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77 cm 155 cm

32 cm 231 cm

4 cm 32 cm
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Arte antica, icone, arte contemporanea, pittura antica, arte dell'800 e del '900


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Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto
ARTPIT0001472

Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto

Ritratto di Nobildonna

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Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto

Ritratto di Nobildonna

Olio su tela. Il ritratto a mezzobusto raffigura una gentildonna di famiglia nobile, come si desume dal ricco ed elegante abbigliamento ma soprattutto dalla medaglia che è ben messa in evidenza esattamente al centro dell'opera. La medaglia è quella dell'Ordine della Croce stellata, ordine cavalleresco femminile istituito dall'imperatrice Eleonora Gonzaga, vedova dell'imperatore Ferdinando III, e confermato da Clemente IX con bolla papale nel 1668, conferito solo a donne nobili. Nato a Genova ma formatosi artisticamente a Roma, il Delle Piane rivelò sin da giovane un'inclinazione per la ritrattistica. Assimilando la moda del ritratto alla francese (in particolare riferendosi alla produzione di Hiacynthe Rigaud e di Laguillère) e grazie alla sua capacità di cogliere le necessità celebrative del tempo, di adeguarsi alle nuove tendenze, di assecondare le smanie autocelebrative dei ricchi e potenti committenti, il Delle Piane portò nella pittura genovese una innovazione stilistica, caratterizzata dalla ricercatezza dei particolari e dalla mondanità delle figure, vestendo "quelle sue figure con drappi maestosi ed eleganti", cogliendole in "certe nuove, e spiritose movenze" . Dal 1707 divenne pittore di corte dei Farnese a Parma: nella sua produzione ritrattistica rientrano diversi loro ritratti, nonchè di altri importanti nobili e titolati, soprattutto genovesi e parmensi. L'opera del Delle Piane, attivo per oltre sessant'anni, fu estremamente ricca. Seppure cimentatosi anche in un'interessante produzione religiosa, di cui peraltro rimane molto poco, viene ricordato soprattutto per la produzione di ritratti: ve ne sono moltissimi, a lui attribuiti, in numerose case private. L'eleganza, l'ostentazione, il contrasto tra la posa severa e il gesto civettuolo, rientrano pienamente nelle caratteristiche interpretative del Delle Piane. Nel ritratto proposto L'eleganza, l'ostentazione, il contrasto tra la posa severa e il gesto civettuolo della mano che trattiene il manto,, rientrano pienamente nelle caratteristiche interpretative del Delle Piane. Il dipinto è presentato in cornice coeva a medaglione, argentata a mecca, sormontata da decoro intagliato a nastro annodato.

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Scena mitologica di Giovanni Battista Recchi
ARTPIT0001176

Scena mitologica di Giovanni Battista Recchi

Danae e la pioggia d'oro

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Scena mitologica di Giovanni Battista Recchi

Danae e la pioggia d'oro

Olio su tela. In questa splendida rappresentazione, di committenza certamente privata e laica, il pittore si confronta con il tema della Danae, soggetto della mitologia greca amato e praticato da pittori del calibro di Tiziano, Correggio, Orazio e Artemisia Gentileschi, Rembrandt e altri ancora, fino a Klimt. Il mito narra che Zeus fecondò la mortale Danae attraverso una pioggia dorata; da questa unione fu generato il semidio Perseo. Nel nostro dipinto la pioggia dorata si trasforma in monete d'oro, ciascuna individuabile con un conio del periodo. Su una delle monete che cadono dal cielo vi è apposta la firma del pittore, cosa rara per un dipinto antico, che permette di attribuire con certezza il dipinto e che testimonia l'importanza che l'opera aveva all'epoca per l'autore e che riveste attualmente per gli studi della pittura Lombarda del Seicento. Sullo sfondo si intravede una città che si affaccia su un lago, con tutta probabilità una raffigurazione d'epoca della città di Como, città natale del Recchi. E' plausibile che il committente privato del dipinto avesse a che fare con il cambio delle valute data la precisione con cui sono descritti i conii delle monete che cadono dal cielo. Lo stile del dipinto appartiene ancora al tardo manierismo lombardo, praticato anche da pittori del calibro di Simone Peterzano (il maestro di Caravaggio), ma già attento alla descrizione della realtà, del dato naturale, come appare chiaro nella rappresentazione delle foglie appassite sopra la testa di Danae, una lezione che in Caravaggio troverà piena maturazione. Il dipinto, ritelato e con tracce di restauro coerente con lo stile e l'epoca, è in condizioni molto buone. Presentato in cornice dorata in stile.

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