Arte

prezzo

120 € 18000 € Applica

dimensioni opera


7 cm 226 cm

9 cm 225 cm

0 cm 77 cm

33 cm 52 cm
Applica

artista

Arte

Nel nostro catalogo puoi trovare Oggetti e Opere d'Arte dal XVI° secolo fino ai giorni nostri.

Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900.
 


 

 

ordina per

Grande Tapa della Nuova Guinea
novità
ARARNO0095614

Grande Tapa della Nuova Guinea

ARARNO0095614

Grande Tapa della Nuova Guinea

Tessuto ricavato da corteccia e decorato. Splendido esempio di arte-artigianato, che rimanda ad uno dei metodi più antichi per ottenere abiti senza ricorrere alla tessitura o all'intreccio, ma utilizzando la corteccia interna di certe specie di alberi. E' un metodo che è stato praticato in Africa centrale, nel Sudest asiatico, in Giappone, in America settentrionale e dalla Mesoamerica fino alle Ande, all'Amazzonia e alle regioni del Gran Chaco. Il termine Tapa denota in particolare tutti i tessuti di corteccia dell'Oceania, ma in realtà si tratta di un vocabolo originario delle isole Figi. A seconda dell'area in cui questi tessuti di corteccia vengono prodotti, si usano specie di alberi diversi: mentre in Africa si ricorre all'albero di fico, in Indonesia e nelle isole del Pacifico la corteccia più utilizzata è quella dell'albero del gelso da carta, con cui si producono i tessuti di più alta qualità, che rimangono bianchi e possono essere decorati in modi diversi. Se una volta il tessuto di corteccia era indossato quotidianamente, anche semplicemente avvolto intorno al corpo, nel corso dei secoli è stato sostituito dal cotone, ma ancora oggi viene preferito alle stoffe occidentali per occasioni rituali e cerimoniali; soprattutto, queste stoffe continuano ad essere importanti beni di scambio, doni di valore in occasioni di nascite, compleanni, matrimoni (con scambi tra i parenti dello sposo e quelli della sposa), funerali e presentazioni cerimoniali alla famiglia reale. A ciò si aggiunga la produzione alimentata dal fiorente mercato turistico di tale tessuto. La tapa qui presentata è decorata con motivi geometrici ripetuti, che evocano le capanne e la strada del villaggio. Il bordo superiore non è rettilineo, ma sagomato a grosse frange triangolari. E' presentato montato su pannello e chiuso in teca di plexiglass.

Nel Carrello

1.800,00€

Nel Carrello
Xavier Bueno
novità
ARARCO0093034

Xavier Bueno

Ragazze

ARARCO0093034

Xavier Bueno

Ragazze

Olio su cartone telato. Firmato in basso a sinistra. Dopo l'infanzia trascorsa tra la Spagna, suo paese natale, Ginevra e Parigi, nel 1940 Xavier Bueno si trasferì in Italia, a Fiesole, ove aderì con il fratello Antonio, Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. al gruppo dei "Pittori Moderni della Realtà", il cui manifesto proponeva un'osservazione “oggettiva” del vero, della natura e la sua riproduzione il più possibile fedele. L'esperienza della guerra civile spagnola prima e di quella italiana poi, indirizzò sempre più l'artista verso un realismo legato a motivi di forte contenuto sociale. Il 1953 rappresentò una svolta importante per la carriera di Xavier: fu l'anno dell'esplicita adesione alle poetiche del realismo socialista, adesione che giunse dopo un itinerario personale che lo vide praticare pittura “impegnata” fin dall'anteguerra, con netto anticipo sull'arte di sinistra italiana. Altra tappa fondamentale nella carriera di Xavier fu il viaggio in Brasile del 1954: l'artista tornò da questa esperienza pieno di entusiasmo e con una serie di chine i cui principali protagonisti sono bambini, ragazzi, braccianti. Da questo momento la tematica dell'infanzia divenne sempre più ricorrente, un po' per volta i personaggi vennero raffigurati immobili, in una sorta di nebbia irreale, priva persino di profondità, di rigore prospettico, nella quale essi emergono come evocati. A tale produzione appartiene l'opera qui presentata. Tra il 1959 e il 1964 Xavier creò il ciclo dei "Bambini", immagini sofferenti e malinconiche opere simboliche di un'umanità avvilita ed oppressa, che l'artista presentò alla rassegna "España libre". Anche la sua tecnica subì un'evoluzione, che lo portò a ricercare un ispessimento della materia, addensata dall'aggiunta della sabbia alla vernice; il ricorso al collage, già da lui sperimentato nelle nature morte, divenne cospicuo anche in ambito figurativo-ritrattistico. La materia dei suo quadri divenne tale da arrivare a definirli “affresco su tela”. Opera presentata in cornice.

Telefona

Trattativa in sede

Telefona
Xavier Bueno
SELECTED
novità
SELECTED
ARARCO0093033

Xavier Bueno

Ragazzo,1966

ARARCO0093033

Xavier Bueno

Ragazzo,1966

Olio su cartone telato. Firmato in basso a sinistra. Al retro ulteriore firma, data e titolo. Dopo l'infanzia trascorsa tra la Spagna, suo paese natale, Ginevra e Parigi, nel 1940 Xavier Bueno si trasferì in Italia, a Fiesole, ove aderì con il fratello Antonio, Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. al gruppo dei "Pittori Moderni della Realtà", il cui manifesto proponeva un'osservazione “oggettiva” del vero, della natura e la sua riproduzione il più possibile fedele. L'esperienza della guerra civile spagnola prima e di quella italiana poi, indirizzò sempre più l'artista verso un realismo legato a motivi di forte contenuto sociale. Il 1953 rappresentò una svolta importante per la carriera di Xavier: fu l'anno dell'esplicita adesione alle poetiche del realismo socialista, adesione che giunse dopo un itinerario personale che lo vide praticare pittura “impegnata” fin dall'anteguerra, con netto anticipo sull'arte di sinistra italiana. Altra tappa fondamentale nella carriera di Xavier fu il viaggio in Brasile del 1954: l'artista tornò da questa esperienza pieno di entusiasmo e con una serie di chine i cui principali protagonisti sono bambini, ragazzi, braccianti. Da questo momento la tematica dell'infanzia divenne sempre più ricorrente, un po' per volta i personaggi vennero raffigurati immobili, in una sorta di nebbia irreale, priva persino di profondità, di rigore prospettico, nella quale essi emergono come evocati. A tale produzione appartiene l'opera qui presentata. Tra il 1959 e il 1964 Xavier creò il ciclo dei "Bambini", immagini sofferenti e malinconiche opere simboliche di un'umanità avvilita ed oppressa, che l'artista presentò alla rassegna "España libre". Anche la sua tecnica subì un'evoluzione, che lo portò a ricercare un ispessimento della materia, addensata dall'aggiunta della sabbia alla vernice; il ricorso al collage, già da lui sperimentato nelle nature morte, divenne cospicuo anche in ambito figurativo-ritrattistico. La materia dei suo quadri divenne tale da arrivare a definirli “affresco su tela”. Opera presentata in cornice.

Telefona

Trattativa in sede

Telefona

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Ulteriori informazioni. OK