei Nabis, tenute solitamente nella redazione della rivista "Revue Blanche" o all'Accademia Ranson, Denis apprezzò in modo particolare il clima mistico, il gergo esoterico e il soprannome che ogni pittore ricevette dal gruppo: Denis venne chiamato "il Nabi dalle belle immagini". Come "Nabi" Maurice Denis dipinse quadri di stampo intimistico, enigmatico ed i temi della sua pittura, di carattere religioso o situazioni della vita quotidiana, furono portati in una dimensione ideale ed irreale, in un'atmosfera di calda e serena intimità, ottenuta con un tratto estremamente delicato. Una costante della sua vita fu la professione della fede cattolica, che ebbe sempre per lui un ruolo prioritario. Ricevette numerose commissioni per la decorazione di chiese e questo lo fece tornare alla grande tradizione della pittura murale eseguendo affreschi solenni di impianto monumentale, ispirati da un cattolicesimo letterario. Il fervore religioso portò Maurice Denis a fondare, nel 1919, gli Ateliers d'Art Sacré, dedicando molto tempo alla preghiera, tanto da diventare terziario di San Domenico, senza isolarlo dal mondo, per cui partecipò alla vita sociale del tempo. Oltre la vasta produzione di pittore, Denis fu un grande disegnatore e illustratore. Fino alla sua morte Maurice Denis continuò a dipingere in un'interpretazione moderna della grande pittura antica, supportato dalla sua forte vena artistica, continuamente alimentata dai suoi viaggi, molti dei quali in Italia, che lo portarono ad entrare in contatto diretto con i preraffaelliti ed i neoclassici.

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Eruzione di Cenere dal Vesuvio del 1822
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Eruzione di Cenere dal Vesuvio del 1822

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Eruzione di Cenere dal Vesuvio del 1822

Gouache su carta. Scuola napoletana del XIX secolo. Al retro in basso etichetta con il titolo. La gouache rientra nella produzione tipica da Grand Tour, che rese il golfo di Napoli e le vedute del Vesuvio soggetti ricorrenti e privilegiati della pittura vedutistica ottocentesca. Le sfumature rosate del cielo che si riflettono sul vulcano fumante e gli azzurri del cielo e del mare creano un'atmosfera tipicamente romantica. La scena è animata da numerose figure di popolani e barche di pescatori. L'opera è presentata in cornice fine '800.

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Cenere dal Vesuvio del 1830
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Cenere dal Vesuvio del 1830

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Cenere dal Vesuvio del 1830

Gouache su carta. Scuola napoletana del XIX secolo. Al retro in basso etichetta con il titolo. La gouache rientra nella produzione tipica da Grand Tour, che rese il golfo di Napoli e le vedute del Vesuvio soggetti ricorrenti e privilegiati della pittura vedutistica ottocentesca. Le sfumature rosate del cielo che si riflettono sul vulcano fumante e gli azzurri del cielo e del mare creano un'atmosfera tipicamente romantica. La scena è animata da numerose figure di popolani e barche di pescatori. L'opera è presentata in cornice fine '800.

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Veduta del Golfo di Napoli e del Vesuvio
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ARAROT0150206
Veduta del Golfo di Napoli e del Vesuvio

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Veduta del Golfo di Napoli e del Vesuvio

Olio su tela. Scuola napoletana del XIX secolo. Tipico esempio di pittura da Grand Tour, il dipinto propone uno scorcio del Golfo di Napoli animato da numerose imbarcazioni, di cui in primo piano una di pescatori che approda sulla spiaggia, ove attendono le mogli e i figli. Sullo sfondo campeggia il Vesuvio fumante. La scena risulta vivace per la vitalità che esprime e per i colori, sebbene le sfumature rosate del cielo e del Vesuvio richiamino la nota romantica propria della pittura dell'epoca. La tela presenta piccole cadute di colore. E' presentata in cornice in stile.

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Il Sacrificio di Ifigenia
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ARARPI0132252
Il Sacrificio di Ifigenia

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Il Sacrificio di Ifigenia

Olio su tela. Scuola napoletana di metà '700. Il dipinto propone il mito greco del sacrificio di Ifigenia, la figlia del re Agamennone, capo della spedizione di Achei che doveva partire alla volta di Troia. Poichè la flotta greca non riusciva a prendere il mare a causa dei venti sfavorevoli, l'indovino Calcante predisse che, a causa di un'offesa che il re aveva arrecato alla dea Artemide, ora essa si opponeva alla loro partenza finchè il re non le avesse sacrificato sull'altare la giovane figlia. Ifigenia accettò coraggiosamente il sacrificio e salì spontaneamente sull'altare, ma Artemide, impietosita, all'ultimo istante la scambiò con una cerbiatta e portò la fanciulla viva in Tauride, dove divenne una sacerdotessa della dea che l'aveva salvata. La grande scena, ambientata fuori dall'accampamento greco in riva al mare (di sfondo a sinistra le navi ancorate, a destra le tende), vede al centro la dea Artemide che scambia la giovane e bella Ifigenia con la cerbiatta, mentre il sacerdote Calcante già impugna il coltello del sacrificio; a destra la disperazione del re Agamennone e della consorte Clitemnestra. Il dipinto è per modalità stilistiche vicino alla produzione di Fedele Fischetti (1732-1792), l'artista napoletano che si dedicò prevalentemente a scene di soggetto allegorico/mitologico, in particolare nelle sue prime opere degli anni '60 del XVIII secolo. L'opera qui presentata è passata in asta da Sotheby's nell'aprile del 1998. Restaurata e ritelata, è presentata in cornice in stile.

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Maurice Henry
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Maurice Henry

La Loi Divine 1927

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Maurice Henry

La Loi Divine 1927

Inchiostro su carta. Firma, data e titolo in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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Maurice Henry
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Maurice Henry

Senza Titolo 1930

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Maurice Henry

Senza Titolo 1930

Inchiostro su carta. Firma e data in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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Maurice Henry
ARARNO0150777
Maurice Henry

Le Prophète 1927

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Maurice Henry

Le Prophète 1927

Inchiostro su carta. Firma, data e titolo in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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Maurice Henry
ARARNO0150778
Maurice Henry

Les Bouches de Naples gemissent de Terreur ou de Plaisir 1969

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Maurice Henry

Les Bouches de Naples gemissent de Terreur ou de Plaisir 1969

Inchiostro su carta. Firma, data e titolo in basso. Accompagnato da autentica su foto della Galleria Giò Marconi di Milano e timbro di archivio privato. Si tratta di disegno del giovane artista che diverrò presto uno dei più importanti esponenti del surrealismo mondiale, che fu poeta e pittore, ma anche cineasta, critico d'arte e cinematografico, fotografo e disegnatore umoristico. Nato nel nord della Francia, nel 1927 si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con un gruppo di giovani poeti e filosofi, con cui fonda il movimento ''Grand Jeu'': il gioco è inteso come arte di vivere. Dal 1928 collabora con testi, poemi e disegni alla rivista del movimento e intanto collabora come redattore e reporter con diverse testate parigine, Nel 1932, esauritasi l'esperienza del ''Grand Jeu'', passa al movimento surrealista, collaborando alle sue pubblicazioni e partecipando alle sue mostre. Il suo umorismo vira verso l'insolito e la crudeltà, sempre più derisorio dell'assurdità del quotidiano, del lato tragico dell'esistenza comune, a cui spirito e inconscio si ribellano, tentando di accedere all'inosservabile. Conosce Salvador Dalí. Nel 1939 inizia anche l'attività di cineasta, Nel 1941 ha luogo la sua prima mostra personale a Parigi: il primo acquirente è Pablo Picasso. Partecipa a tutte le mostre surrealiste, tra cui quella internazionale del 1947 a Parigi. Nel 1951, per questioni relative alla disciplina interna al gruppo, abbandona con altri il movimento surrealista, pur continuando a praticarne la poetica. Nel 1955 si appassiona anche alla fotografia. Dal 1968 si dedica quasi esclusivamente alla pittura, abbandonando l'attività di disegnatore umoristico. Nello stesso anno si stabilisce definitivamente a Milano: in Italia espone in diverse mostre personali , quelle di Milano presso la Galleria Marconi. L'opera qui presentata, un disegno giovanile, proviene da importante collezione privata milanese. E' presentato in cornice.

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Paesaggio con Pescatori al Fiume
ARARPI0149624
Paesaggio con Pescatori al Fiume

ARARPI0149624
Paesaggio con Pescatori al Fiume

Olio su tela. Scuola italiana del XVIII secolo. Si tratta di un ampio paesaggio collinare, ricco di vegetazione e attraversato da un piccolo corso d'acqua, lungo il quale due uomini, al centro della scena in basso, stanno pescando presso una pozza d'acqua. Sopra di essi un cielo carico di nuvoloni, che sfumano in lontananza evocando piogge imminenti. Restaurato e ritelato, il dipinto è presentato in cornice dorata di metà '900.

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Marcello Jori
ARARCO0150783
Marcello Jori

Piazza della Pittura, 1990

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Marcello Jori

Piazza della Pittura, 1990

Acrilici su tavola. Firmata e datata al retro. Accompagnata da autentica su foto autografa dell'autore, con timbro della Galleria Verlato di Milano. L'opera qui presentata rientra nella ricca serie di opere denominate dall'artista Cristalli, per il richiamo alle geometrie di tali minerali, che egli considera contenitori di energie e di luce. Su una tavola sagomata tridimensionalmente con asimmetriche punte sporgenti, a richiamare la struttura di un cristallo, Jori dipinge elementi che emergono dallo sfondo, con scelte cromatiche che rimandano tutte alla stessa gamma ma con sfumature differenti, ad emulare i riflessi della luce. L'opera proviene da un'importante collezione privata milanese.

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Paesaggio con San Gerolamo penitente
ARARPI0148816
Paesaggio con San Gerolamo penitente

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Paesaggio con San Gerolamo penitente

Olio su tela. Scuola nord-italiana del XVII-XVIII secolo. In un ampio paesaggio collinare piuttosto brullo, che si allarga sfumando sulla destra, si inserisce un alto roccione, conformato ad arco, sotto il quale vi è San Gerolamo penitente, raffigurato in atto di preghiera e di adorazione della Croce. Conformemente ai canoni della pittura del XVII-XVIII secolo, la figura del Santo, adeguata all'iconografia nelle vesti e nell'atteggiamento, è però inserita in un paesaggio poco consono, vicino a quello del pittore che si rifaceva alla realtà paesaggistica a lui nota. Il dipinto, restaurato e ritelato, è presentato in cornice in stile.

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Santa Maria Egiziaca
ARARPI0150832
Santa Maria Egiziaca

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Santa Maria Egiziaca

Olio su tela. Scuola italiana del XVII secolo. Nata ad Alessandria d'Egitto nel 344 circa, Maria Egiziaca fu una monaca ed eremita egiziana, venerata come santa dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e da quella copta. Dopo una giovinezza dissoluta, Maria arrivò a Gerusalemme seguendo un gruppo di pellegrini e qui s i convertì alla fede cristiana , iniziando una vita di penitenza nel deserto. Nell'iconografia è raffigurata come una penitente presso una grotta con i capelli lunghi che le coprono il corpo e con i tre pani che si portò nel deserto. Il dipinto , restaurato e ritelato, è presentato in cornice dorata del XIX secolo.

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